Museo degli Uffizi: si riparla della loggia Isozaki

L'architetto nipponico si aggiudicò un concorso internazionale nel 1998 . I lavori per realizzare i Nuovi Uffizi termineranno entro il 2024. Sopralluogo ai cantieri del direttore Eike Schmidt


(DIRE) Firenze, 25 feb. - Il museo degli Uffizi torna a chiedere al ministero dei Beni Culturali una parola definitiva sulla loggia Isozaki. Un passo formale e' stato gia' compiuto. A renderlo noto e' il responsabile del cantiere per l'ampliamento delle gallerie degli Uffizi, l'architetto Francesco Fortino: "È una decisione che spetta al ministero e al Comune di Firenze- ricorda a margine della conferenza stampa sullo stato di avanzamento dei lavori-, perche' e' ancora vigente la convenzione con la quale si prendevano degli impegni reciproci. Fra questi era prevista la realizzazione della loggia e della nuova uscita".

L'amministrazione cittadina, rammenta, "aveva preso l'impegno del finanziamento tramite sponsor che avrebbe consentito di fare operazioni pubblicitarie del progetto dei nuovi Uffizi". Il ministero, per proprio conto, "si faceva carico della realizzazione della loggia". In tutto cio', "il Comune ha fatto la sua parte, ha messo a disposizione anche l'area che appartiene ancora oggi al proprio demanio. Il ministero dovrebbe dire come concludere la sua parte". I lavori per i nuovi Uffizi, che si dovrebbero concludere nel 2024, sono appesi in qualche modo a questa decisione. A un 'si'' o un 'no' del ministero. L'attuale impasse potrebbe fare slittare la fine dei cantieri. L'architetto nipponico, del resto, "potrebbe pretendere il risarcimento per danni- segnala Fortino-, perche' abbiamo un progetto esecutivo autorizzato dall'amministrazione con un concorso, dopo aver peraltro chiesto una serie di modifiche al progetto definitivo, perche' al tempo ci si preoccupo' che il progetto non incidesse negativamente sulle pre-esistenze archeologiche".

I lavori per realizzare i Nuovi Uffizi termineranno entro il 2024, loggia Isozaki permettendo. È questo il dato che emerge dalla visita ai cantieri del museo organizzata dal direttore del museo, Eike Schmidt. L'investimento complessivo per l'ampliamento e l'adeguamento della gallerie ammonta a oltre 100 milioni. Gli interventi sono iniziati nel 2009. Attualmente sono in corso le opere collegate ai lotti 3 e 4. Questa porzione di lavori riguarda tre sale a pianterreno con l'ingresso al ristorante, lo scalone di ponente, ben 12 sale espositive, un nuovo bookshop nonche' un complesso intervento di adeguamento dell'impiantistica. "Abbiamo deciso che forse era arrivato il momento di far vedere che cosa e' stato fatto e cosa si fara', di quanto e' articolato questo intervento che viene portato avanti mantenendo sempre aperto al pubblico il museo", spiega il soprintendente alle Belle Arti, Stefano Pessina, parlando coi giornalisti. Una parte essenziale dell'intervento ha riguardato gli scavi nel piano sotterraneo degli Uffizi col rinvenimento e la catalogazione di numerosi reperti archeologici. Si sta svolgendo qualcosa di piu' ambizioso di un semplice restauro, come fa notare il direttore del museo: "Stiamo realizzando delle analisi scientifiche per capire cosa va conservato e cosa no- chiarisce-.
È necessario farlo secondo una metodologia italiana che determina la migliore tutela al mondo. Non esiste un altro Paese che abbia sviluppato una normativa con cosi' tante finezze al pari dell'Italia". Il direttore scommette su una certa celerita' d'azione a questo punto: "Mentre la prima parte dei lavori e' durata 10 anni, la seconda meta' dei lavori non impieghera' altrettanto tempo. Anzi, impiegheremo la meta'". Al momento, rivela Schmidt, "siamo oltre il 60% dei lavori. Per le sale abbiamo raggiunto l'80% dell'intervento previsto. Ora arriva la parte di Levante coi locali tecnici, l'impiantistica. È un pezzo del cantiere che in futuro sara' meno visibile, ma che e' fondamentale". La vera incognita in grado di rallentare la marcia verso il traguardo e' rappresentata dalla loggia Isozaki con la realizzazione della nuova uscita. L'architetto nipponico Arata Isozaki nel 1998 si aggiudico' un concorso internazionale col suo progetto. A distanza di 21 anni, malgrado l'esistenza di un progetto esecutivo, ancora dal governo non e' arrivata una parola definitiva sulla necessita' o meno di edificarla. Gia' domani Schmidt potrebbe tornare alla carica, incontrando il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. Con una rassicurazione: "Se arrivassero nei prossimi mesi le autorizzazioni necessarie saremmo in tempo per costruirla ben prima del 2024".

"L'opera di ammodernamento e al contempo di profondo restauro degli Uffizi sara' apprezzata per anni da chi fruira' delle gallerie, e non parlo solo dei turisti. Spero che le novita' apportate facciano sorgere nei fiorentini e in tutti i toscani la curiosita' di visitarle". Lo afferma, in una nota, il portavoce dell'opposizione in Consiglio regionale, Jacopo Alberti (Lega), fra gli ospiti istituzionali del sopralluogo ai cantieri dei Nuovi Uffizi organizzato dal direttore del museo, Eike Schmidt. Alla fine dei lavori, prosegue, "che ritengo di portata storica, gli Uffizi saranno il cuore dell'arte non solo fiorentina e italiana, ma anche internazionale. La svolta delle esposizioni temporanee e lo sguardo sulla contemporaneita' erano necessarie per uno slancio al futuro". L'esponente del Carroccio confida di essere stato fra quella parte di cittadinanza perplessa a causa dei mesi di permanenza della gru e di un cantiere che appariva procedere a rilento. Invece, riconosce, "le spiegazioni esaustive di oggi e la visita per osservare sul campo quel che e' stato fatto e cosa si sta facendo, e' stata una bella idea, che ci ha permesso di toccare con mano gli spazi e le novita' degli Uffizi del futuro". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze