Sicurezza a Prato: partono i gruppi di controllo dei cittadini

Al via l'Accordo per il Controllo di vicinato dei quartieri. Stamani la Giunta comunale ha recepito il progetto siglato in Prefettura nel novembre scorso. Il coordinatore sarà Giovanni Mosca, già consigliere del sindaco Biffoni. Tre anni di durata


L'accordo era già stato siglato nel novembre scorso dalla Prefettura di Prato e dai Comuni di Prato, Montemurlo, Poggio a Caiano e Carmignano, dopo l'autorizzazione del Ministero dell'Interno, per disciplinare il funzionamento dei gruppi di controllo di vicinato. Il coordinatore sarà Giovanni Mosca, già consigliere del sindaco Matteo Biffoni per le tematiche di la valorizzazione delle frazioni. Il coordinatore parteciperà a degli incontri di formazione con le forze dell’ordine e sarà poi il referente a cui è demandato il compito di raccogliere le segnalazioni dei cittadini del quartiere e di girarle alla Polizia municipale, che effettuerà una sorta di filtro degli esposti, interpellando gli uffici competenti o le forze dell’ordine nei casi ritenuti necessari.

In base ai criteri fissati dall'accordo, il gruppo di controllo contribuisce all’innalzamento degli standard di sicurezza della propria comunità, svolgendo un’attività di osservazione e segnalazione di eventuali problemi di sicurezza o degrado sociale al coordinatore e segnalazione alle Forze dell’Ordine di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica o di possibile flagranza di reati, tramite i numeri di emergenza 112, 113, oppure 115 o 118 a seconda della tipologia del fatto (incendi o emergenze sanitarie). Il gruppo inoltre presta attenzione a quello che avviene nell’area dove svolge la propria vita quotidiana e sviluppa la collaborazione tra vicini, soprattutto nei confronti dei soggetti più vulnerabili, - non si sostituisce alle Forze di Polizia, a cui resterà la prerogativa dell'attività di repressione e di ricerca degli autori dei reati. L'atto definisce anche i limiti dell'attività dei gruppi, che non dovranno intervenire attivamente in caso di reato, non potranno arrestare i ladri, fare indagini, schedare le persone o intraprende iniziative personali e imprudenti, non potranno utilizzare uniformi, emblemi, simboli riconducibili ai Corpi di Polizia Statali e Locali, alle Forze Armate o ad altri Corpi dello Stato, ovvero che contengono riferimenti a partiti, movimenti politici e sindacali, nonché sponsorizzazioni private.

Il Comune di Prato ha coinvolto nel progetto la Polizia Municipale e vigilerà sulla sua corretta esecuzione sensibilizzando i cittadini a collaborare. Anche la Prefettura monitorerà attraverso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica lo stato di attuazione del progetto valutando l'adozione di eventuali modifiche.

Il progetto avrà durata di anni tre a decorre dalla sottoscrizione, avvenuta il 25 novembre scorso. 

Redazione Nove da Firenze