Galciana: edile rumeno muore cadendo dal tetto

L'uomo, 52 anni, stava facendo un sopralluogo quando la struttura ha ceduto improvvisamente. Menici (Cisl): ​“L’edilizia è in ripresa, ma su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni". Le condoglianze della Regione


Un uomo di 52 anni, rumeno, ha perso la vita oggi precipitando dal tetto di un capannone a Galciana, vicino a Prato. L'uomo secondo una prima ricostruzione sarebbe caduto da un'altezza di circa 7 metri per il cedimento di una copertura di plastica mentre stava facendo un sopralluogo alle strutture della ditta, una ditta di confezioni gestita da cinesi. L'edile, titolare di una ditta individuale, sarebbe morto sul colpo.

“L’edilizia è in ripresa, ma su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni", è’ il commento di Enrico Menici, della Filca-Cisl Toscana territorio di Prato, all’incidente mortale sul lavoro verificatosi oggi a Galciana.“Gli ultimi incidenti mortali avvenuti – dice Menici - sono tutti uguali: caduta dall’alto. Sui capannoni ci sono di percorsi su cui bisogna stare per evitare lo sfondamento del tetto, bisogna avere una cintura anticaduta ed averla allacciata alla ‘linea vita’ che dev’esserci sul tetto: se queste regole fossero state rispettate questo lavoratore non sarebbe precipitato. Per questo, mentre rivolgiamo le più sincere condoglianze alla famiglia, chiediamo con forza alla Asl, alla Regione e a tutti gli organi preposti di impegnarsi in modo più stringente sui controlli. E non bastano i controlli documentali, bisogna fare più verifiche ‘a vista’, andare sui cantieri e verificare di persona. Perché purtroppo, ed anche questa è una conseguenza della crisi, non di rado anche le certificazioni sull’effettuazione dei corsi sulla sicurezza sono fasulle. E così tutto diventa inutile.”“Siamo di fronte all’ennesima morte di un edile che perde la vita lavorando e anche in questo caso, come per la maggioranza di gravi infortuni nel settore, avviene per una caduta dall’alto” commenta Simona Riccio, segretaria generale della Filca-Cisl Toscana. “Occorre intensificare l’azione di prevenzione per tale rischio, fare maggiore formazione, ma anche una più incisiva repressione per chi non mette in pratica le misure di sicurezza e per coloro che non rispettano i contratti di lavoro.”“Come Filca-Cisl – aggiunge Riccio - lo ripetiamo da anni che nel nostro settore è necessario introdurre la ‘patente a punti’, un sistema premiale per le imprese virtuose ma che nello stesso tempo introduca sanzioni per chi non rispetta le regole sulla sicurezza. È prioritario intervenire in maniera risoluta per affermare la sicurezza nei luoghi di lavoro, passando dagli annunci ai fatti. Pertanto come Filca-Cisl Toscana chiediamo da subito un tavolo di confronto con la Regione Toscana, come avvenuto per la regolarità del lavoro con la sperimentazione del Durc di congruità, e che introduca negli appalti regionali del settore della costruzione la ‘patente a punti’ visto che il tema della sicurezza del lavoro è ormai un’emergenza nazionale".

 "Ancora un morto sul lavoro. E ancora una volta regole per la sicurezza che non sono state rispettate. Alla famiglia dell'operaio morto stamani a Galciana rivolgo le mie più sentite condoglianze". Così l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, sulla morte dell'operaio di nazionalità romena. "Purtroppo le cadute dall'alto - continua l'assessore - sono una delle cause più frequenti di morti sul lavoro. Voglio rivolgere un appello accorato ai titolari delle ditte, agli operai, ai responsabili della sicurezza, perché vengano rispettate tutte le regole per la sicurezza sul lavoro. Dati alla mano, abbiamo visto che quando queste norme vengono rispettate, gli infortuni calano, fino ad azzerarsi. Mi auguro che in un futuro non troppo lontano le morti sul lavoro possano davvero essere cancellate".

Redazione Nove da Firenze