Sanità: piano da € 32 milioni contro le liste d’attesa

Il paradosso della prenotazione verso il "new public management"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 Marzo 2026 21:15
Sanità: piano da € 32 milioni contro le liste d’attesa

Prenotare una visita specialistica nel cuore della Toscana è un’esperienza che oscilla tra l’eccellenza tecnologica e la frustrazione burocratica. Nonostante un sistema sanitario che continua a posizionarsi ai vertici delle classifiche nazionali per qualità delle cure, il cittadino si scontra quotidianamente con un paradosso: l'aumento delle prestazioni erogate non riesce a soddisfare una domanda che cresce a ritmi vertiginosi. In questo scenario di tensione strutturale si inserisce il "Piano 2026", una manovra da 32 milioni di euro varata dalla Giunta Regionale. Non si tratta solo di una massiccia iniezione di liquidità, ma di un tentativo di riscrivere il contratto sociale tra amministrazione e cittadino, puntando su un binomio complesso: il rigore dei dati e l’appropriatezza clinica.

L'architettura finanziaria del piano prevede uno stanziamento di 32 milioni di euro per il 2026, interamente attinti dal bilancio regionale. La ripartizione è netta: 20 milioni destinati a incentivare la produttività aggiuntiva del personale pubblico e 12 milioni per l'acquisto di prestazioni dal privato convenzionato, portando il tetto per quest’ultimo a 329 milioni di euro.

Tuttavia, il perno strutturale del piano non risiede nell'entità del fondo, ma nel cambio di paradigma gestionale. Per la prima volta, 4 milioni di euro sono stati "svincolati" dal finanziamento ordinario e legati a obiettivi di performance misurabili. È l'ingresso del New Public Management nella sanità toscana: il finanziamento non è più percepito come un diritto acquisito dalle Aziende Sanitarie (ASL), ma come una ricompensa per risultati concreti. L’onere della prova si sposta sulle aziende, che dovranno dimostrare miglioramenti reali nelle branche più critiche per accedere a queste risorse.

“Si tratta di un investimento forte, che sta totalmente sulle spalle della Regione perché, al di là delle chiacchiere, il governo non ha messo un euro in più sul contenimento delle liste di attesa.” dichiarano Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, con il sostegno dell'Assessora Monia Monni.

Il cuore del problema risiede in una statistica allarmante: tra il 2019 e il 2024/25, la richiesta di visite specialistiche è aumentata del 41%, mentre la diagnostica strumentale (TAC e risonanze) ha subito un'impennata del 49,8%. Questa esplosione non è solo frutto dell'invecchiamento demografico, ma è alimentata dalla "medicina difensiva", un fenomeno in cui la prescrizione diventa un'arma di protezione legale e sociale per il medico.

La risposta della Regione è il sistema dei "quesiti diagnostici standardizzati". Attraverso un software dedicato, i medici di medicina generale navigano in un "menù a tendina" che suggerisce indicazioni cliniche e classi di priorità. Più che un semplice aggiornamento tecnico, questo strumento funge da scudo digitale: fornisce al medico un supporto scientifico oggettivo per resistere alle pressioni del paziente, mitigando la cultura del "prescrivere per sicurezza". La fase sperimentale su TAC e risonanze ha già mostrato la via, riducendo le prescrizioni inappropriate dell'11%.

Mentre il sistema garantisce l'80% delle prime visite nei tempi previsti, la dermatologia (55%) e l'oculistica (77%) rimangono i "punti di rottura". L'analisi dell'analista rivela che il problema non è solo quantitativo, ma di gestione: esiste un cronico disallineamento tra specialisti e medici di base. Queste aree soffrono di una mancanza di "presa in carico" (patient management), dove la visita singola prevale sul percorso terapeutico integrato, intasando le agende con controlli a bassa complessità che potrebbero essere gestiti diversamente. Sul fronte chirurgico, il Piano 2026 è ambizioso ma pragmatico:

  • Target 90%: Obiettivo di puntualità per gli interventi di Classe A (entro 30 giorni) e Classe B (entro 60 giorni).
  • Il "Miglio Mancante": I dati del 2025 indicano criticità su prostata (65,8%) e protesi d’anca (72,9%), ma il traguardo è vicino.

    Basterebbero appena 252 interventi in più nei tempi massimi per centrare gli obiettivi di sistema.

  • Contenimento della Mobilità: Incrementare gli interventi complessi è la "cura da cavallo" scelta per frenare la fuga dei pazienti verso altre regioni (mobilità passiva).

Il dibattito in Commissione Sanità ha acceso i riflettori su una frattura politica profonda. L'opposizione, con Diego Petrucci ed Enrico Tucci (FdI), ha lanciato una provocazione pungente: la Toscana starebbe adottando, con ritardo e "tempismo sospetto", il "Modello Piemonte" (visite serali e nei weekend), una soluzione inizialmente bollata come irricevibile dalla maggioranza.

Ma la critica più insidiosa riguarda la natura stessa dei dati. Petrucci ha sollevato il velo sul fenomeno degli "invisibili": le statistiche ufficiali dell'80% di successo considerano solo chi riesce a entrare nel sistema. Restano fuori migliaia di cittadini "rimbalzati" dai CUP, che non compaiono nelle liste d'attesa semplicemente perché non sono riusciti a prenotare, finendo per rivolgersi al privato o rinunciare del tutto alle cure.

Sul fronte economico, Marco Stella (FI) contesta l'uso dei fondi Irpef per coprire inefficienze che, a suo dire, il Governo avrebbe già finanziato con l'aumento del Fondo Sanitario Nazionale. Parallelamente, Lorenzo Falchi (AVS) avverte: i 12 milioni al privato sono un "tampone" necessario ma pericoloso, che non sostituisce la necessità di sbloccare i tetti di spesa per assunzioni stabili nel settore pubblico.

La sfida della sanità toscana verso il 2026 non si vince solo con i bilanci o con i software, ma sul terreno della cultura sanitaria. Come sottolineato da Serena Spinelli (Pd), il nodo centrale è la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra cittadino e medico di base, trasformando la percezione della sanità da "supermercato delle prestazioni" a sistema di "presa in carico".

Il piano riuscirà a preservare il carattere universalistico della sanità toscana o siamo di fronte a una lenta abdicazione verso logiche di mercato? L'efficacia del "menù a tendina" e degli investimenti mirati sarà misurata non solo dai monitoraggi regionali, ma dalla percezione reale di chi, ogni giorno, prova a prenotare una visita.

Qual è stata la vostra esperienza recente con il sistema di prenotazione? Avete percepito l'efficacia di questi nuovi filtri digitali o vi siete sentiti parte di quella platea di cittadini che il sistema non riesce ancora a intercettare? Raccontate la vostra esperienza alla redazione nove@nove.firenze.it.

Notizie correlate
In evidenza