Panificio Toscano: la Polizia carica i lavoratori

Solidarietà agli arrestati da Potere al Popolo e Bundu e Palagi (Sinistra Progetto Comune). Strumentale protesta del sindacato SiCobas, secondo l'azienda


A Prato, la Questura interviene contro i lavoratori che chiedono l’applicazione dei contratti nazionali. Oggi la Polizia ha caricato i lavoratori del Panificio Toscano, società di panificazione fornitrice di Coop, che erano tornati a scioperare. Questa notte alcuni aderenti al sindacato SiCobas, hanno tentato di bloccare i cancelli dello stabilimento di Prato al fine di impedire l’uscita degli automezzi. Queste forme di agitazione sono illegittime e per questo, in passato, alcuni esponenti del movimento sono stati sotto indagati dalla Procura. La Polizia è intervenuta immediatamente arrestando un attivista del Si Cobas, e un lavorante del Panificio. Dopo le pressioni degli operai i due sono stati rilasciati.

Potere al popolo esprime solidarietà verso gli attivisti della lotta sindacale, e interroga le istituzioni su questa nuova azione arrivata dopo il foglio di via nei confronti di due sindacalisti del SI Cobas Prato e Firenze e le cariche sui picchetti, ultima delle quali quella contro i lavoratori di Superlativa di due giorni fa.

“L'applicazione del giusto contratto nazionale è una richiesta eversiva? Al Panificio toscano – dichiarano i consiglieri comunali Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune – è in corso una battaglia di civiltà, repressa con la violenza. Il riconoscimento del livello e delle mansioni svolte da chi ci lavora era stato concordato tra le parti a seguito di scioperi e battaglie, che sono riprese quando si è ritenuto che l'azienda non stesse rispettando gli impegni. Cariche di polizia, concluse con due arresti, sono state la risposta per questa mobilitazione. Ci chiediamo perché questa vertenza rimanga ignorata dalla politica – concludono Palagi e Bundu – e nell'esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori in lotta chiediamo a tutte le realtà istituzionali del territorio (a partire dai Comuni di Prato e Firenze oltre che dalla Regione Toscana) di impegnarsi per risolvere positivamente la situazione”.

Ma cosa succede al Panificio Toscano?
Al Panificio toscano è in corso una battaglia per il riconoscimento contrattuale dei livelli di inquadramento. Coop, che è l’azienda capofila della filiera se ne è sempre lavata le mani. Per risolvere la vertenza aperta dal Si Cobas, il Panificio Toscano si era accordato con Cgil e Uil perché entro giugno 2019 vi fosse un re-inquadramento migliore dei lavoratori, sempre però all’interno del contratto aziende artigiane. Nulla di tutto ciò però è avvenuto: l’azienda ha attuato solo un aumento per 37 lavoratori su 140. E i lavoratori hanno iniziato a protestare. A quel punto il Si Cobas ha chiesto che l'azienda mantenesse le promesse, applicando sin da subito un reale re-inquadramento che regolarizzi i lavoratori all’interno del contratto artigiano e, attraverso un percorso di più lungo periodo, l’applicazione del contratto dell’industria, quello che teoricamente va utilizzato per chi lavora al Panificio Toscano.

La protesta è assolutamente priva di ogni reale riferimento ad inadempimenti di accordi sindacali aziendali, secondo quanto ribatte l’azienda che afferma di aver dato attuazione all’accordo sottoscritto con i CGIL e UIL nel settembre 2018, nel pieno rispetto dei numeri e delle date previste: "E’ sintomatico che non solo CGIL e UIL non abbiano indetto alcuno sciopero, o altra manifestazione sindacale di protesta visto che l’accordo per il quale si denuncia il mancato rispetto da parte di Panificio Toscano è sottoscritto dai sindacati confederali e non dai SiCobas. E’ ulteriormente sintomatico il fatto che nessun iscritto alle Organizzazioni Sindacali riconosciute dall’art,. 19 L. 300/70 abbia mai partecipato ad una manifestazione indetta dai SiCobas e che nessun altro dipendente di Panificio Toscano abbia mai aderito anche tra i non iscritti ad alcuna sigla sindacale. In merito alla richiesta di adozione di un contratto di lavoro diverso da quello attuato, che si ricorda essere un contratto sottoscritto a livello nazionale dalle sigle sindacali più rappresentative, CGIL, CISL e UIL, si ricorda che la questione è all’esame della Commissione Nazionale prevista e già attivata ed è ulteriormente oggetto di esame da parte delle Organizzazioni Sindacali datoriali e dei lavoratori nell’ambito della trattativa del rinnovo del CCNL scaduto, in quanto la posizione di Panificio Toscano è comune a diverse altre unità produttive, per cui viene affrontata sul piano nazionale. Non si ravvisano dunque le ragioni addotte dal sindacato SiCobas a sostegno dello stato di agitazione e non si comprende il coinvolgimento dei soggetti che sono in rapporti commerciali con Panificio Toscano, se non con la volontà precisa e deliberata di nuocere all’azienda e alle maestranze occupate che non siano di osservanza SiCobas".

L’Azienda conferma di agire nel pieno rispetto degli accordi sindacali sottoscritti con le OO.SS.LL. legittimate e di avere un costante confronto con le stesse. Allo scopo di evitare che la situazione degeneri, anche come reazione degli altri dipendenti a questa situazione di violenza che debbono subire e che hanno più volte denunciato sottoscrivendosi anche in maniera formale, Panificio Toscano richiederà l’intervento delle Istituzioni territoriali e della Magistratura.

Redazione Nove da Firenze