Eataly Firenze, Cgil all'attacco, ma non era un modello?

La lettera dei dipendenti ha sollevato un polverone tra gli scaffali dei prodotti tipici


“L'attuale modello Eataly non funziona" lo affermano Massimiliano Bianchi segretario generale Filcams Cgil e Alessio Branciamore segretario generale Nidil Firenze.
Dopo i fuochi d'artificio iniziali Firenze sta mal digerendo il 'caso' sulla triste querelle in corso all'interno della ex libreria storica di via Martelli. Dove c'erano scaffali di cultura ora cosa c'è? Sembra chiedersi l'opinione pubblica svegliata dal ri-boom economico.

 "Dopo un iniziale confronto in fase di apertura, che ha consentito una parziale ricollocazione del personale della ex libreria Martelli, l'Azienda ha deciso di percorrere la strada delle scelte unilaterali e della precarietà del lavoro. Dobbiamo purtroppo rilevare che l'impegno assunto all'epoca dall'azienda di creare posti di lavoro stabili non si è al momento concretizzato”. 

"Nonostante l'attuale impossibilità di costituire una rappresentanza sindacale, come sindacato abbiamo sempre denunciato come tale modello non sia accettabile e quindi abbiamo sollecitato l'Azienda, anche nei giorni scorsi, a confrontarsi per definire una stabilizzazione dei troppi lavoratori interinali presenti nel punto vendita e sull'organizzazione dei turni. Dobbiamo però purtroppo prendere atto - continuano Bianchi e Branciamore - che l'Azienda ha deciso di sottrarsi al confronto, e di continuare, nelle more dell'attuale normativa, di proseguire sulla strada del precariato e del mancato rinnovo dei contratti in scadenza.
Questo atteggiamento non è accettabile, in quanto una opportunità economica per la città di Firenze non può trasformarsi in un problema di precarietà delle condizioni del lavoro".

Insomma
la rincorsa di Eataly si è fermata, adesso a rincorrere sono i sindacati? Da Cgil lanciano la sfida e chiedono coerenza con le parole dette all'arrivo nel capoluogo toscano quando Farinetti e Renzi aprirono le porte dei rinnovati locali di via Martelli. 

"Come sindacato crediamo nella contrattazione e pertanto rinnoviamo con fermezza a Eataly di aprire un vero e costruttivo confronto su tutti i temi in questione.
Vogliamo che l'Azienda non perpetui questa inaccettabile situazione, ma apra finalmente un confronto per consentire a questa attività imprenditoriale di dare una stabilizzazione al lavoro nella contrattazione e non aprire una stagione di contenzioso dannoso per tutti, e per questo, concludono Bianchi e Branciamore, sfidiamo la proprietà a essere coerente con quanto dichiarato alla stampa”

"Prima dell'apertura quando si devono allargare le maglie della normativa comunale per il cambio di destinazione d'uso si annuncia che verranno riassunti in parte sia i dipendenti dell'ex libreria Martelli che dell'ex Edison, che per oltre 120 giovani fiorentini ci saranno occasioni di lavoro e che il numero potrebbe ancora più crescere. Questo il sogno prima del risveglio quando si scopre che di contratti di lavoro stabili neanche l'ombra, che una volta assunti i dipendenti vengono tenuti fino ad esaurimento della durata del contratto, che le condizioni di lavoro sono pessime e che gran parte della fortuna e del successo della catena alimentare sta proprio nel ridotto costo del personale -  così il capogruppo Tommaso Grassi insieme al consigliere Giacomo Trombi e alla Consigliera Donella Verdi - per esprimere solidarietà, vicinanza e condivisione per la richiesta legittima dei lavoratori e delle lavoratrici, che dovrebbe vedere anche la città al loro fianco, di aver risposte, motivazioni, delucidazioni e chiarimenti da parte della proprietà sul loro futuro occupazione e su quello del punto vendita Eataly di Firenze saremo nelle giornate di sabato e domenica in Via Martelli a sostenere chi deciderà di scioperare per avere migliori condizioni di lavoro".

Redazione Nove da Firenze