Restyling del Franchi: c'è chi dice No al No

Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) chiede al sindaco Nardella di valutare tutti i progetti possibili prima di abbandonare l'ipotesi del restauro. E il Comitato "Vogliamo il Franchi" scrive una lettera aperta al soprintendente Pessina


Firenze– " Il sindaco Nardella ha il dovere di valutare tutti i progetti possibili prima di abbandonare l'ipotesi del restauro del Franchi . Il progetto del Franchi coperto non prevede l'abbattimento delle curve, un progetto di fattibilità che potrebbe piacere anche alla Soprintendenza. C'è l'esempio di Udine da poter seguire: restaurare lo stadio e concedere il diritto di superficie per 99 anni al gestore. Un progetto meno costoso e meno difficile da realizzare rispetto a quello di costruire un impianto nuovo. Accontenterebbe i tifosi, la Fiorentina, salvaguarderebbe il futuro del Campo di Marte e le tasche dei fiorentini. Non si capisce perché un tale progetto sia stato scartato a priori dal sindaco Nardella: quali interessi ci sono a spostare il Franchi in un'altra zona di Firenze? -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) - Le procedure per un nuovo stadio non sono così brevi come vengono raccontate inoltre andrebbero messi all'asta dei terreni del Comune alla Mercafir, siamo sicuri che poi l'asta venga vinta da Commisso? Come amministratore penso inoltre a quale uso se ne potrebbe fare di una struttura così grande che rimarrebbe vuota. Rugby, atletica, nessuno altro sport, eccetto il calcio e la Fiorentina, può garantire 1 milione di euro all'anno che serve per la manutenzione. E allora sarebbe il Comune a doversi far carico della gestione del Franchi, e da dove prenderebbe questo milione? Aumenterà le tasse ai fiorentini? Taglierà i bus? Aumenterà le tariffe degli asili?".

Al di fuori dell'agone partitico, il Comitato "Vogliamo il Franchi" comunica di aver indirizzato una lettera aperta al soprintendente Pessina, intitolata "Diciamo No al suo No al restyling". Eccone di seguito il testo:

"Egr. Soprintendente Pessina,

p.c. sindaco Nardella, dottor Commisso
continuiamo a stupire della leggerezza con cui Lei ha confermato in questi giorni il suo No al restyling dello stadio Franchi inizialmente proposto dalla stessa società ACF Fiorentina. Diventa così chiaro che la sua Istituzione si trincera dietro norme anche diversamente interpretabili, e che non soltanto si pronuncia contro il volere della stragrande maggioranza dei fiorentini, ma si assume anche alcune terribili responsabilità.
Con tutto il rispetto, siamo costretti a farLe notare che per salvare le due curve dello stadio, Lei condanna a morte un intero quartiere, ovvero tutte le attività economiche che vivono grazie alla presenza della Fiorentina: ristoranti, negozi, bar, artigianato, affittacamere, studi medici e fisioterapici. Attività che solo in parte residuale potranno trasferirsi a Novoli nel caso in cui si realizzasse il nuovo stadio.
Non a caso, ai vari appelli per il restyling aderiscono anche i titolari delle attività di Campo di Marte e lo stesso Consiglio di Quartiere. Questo perché la Fiorentina non vive soltanto nei giorni delle partite, ma anche durante l’intera settimana. La squadra maggiore si alterna infatti a quella femminile e ai ragazzi dei vari vivai, molti dei quali alloggiano in residence della zona. In più le persone che nella Fiorentina lavorano negli uffici o prendendosi cura del campo e delle tribune.
In assenza di tutto ciò Campo di Marte perderebbe la sua stessa identità e gran parte dei suoi connotati economici. Altri sport hanno un pubblico insufficiente a garantire il costo di una simile struttura. Per il rugby e i suoi 7/800 spettatori al massimo si tratterebbe di un contenitore incredibilmente sproporzionato, mentre rifare la pista di atletica produrrebbe un inutile e costoso doppione dell’impianto lì accanto.
Concerti? Altre manifestazioni? Sono tutti progetti oggettivamente non credibili, gettati là al solo scopo di giustificare il nuovo stadio. Per il Franchi si preannuncia un destino di degrado che coinvolgerà inevitabilmente anche le curve che Le sono così care. Le pare che ci sia una logica? A noi pare di no. A Novoli toccherà invece un’ennesima colata di cemento in un’area già follemente intasata. Sono anche queste responsabilità che Lei si prende. Il conto, purtroppo, lo pagheremo noi.
Per questi motivi Le chiediamo di rivedere ‘fast fast fast’ la sua decisione, dalla quale dipendono tutte le mosse successive. Inoltre, bene farebbe il comune, invece di progettare sconquassi, a vendere il Franchi alla Fiorentina, in modo che il dottor Commisso possa prendere le oneste decisioni che gli competono a vantaggio di tutta la città. Cordialmente
Il Comitato Vogliamo il Franchi"

Redazione Nove da Firenze