Ristoratori Toscana ricevuti dal premier Conte

Oltre mille le persone al Pantheon. Naccari: “Ce l’abbiamo fatta. Siamo qui per difendere il nostro futuro”


Sono arrivati a Roma e sono stati ricevuti dal premier Conte dopo un viaggio di nove giorni, i Ristoratori Toscana, il gruppo che rappresenta mille imprenditori a Firenze e 15mila in Toscana, promotore della Camminata degli Inessenziali alla quale hanno aderito anche altre associazioni tra cui il Coordinamento nazionale Ncc, Assidea, AIRCA – Associazione Imprese ricettive Città d’Arte.

“Oggi siamo qui per difendere il nostro futuro, il futuro delle nostre aziende e dei nostri dipendenti. Siamo qui a chiedere che ci venga restituita la dignità, per noi e le nostre famiglie - ha detto Pasquale Naccari, presidente del gruppo Ristoratori Toscana -. Non si erano mai viste tutte le categorie produttive di questo paese protestare insieme in piazza, tutti uniti con una sola voce, oggi è stato il momento in cui è avvenuto l’improbabile. Abbiamo abbattuto barriere e pregiudizi, campanili e fazioni. Invece di pensare ai singoli privilegi, abbiamo pensato al bene del Paese. Oggi possiamo dire che ce l’abbiamo fatta”.

Ad aspettare i manifestanti che sono partiti da Firenze il 4 novembre, e si sono incamminati lungo la Francigena, al Pantheon oltre mille persone: commercianti, gestori di locali, ambulanti, partite Iva, tassisti, guide turistiche e anche semplici cittadini.

“Oggi finalmente si conclude un percorso che ci ha portato alla costituzione di Tni, Tutela Nazionale Imprese, un'associazione che vuole essere un collante per le varie anime del mondo dell'imprenditoria e del commercio – aggiunge Raffaele Madeo, vice presidente dell'associazione Ristoratori Toscana -. Si tratta di un percorso iniziato all'inizio della pandemia e portato avanti grazie alla collaborazione di diverse associazioni di tutta Italia. Insieme siamo riusciti a unire e quindi rappresentare tutte le categorie, artigiani, negozianti, locali, Ncc, lavanderie, tassisti, ambulanti. Abbiamo creato una federazione nazionale che servirà a portare avanti e difendere gli interessi di tutte le imprese in modo trasversale e non di singoli. Con Tni cercheremo di portare l'azienda al centro degli interessi del Paese. Sia chiaro: non vogliamo assistenzialismo ma contribuire a creare le basi per un paese più unito e forte”.

“Siamo 60mila imprese, tra Ncc vetture e bus, ma per il governo siamo fantasmi – le parole di Giulio Aloisi, responsabile coordinamento nazionale Ncc - Si ricordano di noi solo quando c’è da pagare le tasse. Siamo in estrema difficoltà: molti di noi hanno già chiuso. Il turismo è scomparso e, anche se noi non siamo mai stati in lockdown, non lavoriamo da marzo perchè il turismo è scomparso. Eppure non abbiamo mica chiesto la luna: solo il 10% del fatturato dello scorso anno per arrivare almeno al prossimo marzo. Ad aprile le associazioni di categoria si sono riunite nel coordinamento nazionale Ncc ed hanno inviato delle Pec al governo per manifestare la propria disponibilità a supportare il Tpl. Nessuno ci ha risposto e, alla fine, le scuole sono state chiuse soprattutto per le difficoltà legate alla carenza di mezzi pubblici”.

Redazione Nove da Firenze