Sollicciano: i verbali dell’AUSL Toscana Centro confermano l’urgenza

L'associazione Pantagruel: “Il carcere non torni nel buio dopo le ‘luci della ribalta’ di questi giorni"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 Marzo 2026 19:32
Sollicciano: i verbali dell’AUSL Toscana Centro confermano l’urgenza

Firenze, 6 marzo 2026- Il gruppo consiliare di Sinistra Progetto Comune ha richiesto al Garante delle persone private della libertà del Comune di Firenze tutta la documentazione ricevuta da Palazzo Vecchio dalle diverse articolazioni dello Stato, in relazione alle strutture detentive del territorio. Lo ringraziamo per aver dato puntuale riscontro e pensiamo sia necessario condividere i contenuti di quanto scritto dall’AUSL Toscana Centro in relazione a Sollicciano.

"Il quadro che emerge non è nuovo. Le basse temperature hanno diminuito il problema delle cimici che però non è scomparso ed è destinato a esplodere nuovamente. Come attestato da Damiano Aliprandi sul Dubbio di ieri, la disinfestazione conclusa a febbraio 2026 rischia di essere vanificata dalla profondità delle crepe presenti -dichiarano Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e Massimo Lensi dell'Associazione Progetto Firenze- Infiltrazioni, muffe, problemi idraulici: il quadro che emerge espone chiarimenti a rischio di malattie respiratorie, definendo condizioni igienico-sanitarie che dovrebbero permettere alla Sindaca di intervenire e dichiarare inagibili almeno alcune sezioni, o parti, della Casa Circondariale.

Non serve fantasticare di edilizia carceraria, come se uno schiocco di dita potesse cambiare radicalmente il contesto. Occorre capire quante persone possono accedere a misure alternative e iniziare a diminuire la popolazione detenuta, vista anche la forte pressione che sta vivendo.

A essere urgente è un’azione diretta sulle cucine, in particolare presso la sezione maschile. Dalle relazioni dell’AUSL la presenza di infestanti si può desumere con una certa facilità. Si aggiunge il fatto che la “nuova” cucina inutilizzata costituisce, oltre che un potenziale spreco, uno spazio di rischio. Il rapporto tra carcere e città deve permettere a chi ogni giorno vive Sollicciano di trovare aiuto nel resto della società. Permettere condizioni simili è una ferita aperta di tutto il sistema politico e istituzionale".

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“Il fatto che il caso di Sollicciano arrivi davanti alla Corte costituzionale dimostra che l’emergenza è strutturale. Le condizioni descritte dal tribunale di sorveglianza – infiltrazioni, infestazioni, carenze igienico-sanitarie – sono purtroppo la realtà che come volontari incontriamo ogni giorno entrando in carcere. Il nostro timore è che, dopo l’attenzione di queste settimane, le luci si spengano di nuovo e Sollicciano torni nel buio dell’indifferenza”.

A dirlo è l’associazione Pantagruel, che da anni svolge attività di volontariato all’interno della casa circondariale fiorentina e che interviene dopo la decisione del Tribunale di sorveglianza di Firenze di sollevare davanti alla Corte costituzionale la questione di legittimità sulle norme che non prevedono il rinvio della pena quando la detenzione avviene in condizioni contrarie al senso di umanità.

“Solo poche ore prima di questa decisione – ricordano dall’associazione – la commissione consiliare del Comune di Firenze ha potuto effettuare un sopralluogo approfondito all’interno dell’istituto grazie alla disponibilità della direttrice del carcere, della polizia penitenziaria e del personale. Anche in quell’occasione è emerso chiaramente lo stato di difficoltà umana e strutturale in cui versa Sollicciano, una situazione che come associazione denunciamo da anni”.

Apprezziamo la presenza e l’impegno delle istituzioni che stanno accendendo un faro su questa realtà. Come associazione siamo e resteremo disponibili a ogni confronto e a ogni tavolo di lavoro che possa contribuire a individuare soluzioni concrete, sia sul piano degli interventi strutturali sia su quello del decongestionamento delle presenze. Quella di Sollicciano – prosegue l’associazione – è una emergenza che non è soltanto edilizia. È prima di tutto una emergenza umana, sanitaria e anche di sicurezza. Quando in uno spazio ristretto si accumulano tensioni, frustrazioni e condizioni di vita degradate, il rischio è che prima o poi quella conflittualità divampi”.

Per questo Pantagruel invita a trasformare l’attuale attenzione in un impegno duraturo. “Non vorremmo che anche questa volta l’attenzione durasse solo per qualche settimana. Il rischio è che si ripeta quanto ironicamente osservava Ennio Flaiano: la situazione è grave, ma non seria. Su Sollicciano invece la situazione è grave e deve diventare finalmente una questione seria per tutti” concludono da Pantagruel.

“L’Amministrazione comunale – spiega il presidente della Commissione politiche sociali Edoardo Amato – è impegnata a seguire con attenzione e responsabilità le criticità della Casa circondariale di Sollicciano, nella consapevolezza che si tratta di una struttura che non risponde più a standard adeguati di dignità e sicurezza. Rispetto alle criticità evidenziate nella nota, Sindaca e Assessore competente incontreranno nei prossimi giorni la direzione dell’istituto e l’Azienda sanitaria per aprire uno spazio di confronto concreto e duraturo volto ad approfondire e affrontare efficacemente le situazioni emerse nei diversi sopralluoghi effettuati nel corso del tempo, non ultima la visita svolta dalla Commissione politiche sociali.

La situazione di Sollicciano è oggettivamente complessa e non può essere semplificata: proprio per questo richiede risposte strutturate, coordinate tra livelli istituzionali e orientate alla produzione di soluzioni reali che non possono essere assunte senza una puntuale valutazione complessiva degli strumenti e delle strategie realmente attivabili.

L’azione dell’amministrazione si muove lungo più direttrici. Da un lato, è stato rafforzato il confronto con la Direzione del carcere, con l’obiettivo di costruire, negli ambiti di competenza del Comune, strumenti concreti per affrontare la crescente complessità della situazione. Dall’altro, è in corso un lavoro con gli attori del territorio per ampliare le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione, rafforzando percorsi di continuità di presa in carico sociale e sanitaria, di inclusione e reinserimento.

Prosegue inoltre il lavoro di ricognizione della Commissione sociale del Comune, impegnata nel monitoraggio della situazione e nel promuovere un’azione di interlocuzione e pressione istituzionale nei confronti del Ministero della Giustizia, affinché venga definita una strategia di intervento concreta e strutturata su Sollicciano. L’impegno dell’amministrazione comunale su Sollicciano – conclude il presidente Edoardo Amato – è massimo e continuerà a esserlo per tutta la durata della consiliatura”.

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