Sant'Orsola: un altro "nuovo bando"

Carpini e Grassi: “Nardella e il Pd continuano a sbagliare. Dove sono finiti i buoni propositi della Città Metropolitana di impegnare soldi pubblici per un progetto condiviso con la cittadinanza?”. La consigliera Pd Albanese replica: "Prosegue netto l'impegno sul recupero dell'ex convento per restituirlo ai fiorentini"


Il Consiglio della Città Metropolitana, su proposta di Benedetta Albanese, consigliera delegata al Patrimonio, ha approvato una delibera per una nuovo bando finalizzato alla valorizzazione del complesso immobiliare dell'ex convento di Sant'Orsola, a Firenze. Il 30 novembre 2018 è il termine ultimo stabilito per la presentazione delle proposte.

“Nei giorni scorsi il Consiglio della Città metropolitana si è trovato a votare una delibera che non fa altro che ribadire quanto già deciso negli anni passati rispetto all'immobile di Sant'Orsola: bando rivolto ai privati che vorranno recuperare l'edificio per funzioni prettamente private, e il cui interesse pubblico spesso rimane sulla carta. Nardella e il Pd continuano a sbagliare: non gli deve esser stato sufficiente il rischio corso con gli ultimi privati, tra cui appariva anche la società collegata ad Andrea Bocelli, che se avessero firmato il contratto non avrebbero certo, visto come sono andate a finire le cose anche dal punto di vista giudiziario, concluso l'intervento sull'immobile da tantissimi anni abbandonato. Certo, adesso al privato non sarà necessario neppure intervenire su tetto, facciate e stabilità perché qualche milione di euro, d'urgenza, per evitare che crollasse tutto, è stato stanziato e sarà speso dalla Città Metropolitana” dichiarano i Capogruppo dei gruppi dell'opposizione di sinistra in Città metropolitana e in Comune di Firenze, Enrico Carpini e Tommaso Grassi. “In queste condizioni un nuovo bando non ha proprio senso, anche perché rispetto al passato non viene chiesto nulla in più. Nardella e compagnia vogliono per caso vedere che proporrà questa volta il privato di turno? L'ultimo presidente della società capofila è finito agli arresti domiciliari, e il nome di Andrea Bocelli, estraneo alle vicende giudiziarie, non ha garantito alcun partner o mecenate internazionale di valore. Non ci sorprendiamo, visto che è stato lo stesso Bocelli, recentemente, a dichiarare alla stampa di essere un uomo che si fida facilmente delle persone, financo a credere e a tifare perché Salvini possa far bene da Ministro. Gli consigliamo – aggiungono Grassi e Carpini – per la prossima volta, prima di spendere il suo nome in operazioni culturali ed economiche con le amministrazioni pubbliche, di stare maggiormente attento”. “Nelle settimane e nei mesi scorsi era stato lo stesso Nardella a diffondere ottimismo dichiarando ai quattro venti che Sant'Orsola sarebbe ripartita verso una nuova vita, grazie ai fondi pubblici che la Città Metropolitana avrebbe investito. Dove sono finiti i buoni propositi della Città Metropolitana di impegnare soldi pubblici per un progetto condiviso con la cittadinanza? Forse – concludono Carpini e Grassi – qualche privato avvicinandosi alle elezioni, quando tutti sono più buoni e ben disposti, si è fatto avanti con l'amministrazione e si vuol provare nuovamente questa scorciatoia, pericolosa e che sottrae alla collettività quel contenitore del centro storico di Firenze?”. 

Sulle scelte della Città Metropolitana, Albanese, consigliera della Metrocittà e consigliera del gruppo Pd a Palazzo Vecchio, replica a due consiglieri di opposizione del Comune di Firenze e della Città Metropolitana: "Mi dispiace per loro - spiega - e rimando ai mittenti le accuse sui buoni propositi. Mi sorprendono toni e contenuti. Non entro nemmeno nel merito delle insinuazioni su un grande artista: politicamente uno sceglie come elettore di votare chi gli pare e di fare quello che vuole. A noi interessano i progetti. Mi pare offensivo generalizzare e passare dal piano penale a quello politico con tanta disinvoltura. Questi toni beceri non ci appartengono, stiamo sui fatti". I lavori per la copertura e le facciate dell'ex convento di Sant'Orsola "partiranno entro l'anno: noi non lasciamo Sant'Orsola in abbandono, indipendentemente dagli esiti delle procedure. L'impegno diretto dell'Amministrazione, anche sotto questo profilo, lo dobbiamo ai cittadini e non, come si insinua, al prossimo privato". La Città Metropolitana "ha nel suo patrimonio Sant'Orsola da pochi anni e da quando ci siamo insediati abbiamo lavorato tenacemente per dare futuro all'immobile, ma non abbiamo ancora la bacchetta magica: seguiamo le procedure, cerchiamo le strade possibili – comprese quella dell'intervento diretto con finanze pubbliche - per togliere dalla polvere un edificio che è stato lasciato in quelle condizioni per tantissimi anni e non certo per nostra scelta". Ora il Consiglio della Città Metropolitana "ha dato mandato alla Direzione Patrimonio di predisporre un nuovo avviso per l’individuazione di un operatore economico, singolo o in raggruppamento con altri, con cui avviare una trattativa privata finalizzata all’affidamento in concessione della valorizzazione di Sant’Orsola, stabilendo il termine del 30 novembre 2018 per la presentazione delle proposte. Ci siamo riservati, operando nell’ambito di una trattativa privata, la facoltà di richiedere variazioni progettuali, come anche integrazioni alla proposta selezionata. L’operatore che avrà presentato la migliore proposta dovrà presentare il Piano economico finanziario a supporto della stessa, nonché dimostrare l'effettiva e immediata disponibilità di almeno un terzo dell’importo indicato nella proposta come necessario per la realizzazione dell’intervento". La Città Metropolitana, inoltre, "non ha mancato di informare la cittadinanza e di incontrarla. Confronto civile e dialogo non sono mai mancati e non mancheranno. Non ci servono lezioncine". 

Redazione Nove da Firenze