Nuovo rigassificatore a Rosignano, bocciata la Via che lo autorizzava

Il Tar del Lazio ha annullato la Valutazione di impatto ambientale con cui il Ministero nel 2010 autorizzava l'impianto. Esultano Comitato per il No, Forum Ambientalista e WWF


Il Tar del Lazio, con una sentenza depositata in questi giorni, ha annullato il decreto di VIA (valutazione di impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente con il quale, nell’anno 2010, era stato dichiarata la compatibilità ambientale del progetto della EDISON spa, per la realizzazione di un grande rigassificatore di GNL (con capacità di 8 miliardi di metri cubi/ anno ) previsto all’interno dell’area industriale dello stabilimento Solvay di Rosignano Marittimo.

Il provvedimento di annullamento della VIA porta sostanzialmente, come sottolineano in una nota per il Comitato del NO Augusto Menconi, per il Forum Ambientalista Paolo Menichetti e per il WWF Toscana Roberto Marini, all’azzeramento dell’intero progetto con il quale Edison aveva inteso attuare tale intervento, e supera, assorbendolo, il provvedimento con il quale lo stesso giudice, aveva di recente annullato il decreto del luglio 2017 con il quale il Ministero per l’Ambiente aveva sottratto alla procedura di valutazione di impatto ambientale l’ultima Variante al progetto del rigassificatore presentata da EDISON nel 2016. In quest’ultima variante Edison aveva previsto di realizzare il rigassificatore all’interno dell’area industriale, senza fornire adeguate garanzie riguardo allo spostamento del deposito di etilene dall’area costiera di San Gaetano.

La vicenda giudiziaria ha avuto uno svolgimento lungo e complesso che si è articolato per ben nove anni e che ha visto fortemente impegnato, il Comitato per il no al rigassificatore di Rosignano, con i suoi tecnici, supportato in sede giudiziaria dal Forum Ambientalista e dal WWF Italia, con il patrocinio degli avvocati Claudio Tamburini e Alessio Petretti . Il Tar del Lazio ha messo in evidenza che la Regione Toscana aveva espresso parere negativo alla realizzazione dell’impianto osservando che l’intervento sottoposto a valutazione era in contrasto con il piano di indirizzo energetico regionale, che prevedeva di soddisfare le esigenze energetiche in termini di programmazione del fabbisogno di metano, attraverso un solo rigassificatore, “tenuto conto in particolare delle esigenze di sicurezza delle comunità locali interessate e che era già stata autorizzata la realizzazione di un rigassificatore nel territorio del Comune di Livorno”.

La VIA, in definitiva, come osservato dalla Regione, e più volte sostenuto anche dal comitato, “avrebbe dovuto contemperare i molteplici interessi in causa, tutelando le caratteristiche ambientali turistiche economiche sociali della costa toscana. Obbiettivo raggiungibile solo evitando la collocazione di un secondo rigassificatore, tenuto conto anche delle interferenze che l’Opera in esame avrebbe avuto sullo sviluppo del turismo e della nautica da diporto”.

In un contesto di questa natura la possibilità di realizzazione dell’impianto proposto da Edison, sarebbe dovuta passare attraverso la realizzazione di un’intesa in applicazione del principio di “leale collaborazione” che la legge richiede per la realizzazione degli impianti energetici, materia di competenza concorrente tra Stato e Regione. 

"Un risultato positivo di grande rilevanza ottenuto grazie alla collaborazione e sostegno che centinaia di cittadini hanno portato alle iniziative intraprese dal Comitato, in sintonia con il WWF e Forum Ambientalista", commentano MenconiMenichettiMarini.

Redazione Nove da Firenze