Sanità: la scomparsa del Prof. Franco Mosca

Il cordoglio del Sindaco di Pisa Michele Conti. Federico Gelli “Addio a una delle menti più brillanti della medicina italiana”. Maurizio Mian: “Un amico davvero speciale”


Il professor Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale, è scomparso ieri dopo una breve malattia all’età di 78 anni.

“La scomparsa del Professor Mosca è una grave perdita per la città di Pisa, per il mondo accademico e della medicina – ha dichiarato il Sindaco di Pisa Michele Conti –. A Pisa aveva ottenuto brillanti successi nel corso della sua lunga carriera, sia come medico che come docente dell’Ateneo pisano di cui era Professore emerito. Da chirurgo di chiara fama ha promosso l’utilizzo della robotica nelle sale operatorie. Con la sua Fondazione Arpa era molto attivo nella società civile, tessendo relazioni con sapienza e spendendosi per cause benefiche e di solidarietà. Il Professor Franco Mosca era un’eccellenza che ha promosso talenti e competenze. Nell’esprimere il cordoglio dell’intera città, invio le più sentite condoglianze alla famiglia”

“Se ne va una delle menti più brillanti della medicina italiana per genialità e innovazione. Franco non mi ha mai perdonato la candidatura al consiglio regionale della Toscana nel 2000 dopo il mio impegno professionale come coordinatore dei trapianti nell’azienda ospedaliera di Pisa. Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di potermi riavvicinare a lui collaborando al successo del festival della robotica, una bellissima esperienza che porterò sempre con me insieme ai suoi insegnamenti. Mancherà tanto a tutti noi.” Con queste parole condivise su facebook lo ricorda il presidente della Fondazione Italia in Salute Federico Gelli.

“Sono profondamente addolorato, la sua scomparsa mi rattrista e lascia un vuoto enorme”. Questo il commosso ricordo da parte di Maurizio Mian. Il suo legame con il chirurgo di fama internazionale risale agli anni Ottanta: “È sempre stato un grande amico della mia famiglia - racconta - e ricordo bene che dopo una visita mia madre se ne uscì dicendo: ma questo è bravo quanto zio Gabriele (il prof. Gabriele Monasterio ndr). Era il complimento più bello che gli potesse fare”. “Io l’ho conosciuto quando andavo a trovare mio nonno che era ricoverato nel suo reparto” spiega Mian. “Era una persona squisita, oltreché un medico di grande livello. Da quel momento non abbiamo mai smesso di frequentarci e non c’è stato compleanno o ricorrenza che non mi abbia mandato un saluto o gli auguri". "Chirurgo infaticabile e di assoluto valore - conclude Mian - lascia un grande vuoto, anche quando ha smesso di operare e si è dedicato alla scuola di chirurgia prima, e alla sua splendida Fondazione Arpa - che svolgeva opera di formazione nei paesi sottosviluppati - poi. Sono onorato di essere stato suo amico e davvero mi mancherà tantissimo”. 

Redazione Nove da Firenze