Ieri la commemorazione delle vittime dell’eccidio di piazza Tasso

Celebrazione il 24 luglio dei 29 empolesi fucilati in piazza XXIV Luglio


Il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha presenziato, in rappresentanza del Comune di Firenze, alla commemorazione delle vittime dell’eccidio di piazza Tasso, avvenuto il 17 luglio 1944, in cui persero la vita Ivo Poli (di soli otto anni), Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri. Una strage perpetrata delle milizie della Repubblica Sociale Italiana, guidate da Giuseppe Bernasconi, uomo di fiducia del comandante delle SS italiane Mario Carità, le quali aprirono inaspettatamente il fuoco sulle persone presenti nella piazza.

“Si rinnova l'emozione del ricordo che va preservato a futura memoria di donne, uomini e valori. Ogni anno – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – commemoriamo in piazza Tasso una strage che ha colpito adulti e bambini. Anche in questi mesi di emergenza sanitaria rimane importante riaffermare i valori della libertà, della fratellanza, dell'accoglienza, del conforto e della dignità. Un ringraziamento ad Anpi che ogni anno è presente a questa commemorazione ed a tutti gli intervenuti. Queste ferite della storia devono essere un monito per costruire una società ed un futuro migliore”.

COMMEMORAZIONE ANCHE A EMPOLI

Sono trascorsi 76 anni da quel tragico 24 luglio 1944, quando ventinove empolesi furono fucilati dalle truppe naziste per rappresaglia. Evento terribile, indimenticabile, nonostante gli anni trascorsi siano tanti, che ferì profondamente la storia della comunità empolese. Venerdì 24 luglio 2020 si svolgeranno le celebrazioni commemorative. Si parte la mattina con la santa messa in suffragio ai caduti nella Collegiata di Sant’Andrea, in piazza Farinata degli Uberti, a cui seguirà la deposizione della corona al monumento dedicato al loro ricordo in Piazza XXIV Luglio. La sera, nel giardino del Torrione di Santa Brigida, si terrà una iniziativa omaggio alla loro Memoria, che non sarà “Tutti in piedi” perché non fattibile visto il tempo che stiamo ancora vivendo per l’emergenza COVID-19. Si tratta di un evento realizzato dall’amministrazione comunale, Centro Attività Musicali di Empoli, Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni e la compagnia Giallo Mare Minimal Teatro, in cui saranno proiettati video, con musiche e testimonianze di quei tragici eventi e della storia di Empoli. Per partecipare è necessaria la prenotazione al numero telefonico 0571 711122, cellulare 373 7899915, csmfb@centrobusoni.org; oppure, al numero 0571 81629, info@giallomare.it

COSA ACCADDE QUEL 24 LUGLIO 1944

I tedeschi si muovono verso Firenze, incalzati dall’avvicinarsi delle truppe alleate impegnate nell’opera di liberazione. E’ lunedì, il 24 per la precisione, e alcuni soldati tedeschi si avvicinano ad un casupola alla periferia di Empoli, in una zona conosciuta come Pratovecchio. Probabilmente cercano informazioni, ma si scontrano con i partigiani che sono riuniti proprio lì. Ne nasce uno scontro a fuoco e diversi soldati muoiono. Scatta la rappresaglia e molti uomini vengono rastrellati a forza nel circondario e senza spiegazioni costretti a spengere un incendio appiccato dai tedeschi. Qualcuno riesce a fuggire, ma in trenta vengono condotti verso il centro di Empoli e fucilati. Solo uno si salva, dandosi alla fuga poco prima dell’esecuzione. Ventinove persone rimangono a terra nella piazza F. Ferrucci, ventinove nomi sono ricordati nella stessa piazza che ora commemora il “XXIV luglio”. Arturo Passerotti è l’unico superstite alla strage. Muoiono Luigi Bagnoli (61 anni), Mario Bargigli (22 a.), Guido Bartolini (28 a.), Arduino Bitossi (60 a.), Orlando Boldrini (60 a.), Pietro Capecchi (50 a.), Bruno, Francesco e Giulio Cerbioni (18, 66 e 28 a.), Gaspero e Gino Chelini (46 e 52 a.), Giuseppe, Pietro e Virgilio Ciampi (55, 48 e 51 a.), Giulio Cianti (55 a.), Pasquale Gimignani (55 a.), Corrado Gori (64 a.), Giulio e Pietro Martini (66 e 59 a.), Gino Morelli (56 a.), Palmiro Nucci (56 a.), Gaspero Padovani (78 a.), Alfredo Parri (34 a.), Antonio Parrini (56 a.), Carlo Peruzzi (62 a.), Gino Piccini (48 a.), Alfredo Pucci (51 a.), Gino Taddei (38 a.) e Domenico Vizzone (45 a.). Quello stesso giorno il comando tedesco mina i campanili del Duomo e degli Agostiniani e la porta Pisana.

Redazione Nove da Firenze