Rimossa a Pisa un'edicola confiscata alla mafia

Bugli: “Colpo ai cittadini attivi contro la criminalità organizzata". Maria Punzo, presidente 3^ Commissione Cultura: «Struttura fatiscente e in disuso da due anni. Proporrò una targa al suo posto. La mafia si combatte con la lotta al degrado e all’illegalità». Annunciata interrogazione in Consiglio regionale da Fattori (Sì): “E' un pessimo segnale”


Pisa, 3 gennaio 2020- C'era una volta un'edicola nel centro di Pisa, confiscata ad un clan mafioso e data in gestione all'associazione Libera. L’edicola in Borgo Stretto è stata oggetto di tanti laboratori sociali e di un progetto di riutilizzo con l’università di Pisa. La denuncia è di Libera.

“Il Comune di Pisa, e dunque il suo Sindaco Michele Conti, all’improvviso e senza comunicare niente a nessuno ha fatto rimuovere l’edicola di Borgo Stretto. Si trattava di un bene confiscato alla mafia di cui la società civile chiedeva un riutilizzo a fini sociali”, dichiara Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in Consiglio regionale. Il quale attacca duramente l’amministrazione comunale: “Si è voluto cancellare un simbolo concreto della lotta alla criminalità organizzata, su cui i ragazzi delle scuole avevano lasciato numerosi messaggi di speranza. Questa improvvisa cancellazione è pessimo segnale per tutti, salvo che per la mafia”. “Come Sì Toscana a Sinistra porteremo immediatamente la questione in Regione attraverso un’interrogazione, quella dell’amministrazione pisana è una scelta gravissima e uno schiaffo a chi ogni giorno è impegnato nel contrasto alle mafie anche nella nostra regione. Ne dovranno rendere conto”, termina Fattori.

Su Facebook il deputato leghista Edoardo Ziello ha definito l’edicola “una carcassa di ferro degradata”.

“Sono parole - osserva l'assessore Vittorio Bugli- specialmente se dette da un rappresentante della Repubblica, che non possono essere accettate. Sappiamo, visto anche il lavoro importante che stiamo facendo da anni su questo tema, quale debba essere la lotta alla criminalità organizzata, ma vedere così malamente messo al tappeto l’impegno di giovani che da un momento all’altro, senza preavvisi, si sono visti togliere questo importante simbolo e con esso materiale realizzato da ragazzi delle scuole, è un segnale negativo e preoccupante. Sono giovani che attraverso l’utilizzo di questo bene confiscato marcavano il loro impegno di cittadini atti vi per la lotta alle mafie dando esempio un concreto di come questa battaglia debba essere condotta tutti insieme. Attorno a quell’edicola, che Ziello definisce carcassa di ferro, si è mobilitata un’ampia fetta della popolazione, dalle scuole alle associazioni studentesche, con il supporto di Don Luigi Ciotti e dei Rettori delle Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna. E ora questi soggetti hanno ricevuto un colpo ferale proprio dalle Istituzioni. Tutto ciò è brutto e basta, e questo non lo si può nascondere dietro alcunché”. "La Regione ha condiviso e sostenuto, fin dal primo momento, la battaglia di Libera per mantenere in vita l'edicola di Borgo Stretto a Pisa, confiscata anni fa alla mafia e divenuta simbolo dell'impegno contro la criminalità organizzata. Per questo la rimozione, dall'oggi al domani, di questa struttura, è un atto che non condividiamo. Il sindaco aveva preso impegni pubblici a trovare una soluzione dopo che vi fu, tra l’altro, una vasta mobilitazione di cittadini e istituzioni per garantirne la sopravvivenza". Così l'assessore Vittorio Bugli commenta la rimozione “Chiediamo - continua Bugli - che il sindaco dia una spiegazione riguardo a questa decisione unilaterale, arrivata come un fulmine a ciel sereno, quando ancora era in corso un confronto per trovare soluzioni adeguate. Una decisione che rischia, oggi, di vanificare anche l'opera di sensibilizzazione sfociata in un progetto avviato con gli studenti delle scuole pisane, cancellando il lavoro fatto nei mesi scorsi e i messaggi di speranza che i ragazzi avevano affidato alle decine di lettere esposte nell'edicola in una bacheca".

«La rimozione della edicola in Borgo Stretto non è stato un atto vile né tanto meno intimidatorio, come qualcuno ha detto, ma una necessaria rimozione di una struttura fatiscente e in disuso da quasi due anni, oltretutto in un’area sottoposta a vincolo architettonico, tutta la zona di Borgo è in fase di riqualificazione, iniziata già da qualche settimana, che si estenderà a breve sull’intera via -interviene Maria Punzo, presidente della 3^ Commissione Consiliare Permanente-La scelta dell’orario per la sua rimozione è stata dettata dal buon senso per evitare disagi alle attività commerciali in un’area di intenso passaggio pedonale diurno. Faccio presente che la lotta alle mafie inizia con la lotta al degrado del territorio, coerentemente con la nostra idea di città, e con la lotta alle illegalità diffuse. Come Presidente della Commissione cultura sarà mia premura concretizzare la mia proposta che preveda una targa in loco in ricordo dell’edicola rimossa. I disegni, se possibile, verranno recuperati e ricollocati in un luogo simbolico come già suggerito dal capogruppo della Lega, Alessandro Bargagna. La lotta alle mafie e alle infiltrazioni criminali è un punto cardine della nostra politica di territorio e nazionale: ricordo che poche settimane fa l’onorevole Susanna Ceccardi ha consegnato a una famiglia di Cascina una casa confiscata alla mafia e che il nostro Sindaco ha assegnato all’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno anche la delega di contrasto alla mafia, delega che era inesistente nella precedente amministrazione. Ci tengo a precisare che non si tratta di una scelta in alcun modo in contrasto con Libera che sarà al contrario un importante interlocutore nel futuro. L’educazione alla lotta alla mafia passa attraverso molteplici strumenti che non sono certo le polemiche sterili e strumentali mosse da una parte della minoranza».

Redazione Nove da Firenze