Estetica e Benessere, troppi abusivi: ecco come riconoscerli

Il fenomeno crea concorrenza sleale e perdita di fatturato, evasione fiscale e rischi per la salute


Da chi, italiano e straniero, sceglie scientemente di lavorare a nero, agli ex dipendenti che aprono attività nelle loro abitazioni facendo perno sugli ex clienti, ma trovandone anche di nuovi sui social network; dalle mamme che, acquistato un fornetto, fanno a pagamento le unghie alle madri dei compagni di scuola del proprio figlio a chi lascia nei piccoli negozi (alimentari, fruttivendolo ecc) veri e propri biglietti da visita per fissare appuntamenti in campo estetico.

Un fenomeno che costa alle imprese concorrenza sleale e perdita di fatturato (circa il 30%) e alla cittadinanza tutta lavoro nero, evasione fiscale (e conseguentemente anche una maggiore pressione fiscale) e rischi per la salute.

E dell’abusivismo nel settore si è parlato oggi a Lastra a Signa nel corso del convegno “Giù la maschera – Take care of yourself” organizzato da CNA Firenze Metropolitana, in collaborazione con Comune di Lastra a Signa e Comune di Signa, che ha visto la partecipazione di: Angela Bagni, Sindaco Lastra a Signa; Alberto Cristianini, Sindaco Signa; Franco Vichi, Direttore Generale CNA Firenze Metropolitana; Daniela Vallarano, Portavoce Estetica CNA Firenze e Toscana - membro Presidenza Benessere e Sanità CNA Nazionale; Capitano Vincenzo Rosanelli, Guardia Finanza Firenze; Lorenzo Leoncini, Direttore Inps Firenze; Mariastella Falsini, Direttore Vicario sede Inail Firenze; Antonio Zoina, Direttore Ispettorato Lavoro di Firenze; Mario Scafetta, Referente CNA Firenze Parrucchieri e Maurizio Benci, dermatologo.

Un settore che, localmente, sta registrando un’avanzata inarrestabile dell’imprenditoria straniera. I dati di Camera di Commercio elaborati da CNA attestano infatti unacrescita costante delle aziende del settore gestite da stranieri, tanto che a Firenze e provincia hanno oggi raggiunto quota 269 su un totale di 2.380 (costituendone l’11,3%), sorpassando addirittura quelle italiane nella conduzione dei centri benessere (45 vs 36). Quelle gestite da cittadini cinesi sono preponderanti (considerando solo le imprese individuali costituiscono ben il 44% del totale delle straniere) e in crescita quasi inarrestabile tanto che, per fare un esempio, i soli parrucchieri, 46 a marzo 2017, hanno chiuso l’anno a quota 54.

“Però, ciò che colpisce analizzando i dati è il fatto che queste imprese sono artigiane solo al 61%, o addirittura al 30% nel caso di quelle cinesi, quando il settore, invece, lo è globalmente all’87% (al 90% considerando solo le italiane) – ha commentato Daniela Vallarano, Portavoce Estetica CNA Firenze e Toscana e membro della Presidenza Benessere e Sanità di CNA Nazionale – Ciò significa che il titolare di un’impresa individuale straniera è privo della qualifica necessaria per svolgere l’attivitànel 40% dei casi (al 70% se cinese) e che quindi ricorre necessariamente ad un responsabile tecnico diverso da sé stesso. Quanto ciò possa implicare una minore professionalità è impossibile da definire, anche se la correlazione nasce spontanea”.

Innumerevoli gli episodi di mala-estetica causati da scarsa professionalità e/o da elusione delle normative sulla sicurezza e/o dalla volontà di tagliare su costi di personale, strumenti e cosmetici raccontati dagli operatori del Benessere di CNA: da persone con la muffa tra il gel e le unghie per l’infiltrazione di acqua in gel mal eseguiti a vere e proprie infezioni per gel eseguiti in presenza di micosi, da dermatiti provocate da cosmetici acquistati online all’epatite trasmessa da strumenti non sterilizzati.

"Questo dell’abusivismo è un fenomeno che interessa tutti i settori, dalla moda all’alimentare, dalla farmaceutica, all’editoria con danni sia per le aziende che per i consumatori. Sicuramente quando si parla di estetica e benessere ovvero settori che riguardano la persona la questione assume una rilevanza diversa e come sindaco non posso che cercare di contrastare tutti quei fenomeni che possono in qualche modo ledere sia la salute dei cittadini che la salvaguardia del tessuto economico e delle imprese del territorio. Iniziative come questo convegno sono importanti sia per prevenire certi fenomeni che per capire quali sono le opportunità a disposizione per contrastarli" ha dichiarato Angela Bagni, Sindaco Lastra a Signa.

"Questo interessante convegno ha offerto l’opportunità di approfondire vari aspetti di un fenomeno, quale è quello dell’abusivismo, che ha preso da tempo largo campo. Emerge la necessità, a garanzia di coloro che esercitato nel rispetto delle regole, di individuare con lucidità e con mezzi idonei i percorsi da seguire. Così come mi sento di sottolineare l’importanza da parte delle autorità di insistere, con interventi costanti, continui e mirati affinché si possano incoraggiare coloro che agiscono nel rispetto delle norme e reprimere qualsiasi tentativo di aggirarle. In questa cornice anche il comportamento delle singole persone è importante, cioè il cliente può esso stesso scegliere solo chi agisce nel rispetto delle regole" ha dichiarato Alberto Cristianini, Sindaco Signa.

“La soluzione passa attraverso maggiori controlli da parte degli organi preposti e, soprattutto, dalla presa di coscienza da parte dei consumatori sia dei rischi per la salute che si corrono affidandosi ad operatori abusivi che del danno economico e sociale che si arreca alla cittadinanza – ha proseguito Vallarano – Come CNA siamocostantemente impegnati in azioni di sensibilizzazione, e questo appuntamento lo testimonia”.

Oltre a rassicurare gli imprenditori "regolari" che tutti gli organi di controllo e vigilanza si adoperano affinché il fenomeno diminuisca sensibilmente, obiettivo del convegno è stato infatti proprio quello di sensibilizzare il cliente finale affinché possa rendersi conto dei rischi di salute a cui va incontro e che, servendosi di chi non è in regola, alimenta un circolo vizioso che sosterrà sempre più evasione fiscale e conseguente innalzamento delle tasse per coloro che non eludono niente. Per questo CNA ha redatto un sintetico identikit che identifica abusivi e irregolari in 10 semplici punti.

Identikit dell’operatore estetico abusivo o irregolare

Sono abusivi coloro che:

1) prestano servizio di acconciatura ed estetica presso le abitazioni dei loro clienti o in casa propria;

2) tengono i dipendenti a nero in toto o parzialmente;

3) non rilasciano fattura;

4) pagano parzialmente i contributi dei dipendenti e/o versano loro fuori busta;

5) esercitano un'attività senza averne e competenze e senza aver conseguito un diploma.

Non sono regolari coloro che:

1) edulcorano od alterano i prodotti;

2) non detengono in negozio il fascicolo d'esercizio (estetica) e non conservano all'interno dell'attività il Documento di Valutazione dei Rischi;

3) non affiggono la licenza all'interno del proprio esercizio;

4) non si aggiornano ogni 5 anni come previsto dalle legge (settore Estetica);

5) detengono macchinari che non rispettano le normative CE, non ne detengono il libretto d'istruzione e non fanno le giuste e periodiche manutenzioni

Redazione Nove da Firenze