"Nessun superpotere ai prefetti, primo colpo a Salvini"

Il governatore Rossi torna sulla sentenza della Corte Costituzionale, che da un lato ha bocciato le Regioni sul permesso umanitario, dall'altro ha frenato il ministro dell'Interno sulla limitazione del potere dei sindaci


(DIRE) Firenze, 21 giu. - "Nessun superpotere ai prefetti in sostituzione di quello dei sindaci. Avere tagliato le unghie ai prefetti è come averle tagliate a Salvini e alle sue pulsioni autoritarie. Fosse solo per questo, abbiamo fatto bene come Regione a promuovere per primi il ricorso". Lo afferma in una nota il governatore, Enrico Rossi, commentando la sentenza della Consulta di ieri sul decreto Sicurezza. Il presidente della Toscana rivendica di aver assestato "un primo colpo al disegno autoritario di Salvini". Anche se prende atto della bocciatura dei ricorsi contro la normativa presentati dalle Regioni: sono stati considerati inammissibili.

Questo, tuttavia, non pregiudica la possibilità di interpellare per altra via la Corte Costituzionale per chiederle di pronunciarsi nuovamente sulla legittimità delle norme del decreto Salvini. Le Regioni contestano le disposizioni sul permesso umanitario e in relazione all'iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo. Rossi torna a ribadire che si tratta soltanto del primo tempo della battaglia ingaggiata contro il ministro dell'Interno e per difendere i "diritti samaritani" dei migranti alla salute, all'assistenza minima e all'istruzione. "Perché - ammonisce- i diritti quando vengono ridotti a qualcuno, prima o poi, è sempre avvenuto così, vengono ridotti anche ad altri e infine a tutti. Noi questo non lo vogliamo. Salvini non ci spaventa. Continua la nostra lotta per smontare il suo disegno autoritario e contrario del significato universale dei diritti umani".

Redazione Nove da Firenze