Gli orfani dei femminicidi, vittime da proteggere

A Palazzo Medici Riccardi un convegno per riflettere sulla tutela dei bambini vittime di crimini domestici


I femminicidi e i reati violenti in ambito familiare sono sempre più frequenti e costituiscono una ferita gravissima per l'intera società. Oltre al trauma fisico e psicologico, questi crimini producono conseguenze di enorme portata anche sul piano economico, in quanto portano con sé ulteriori amari esiti come spesso l'improvvisa mancanza, totale o parziale, di una fonte di reddito a fronte di spese impreviste e consistenti, tra cui quelle per ottenere giustizia.

La normativa europea fornisce alcuni strumenti da mettere a disposizione della persona offesa, soprattutto per quanto riguarda l'informazione e il sostegno, la partecipazione al procedimento penale e la protezione della vittima del reato o dei familiari superstiti, che nella maggior parte dei casi sono i figli, spesso bambini la cui infanzia e vita sono segnate per sempre dalla tragedia subita. Anche la legge italiana prevede il diritto all'indennizzo a favore delle vittime di reati intenzionali violenti e l'erogazione di benefici a favore degli orfani e delle famiglie affidatarie, grazie alle risorse del " Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti, nonché agli orfani per crimini domestici".
Il tema è complesso e articolato, ha bisogno di un approccio multidisciplinare e soprattutto richiede l'intervento tempestivo e concreto delle istituzioni. Per fare il punto su un fenomeno tanto drammatico per tutta la comunità, il prefetto Laura Lega ha organizzato a Palazzo Medici Riccardi un confronto a più voci, invitando a partecipare alcuni protagonisti di primissimo livello, tra i quali il Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti, prefetto Raffaele Cannizzaro, e la Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, senatrice Valeria Valente.
La conferenza, dal titolo "Femminicidio e orfani di crimini domestici: la tutela della vittime", è stata largamente partecipata, seguita da un auditorio qualificato e attento, composto dai prefetti della Toscana, da autorità civili e religiose, sindaci, rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, della magistratura, delle forze dell'ordine, del mondo della scuola, degli ordini professionali e delle associazioni antiviolenza.
I lavori sono stati aperti dai saluti del prefetto Laura Lega, del vice presidente della Regione Toscana Monica Barni e del sindaco di Firenze Dario Nardella.
Sono seguiti gli interventi del commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti Raffaele Cannizzaro, dell'assessore alla Sanità della Regione Toscana Stefania Saccardi, del sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Firenze Luciana Singlitico, del presidente del Tribunale di Firenze Marilena Rizzo, del coordinatore nazionale della Rete Dafne Italia Marco Bouchard, della responsabile della Rete regionale Codice Rosa Vittoria Doretti e della referente di TOSCA - Coordinamento centri antiviolenza toscani Santa Teresa Bruno.
Il convegno è stato chiuso dal Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, senatrice Valeria Valente.

Redazione Nove da Firenze