Ghiberti, a Firenze il parcheggio che non sussiste

Tutti assolti in Appello i tecnici condannati in primo grado


Doveva avere 4 piani interrati e costare 10 milioni di euro. Lo hanno fatto di 2 piani interrati ed è costato 10 milioni di euro. Se fosse un problema per bambini delle elementari a questo punto Carletto alzerebbe la mano per far notare al professore che qualcosa non torna.

Piazza Ghiberti, o forse Largo Annigoni, perché neppure il nome dello spazio sopra al parcheggio è questione risolta. Doveva accogliere il Mercato dei Ciompi ed essere la porta d'accesso "bella" alla Facoltà di Architettura con una pensilina degna di Isozaki. Poi niente. Avrebbe dovuto essere il piazzale degli eventi ed invece è esploso sotto al sole gonfiandosi come una fetta di pane inzuppata nel latte

I residenti hanno visto crollare le piccole case del quartiere e mettere in pericolo la facciata parallela alla storica Borgo La Croce per avere 371 posti anziché i 630 previsti. Non vogliamo però infierire e quindi non ricorderemo che una volta inaugurato ci si è accorti di dover allargare gli accessi perché le ambulanze non ci sarebbero passate. Non ricordiamolo, è meglio.
La Procura di Firenze ha provato a dare una risposta a Carletto. Alcuni tecnici sono stati indagati con l'accusa di aver favorito la società costruttrice a danno dell'interesse pubblico rappresentato dalla Pubblica Amministrazione. In primo grado, era la fine del 2011, risultano condannati per truffa aggravata e abuso d'ufficio gli stessi imputati che adesso l'Appello assolve perché "il fatto non sussiste". L'ex direttore tecnico della Firenze Parcheggi Annibale Todaro (tre anni), l'ex amministratore delegato della Firenze Parcheggi, Luigi Di Renzo (due anni), il progettista Daniele Storai e l'ultimo direttore dei lavori Sergio Fittipaldi (un anno e quattro mesi) si sono visti annullare le rispettive pene.
Il parcheggio non sussiste? No, semplicemente l'apparato accusatorio riconosciuto valido in primo grado, per l'Appello non trova fondamento. Ci può stare, accade. Si tratta della garanzia e del paradosso del nostro sistema giudiziario. Si è innocenti sino al terzo grado di giudizio e tutto può accadere sino a quel momento.

In realtà in questo caso è intervenuta comunque la prescrizione. Si, ma c'è di più. L'assoluzione cancella il risarcimento in favore della Firenze Parcheggi, società partecipata del Comune di Firenze, per un valore di un milione di euro.
Le motivazioni della sentenza spiegheranno nel dettaglio la decisione operata dai giudici, ma da fonti giornalistiche parrebbe che la difesa abbia visto giusto puntando il dito su un progetto che sarebbe stato "inadeguato" ovvero non si potevano realizzare 4 piani interrati al costo previsto.
Non si poteva perché si è trovato il granito impossibile da perforare? Non si poteva perché in ogni caso i costi erano troppo ottimistici?
In fin dei conti, è questa la carta giocata dai legali degli indagati "la scelta di realizzare 2 piani è arrivata in accordo tra ditta e Amministrazione". La truffa, per definizione, prevede l'inganno e il raggiro della parte lesa e quale inganno vi sarebbe stato in un'opera frutto di un accordo tra presunto colpevole e presunto danneggiato?


Antonio Patruno