Saccardi: "Dal 1 luglio in Toscana operativi 170 nuovi medici"

La risposta dell'assessore alla Sanità a una interrogazione della Lega. Sulla situazione all'Elba, "non metteremo mai in discussione la sicurezza dell'emergenza-urgenza, specialmente nel periodo estivo". Mozione per tutelare i territori geograficamente disagiati


(DIRE) Firenze, 25 giu. - Dal primo luglio entrano in servizio 160-170 nuovi medici in Toscana. Lo annuncia l'assessore al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi, rispondendo a una interrogazione in assemblea toscana della Lega. "Non abbiamo programmato alcuna riduzione di medici sul 118, nessun declassamento dei pronto soccorso- afferma-. Ci auguriamo che con questa immissione in servizio di 160-170 medici che sono stati selezionati negli ultimi giorni, e che dal primo luglio dovrebbero cominciare a operare, si possa coprire alcune situazioni di carenza".

Il quesito del Carroccio verte sulla difficoltà riscontrate all'isola d'Elba, dove specie in estate vengono lamentati problemi nell'assicurare una presenza di dottori in tutti i punti medicalizzati. I neoassunti "non saranno destinati soltanto al pronto soccorso, ma anche alla rete dell'emergenza-urgenza- prosegue l'assessore-. Tutto questo consentirà di andare a dare un po' di fiato al sistema dei Pet (punti di emergenza territoriale, ndr) in tutta la Toscana". In relazione specificamente al territorio elbano, inoltre, "in Regione sono stati costituiti un gruppo tecnico con l'Asl Nord Ovest e un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare il problema e superare una situazione di grande sofferenza. Non c'è alcun piano, dunque, per depotenziare l'emergenza-urgenza". L'auspicio di Saccardi è che "con l'ultima infornata, l'ultima delibera di reclutamento 'emergenziale' di medici, tutte le postazioni possano essere coperte. Confermo inoltre che non metteremo mai in discussione la sicurezza dell'emergenza-urgenza dell'isola d'Elba, specialmente nel periodo estivo". (Dire)

Non solo. Oggi in Regione è stato approvato un altro atto importante. Garantire un adeguato accesso ai servizi sanitari e socio sanitari a tutti i cittadini in territori che, per le loro caratteristiche geografiche, siano considerati disagiati, attivandosi specificamente per la Montagna pistoiese. Questo l’obiettivo al centro della mozione approvata in commissione Sanità, guidata da Stefano Scaramelli, sulle politiche regionali in materia socio-sanitaria per quanto riguarda la popolazione residente in isole minori, aree interne e montane della Toscana e, appunto, Montagna pistoiese.

Il testo è stato sottoscritto da Andrea Quartini, Stefano Scaramelli, che nel ruolo di presidente ha favorito l’avvicinamento tra le varie posizioni, Paolo Sarti, Monica Pecori, Nicola Ciolini, Enrico Sostegni e Ilaria Giovannetti. La mozione è infatti il frutto del lavoro congiunto condotto in commissione, dove le mozioni originariamente in discussione erano due: una di Andrea Quartini – sul presidio ospedaliero di San Marcello – e l’altra firmata da Stefano Scaramelli, Massimo Baldi, Marco Niccolai, Leonardo Marras, Fiammetta Capirossi, Antonio Mazzeo, Giacomo Bugliani, Ilaria Giovannetti.

L’atto approvato richiama le politiche che in questi anni hanno caratterizzato la Regione Toscana e la sua programmazione sociosanitaria, nella ‘continua e costante attenzione’ alle problematiche di accesso ai servizi. In questo quadro anche la necessità di definire un ‘modello di riferimento’ che permetta di conservare e consolidare i presidi ospedalieri in area periferica, insulare e montana, adeguato alle specificità dei territori ma al tempo stesso coerente con il sistema di area vasta toscano.

La giunta è impegnata per l’istituzione di un osservatorio “Sanità nelle aree interne e insulari” per arrivare quanto prima a una progettualità regionale specifica in tema di accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari nelle aree disagiate, da condividere con la commissione consiliare competente.

L’esecutivo toscano deve attivarsi per il riconoscimento di Area particolarmente disagiata per la Montagna pistoiese, secondo quanto previsto dal Decreto ministeriale 70/2015.

Deve quindi individuare come punto intermedio per arrivare al ‘modello’ indicato dal Decreto ministeriale, anche per la Montagna Pistoiese, gli indirizzi delineati nel progetto pilota approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni nel 2015, prevedendo a questo fine i necessari investimenti e la relativa tempistica per conformarsi ai relativi indirizzi.

L’atto individua come ‘modello’ per la garanzia dei servizi di emergenza–urgenza nelle aree periferiche, insulari o montane la previsione del Decreto 70/2015, ovvero: presidi ospedalieri con un’attività di pronto soccorso e la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta. Quel modello però, precisa il testo, non è applicabile nell’immediato a San MarcelloPistoiese, per l’oggettiva carenza di strutture da dedicarsi alle implementazioni tecnologiche necessarie.

L’unico ‘modello codificato’ applicabile al presidio di San Marcello per ragioni di dotazioni strutturali è quello definito dal progetto Pilota “Isole minori e località caratterizzate da difficoltà di accesso”, oggetto di un’intesa in sede di Conferenza Stato Regioni. La Toscana, con la Sicilia e il Veneto, fa parte delle Regioni capofila individuate dal Ministero per l’elaborazione di questo progetto, che punta al miglioramento della qualità di assistenza per le aree interessate e che deve poi articolarsi in progetti regionali tarati su esigenze territoriali specifiche.

Redazione Nove da Firenze