Lipu: "In Toscana prosegue la cattiva gestione dei fiumi"

Dopo il WWF, anche l'associazione in difesa dei volatili commenta il rapporto Arpat e sottolinea gli errori della Regione: taglio a raso della vegetazione, risagomatura delle sponde, rettificazione dei tratti fluviali, macchine operatrici direttamente nell’alveo


Dopo il WWF Toscana, anche la Lipu attacca la gestione dei corsi d'acqua da parte della Regione. "Taglio a raso della vegetazione, risagomatura delle sponde, rettificazione dei tratti fluviali - sottolinea la Lipu - , macchine operatrici direttamente nell’alveo. E’ quanto emerge dal nuovo report dell’Arpat sulla qualità dei corsi d’acqua, dei laghi e delle acque di transizione della Toscana e dal quale si evidenzia un approccio sbagliato e dannoso per l’ambiente e la biodiversità".

La Lipu-BirdLife Italia spiega come nonostante negli ultimi anni sia stata prodotta una serie di studi e linee-guida in merito alle caratteristiche dei corsi d’acqua ed alle buone pratiche gestionali, efficaci sia per conservare gli ecosistemi che per prevenire il rischio idrogeologico, a tutt’oggi ben poco è stato fatto per una corretta tutela di questi importanti habitat naturali.

Le attività invasive effettuate nei fiumi – sempre secondo il rapporto Arpat – “di fatto uccidono flora e fauna, per la cui ri-colonizzazione sono necessari tempi lunghi ben oltre l’anno” e di conseguenza si ha “un degrado della qualità ambientale in termini di stato ecologico”.

Sempre secondo il rapporto Arpat il 40% dei corpi idrici fluviali della Toscana è in linea con i criteri della direttiva europea 2000/60 EU, contro il restante 57% con qualità inferiore al buono”.

“Considerando il perdurare, da parte degli Enti gestori, di un approccio completamente difforme da queste direttive in evidente contrasto con la normativa vigente, che potremmo definire la “sindrome del fiume pulito” – afferma la Lipu - insieme ad altre quattro associazioni ambientaliste il 6 maggio scorso abbiamo presentato un esposto ai Ministeri competenti, alle Procure toscane ed ai Carabinieri forestale. Ma nonostante queste continue esortazioni a intraprendere un approccio razionale e scientifico, ed a rispettare quantomeno il periodo di nidificazione dell’avifauna, nonostante le “promesse” che abbiamo ascoltato anche in occasioni pubbliche, poco o niente è cambiato nei fatti.

“L’emergenza climatica che stiamo imparando a conoscere bene, con precipitazioni violente ma anche periodi di siccità, dovrebbe indurre ad una corretta gestione dei corsi d’acqua e del territorio, e ad un’attenzione particolare per la qualità delle acque”.

“Se non ci sarà un netto cambiamento nella gestione, e non interverranno in fretta le autorità preposte a far rispettare le leggi, l’attuale devastazione dell’ambiente e del paesaggio verrà pagata sempre di più dall’intera collettività, ed anche dalle generazioni future”. conclude Lipu.

Redazione Nove da Firenze