Sant'Apollonia: si apre il processo partecipativo sul futuro del complesso

Regione: primo appuntamento il 4 ottobre pomeriggio per confrontarsi con abitanti, studenti, istituzioni, fondazioni, associazioni e soggetti no profit sul futuro dell'ex complesso monastico


FIRENZE - Primo appuntamento il 4 ottobre pomeriggio a Sant'Apollonia a Firenze per confrontarsi con abitanti, studenti, istituzioni, fondazioni, associazioni e soggetti no profit sul futuro dell'ex complesso monastico tra via San Gallo, via XXVII Aprile e via Santa Reparata, sede della storica mensa universitaria, diventato negli anni luogo di aggregazione sociale ed espressione delle controculture giovanili nelle diverse fasi del Movimento studentesco, ma anche casa di alcuni uffici di Fondazione Sistema Toscana, fondazione della Regione, e di Toscana Spettacolo.

La Regione ha deciso a luglio di valorizzare questo luogo, nel centro storico di Firenze, come polo di iniziative ed attività culturali, di studio ed aggregazione giovanile e per farlo ha deciso di ascoltare tutti gli attori coinvolti e i possibili fruitori: un processo partecipativo attivo e dal basso, come in Toscana già in tante altre occasioni è stato fatto, prima Regione ad aver approvato una legge nel 2007 per il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni delle istituzioni, rinnovata poi nel 2013. Il materiale sarà tutto on line, in una delle stanze delle partecipazione attive sul portale open.toscana.it, oltre che fisicamente presso un apposito sportello a Sant'Apollonia.

L'evento del 4 ottobre è aperto a tutti. Per iscriversi o ricevere informazioni si può scrivere a laboratoriosantapollonia@gmail.com oppure telefonare al 375.5488833. Il primo appuntamento è dalle 17 alle 18.30 con una visita guidata (necessario prenotarsi). A seguire, dalle 18.30 alle 20.30, nell'auditorium si svolgerà una tavola rotonda a cui interverranno, assieme alla vicepresidente ed assessora alla cultura e ricerca Monica Barni, l'assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, il presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario Marco Moretti, il direttore a cultura e ricerca della Regione Toscana Roberto Ferrari, Francesco Alberto per l'Università di F irenze e il Laboratorio San Lorenzo, Bertram Niessen per l'agenzia di trasformazione culturale "Che fare" e il docente universitario, critico e traduttore Edoardo Rialti. Interverrà anche Anci Toscana, l'associazione dei Comuni.

Il processo partecipativo, affidato ad uno spin off universitario, MHC-Progetto Territorio, proseguirà per quattro mesi. "Saranno coinvolti residenti, studenti, gestori di spazi e soggetti no profit interessati a creare sinergie che leghino sempre più a stretto filo cultura e diritti", spiega la vicepresidente Barni. Saranno organizzate visite al complesso e momenti di condivisione con l'altro processo partecipativo in corso nel quartiere, il "Laboratorio San Lorenzo" finanziato sempre dalla Regione, che si sta occupando del vicino Sant'Orsola. "L'obiettivo, oltre che valorizzare la vocazione evidente e sedimentata negli anni del Sant'Apollonia - ribadisce ancora Barni - è quello di creare sinergie tra istituzioni, politiche, iniziative dal basso e territorio".

"L'agenda delle politiche e interventi attuati negli ultimi anni da questa giunta, ma anche la tradizione storica più ampia delle amministrazioni locali di questa regione, ci dicono che i migliori risultati si sono ottenuti attraverso la partecipazioni dei cittadini alle scelte delle istituzioni, stimolandone l'intervento. Proseguiamo in questo solco", ribadisce l'assessore alla presidenza, al patrimonio e alla partecipazione della Toscana, Vittorio Bugli.

La Regione ha acquisto da alcuni mesi la piena titolarità del Sant'Apollonia. Il complesso è stato oggetto nel tempo di numerosi interventi di ristrutturazione parziale, in fase di ultimazione, e prima di affidare l'appalto per la progettazione e fattibilità definitiva e esecutiva dei lavori di restauro conservativo, per cui è stato costituito pure uno specifico tavolo dove siedono anche i rappresentanti delle fondazioni e realtà che oggi hanno sede a Sant'Apollonia, la Regione ha deciso di avviare appunto un processo partecipativo.

"La particolare storia, l'occasione dell'intervento di restauro e l'avvio del processo – conclude Barni – trasformano Sant'Apollonia in un caso sperimentale di rifunzionalizzazione di un bene culturale nell'ottica di una maggiore sinergia tra le politiche culturali e quelle di sostegno al diritto allo studio universitario, nel senso di un più incisivo impegno per la partecipazione culturale della comunità studentesca".

Redazione Nove da Firenze