Firenze Fiera svolta: il futuro passa dal libero mercato

Stop alle trattative private, sì alla gara pubblica che dovrebbe essere lanciata a marzo. Bassilichi: "Abbiamo bisogno che questo contenitore sia gestito da chi sa fare eccellenza a livello internazionale". Oltre a Pitti avrebbero manifestato in vario modo il loro interesse le fiere di Bologna, Rimini e Milano


(DIRE) Firenze, 13 feb. - "La verità è che piacciamo parecchio". Leonardo Bassilichi riassume così la svolta impressa al futuro di Firenze Fiera, pronta a rivolgersi al mercato con un avviso pubblico per intercettare quel partner di peso che, immaginano gli attuali soci, potrebbe determinare quel salto di qualità atteso: creare in Italia uno dei poli più significativi del settore congressuale e fieristico. Stop alle trattative private, anche con Pitti Immagine, e via alla gara che "dovrebbe essere lanciata entro marzo", rivela il presidente durante la presentazione dei lavori di potenziamento della Fortezza da Basso, il cuore della Fiera.

Ed è stato proprio il 'successo' delle trattative private a spingere i soci (su tutti la Regione Toscana, che detiene quasi il 32% delle quote e la Camera di commercio fiorentina, sempre guidata da Bassilichi, che possiede poco meno del 29% delle azioni) alla gara: a quanto apprende la Dire, infatti, oltre a Pitti hanno manifestato in vario modo il loro interesse le fiere di Bologna, Rimini e Milano. L'avviso pubblico, quindi, sarà il primo passo per dar vita ad un nuovo soggetto che dovrebbe prendere forma attraverso una fusione economica (processo che sarà definito nel bando). Nessun dissidio con Pitti, che pareva vicino all'accordo. Per Bassilichi, infatti, la via più naturale per rafforzare il territorio resta l'asse con il marchio che porta Firenze alla ribalta nel mondo, nelle due settimane dedicate alla moda (a gennaio e giugno). Questioni di 'tifo' e visioni personali, tuttavia, perché ora il futuro della Fiera passerà dal mercato.

In questi anni "Firenze Fiera ha fatto oggettivamente un lavoro egregio, ma ora serve una scala diversa: abbiamo bisogno che questo contenitore sia gestito da chi sa fare eccellenza a livello internazionale", ovvero "sondare il mercato" con un avviso pubblico, perché "vogliamo essere certi di consegnarlo nelle migliori mani", approfondisce Bassilichi.

Redazione Nove da Firenze