La paura del pugno in faccia, preoccupa il gioco al massacro

'Knockout game', un pugno dritto al volto per stendere il passante. Chiamalo gioco.


Morto dopo 24 ore di agonia. La vicenda del cameriere bengalese che ha ricevuto un pugno in faccia per gioco nel centro di Pisa ha sconvolto l'opinione pubblica toscana. Era già accaduto in altre parti d'Italia: a gennaio due minorenni sono morti a Favaro Veneto colpiti di sorpresa all'uscita da un negozio, il 29 marzo è accaduto a Roma, quartiere Trastevere. E' fobia.
In USA è nata la moda del Knockout Game: assestare un pugno in pieno volto ad un ignaro passante e stenderlo al primo colpo. A seguire risate e applausi con il morto in terra.
In questo consiste il "gioco".

Esiste una vocazione innata dell'essere umano alla violenza. Non è una novità. Purtroppo alla violenza contro se stessi si preferisce quella verso il prossimo.
Ne "La Grande Bellezza" di Sorrentino e Servillo una scena mette in risalto il masochismo estremo sotto le splendide arcate dell'acquedotto romano. Una corsa contro un muro di pietra, poi la testata. Perfetto. Ottimo passatempo contro la noia quotidiana. Una risposta vincente alla crisi sociale, economica, esistenziale.
Le buone pratiche di vita iniziano dalle cose fatte bene.

Redazione Nove da Firenze