No Inceneritore: presidio davanti alla Corte dei Conti della Toscana

Che fine ha fatto l'economia circolare nella gestione dei rifiuti?


 Il 24 maggio alle ore 10 le Mamme No Inceneritore danno appuntamento davanti alla sede della Procura della Corte dei Conti della Toscana in Viale Mazzini 80, Stazione di Firenze Campo di Marte per "ricordare i nostri esposti del 2016 e 2017, in cui puntavamo il dito sul mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di legge della raccolta differenziata nella sola area fiorentina e che ad oggi, per quello che ci è dato sapere, non hanno smosso la Procura per la verifica e l’eventuale recupero del danno erariale prodotto da amministratori ignavi e incapaci".

Per poi allargare l’orizzonte a tutta la Toscana, fornendo in quella occasione dati "sul danno erariale prodotto in ogni comune toscano per il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi sulla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Perdita di controllo sul servizio, tassa ancora calcolata sui metri quadrati, poco impegno per la raccolta differenziata nonostante faccia risparmiare. I sindaci d’Italia si lamentano dei tagli statali, ma la gestione efficiente dell’immondizia è ancora lontana".

Cambiano i governi, ma continuano i tagli ai comuni. "Emblematico è il caso dei rifiuti, che possono rivelarsi, a seconda dei casi, una voce di costo o un generatore di risorse, risparmi e occupazione. A guardare i dati Ispra sulle raccolte differenziate dei comuni italiani, possiamo dire che non è cambiato granché. L’ignavia e l’incapacità di moltissimi Sindaci e assessori comunali all’ambiente, amministratori della gestione rifiuti e presidenti e assessori regionali all’ambiente hanno prodotto un danno enorme allo Stato e ai loro cittadini. Poteva essere sviluppata quella economia circolare fatta di recupero di Materie Prime Seconde, con raccolta porta a porta e tariffazione puntuale, che vale in Italia e in Europa punti di PIL, si sono invece buttati i soldi della TARI dei cittadini nel cassonetto. A guadagnare è stata infatti solo la lobby delle discariche e degli inceneritori, composta sia da aziende private ma anche da partecipate pubbliche, spesso in pieno conflitto di interessi con gli stessi amministratori che appaltano loro il servizio di smaltimento" concludono le Mamme No Inceneritore.

Redazione Nove da Firenze