E45: il Governo dice "no" allo stato di emergenza nazionale

Per la Regione una decisione incredibile. Forza Italia: “Opere pubbliche in Toscana. Tutto fermo”. Convegno UIL il 9 aprile a Prato con Nocentini, Biffoni, Carrai, Ciuoffo, Ranaldo, Giorgetti


FIRENZE– La presidenza del Consiglio dei ministri ha detto "no" al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per la chiusura a metà gennaio del viadotto Puleto e della E45 a Pieve Santo Stefano in Valtiberina, riaperta parzialmente da poco, ma solo al traffico leggero. Anche venerdì cittadini e categorie economiche erano scesi in strada per protestare.

Non tutti i territori, chiosano il presidente della Toscana e l'assessore alle infrastrutture, sono evidentemente nel cuore e nel portafoglio del Governo. E meno male, aggiungono, che la Regione Toscana, per quanto possibile, aveva anticipato l'intervento sulle situazioni più penalizzate con una legge che ha stanziato 300 mila euro a favore delle imprese danneggiate e un ulteriore pacchetto di aiuti approvato dalla giunta che prevedeva un canale di microcredito fino a 20 mila euro per imprese artigiane e piccole imprese, ripagabile dal terzo anno in dieci anni e senza interessi, un fondo rotativo per le imprese più grandi con uno stanziamento iniziale di 500 mila euro ed altri 50 mila per la promozione turistica della zona, oltre ad interventi di riasfaltatura della viabilità secondaria su cui era stato deviato il traffico pesante.

Lo stato di crisi regionale era stato decretato a fine gennaio, assieme alla richiesta di apertura di una procedura di stato di emergenza nazionale che i presidenti delle Regioni attraverso cui si allunga il viadotto, ovvero Toscana e Umbria, avevano inviato alla presidenza del consiglio per i danni patiti per via della chiusura dal tessuto sociale ed economico. Per il Governo però i problemi causati dalla chiusura del Puleto sono risolvibili "per via ordinaria" e quindi "le misure di sostegno alle attività economiche non sono ricomprese nelle categorie di intervento" previste dalle norme di riferimento. Motivazioni, queste, giudicate incredibili.

Come incredibile, sottolineano ancora presidente della Toscana ed assessore ai trasporti, è che una delle motivazioni che la Presidenza del consiglio adduce sia quella relativa ad una scarsa manutenzione che suona come un'accusa diretta nei confronti di un ente operativo, l'Anas, che fa capo al ministero e che chiama dunque in causa il ministero stesso, che ha il compito e dovere stesso della vigilanza sulla strada. Presidente ed assessore invitano i parlamentari di tutti gli schieramenti (e soprattutto quelli che sostengono il governo) ad intervenire perché ci possa essere un ripensamento.

Un lungo elenco di opere incomplete, bloccate o mai realizzate paralizza la Toscana. Jacopo Cellai, Stefano Mugnai, Diego Sozzani, Deborah Bergamini, Erica Mazzetti, Maurizio Marchetti, Tommaso Villa, Mario Razzanelli e Marco Stella hanno fatto il punto sulle opere incompiute e che attendono di essere sbloccate dal Governo nazionale: “Il Governo giallo-verde sta affossando sia il mondo delle imprese che il mondo dello sviluppo dei lavori pubblici. Hanno annunciato il decreto sblocca cantieri – ha detto l'On. Diego Sozzani, responsabile del dipartimento nazionale lavori pubblici – ma dopo aver letto sui giornali l'approvazione dell'atto in Consiglio dei Ministri ancora non conosciamo il contenuto che, mi dicono, è ancora in fase di evoluzione. In Toscana abbiamo tantissime opere da realizzare. Il dipartimento si sta occupando, anche a livello parlamentare, di queste infrastrutture a partire dalla stazione Foster, la Tirrenica ed altre opere. Non saremo solo attenti ma saremo il “pungolo” di questo Governo affinché le opere non solo ripartano ma vengano anche realizzate. Firenze è l'unica stazione in cui vi è un ingresso ma non vi è un'uscita. In una città turistica questo non ha senso. E' l'unica città che non ha un passante. C'è l'ha Bologna, lo stanno realizzando a Torino, l'unica città senza passante funzionale all'Alta Velocità è Firenze, che è diventata il fanalino di coda”.

“In Toscana registriamo una mancata crescita di punti percentuali di PIL perché per anni le amministrazioni di sinistra che hanno governato la Toscana, gli enti locali ma anche il Governo nazionale, hanno lasciato fermo sul tavolo una serie di opere pubbliche che rappresenterebbero un investimento strutturale e che avrebbe permesso la crescita del nostro territorio. Ed è paradossale – ha continuato l'On. Stefano Mugnai – che adesso con un Governo guidato da Lega e 5 Stelle tutta una serie di opere pubbliche che interessano la Toscana continuino a rimanere al palo. Partiamo dalla Toscana ma andremo in tutta Italia per raccontare, regione per regione, le opere incompiute. E' clamoroso che non si capisca che la ricchezza prima di distribuirla va prodotta”.

“Al netto delle opere bloccate o incompiute in Toscana, quello che sta succedendo è che tutta l'Italia è bloccata. Sono 600 i cantieri, su tutto il territorio nazionale, interrotti. Si sono bruciati 36 miliardi di euro per questa sospensione, ci sono 620.000 posti di lavoro che sono venuti a mancare e 120.000 aziende chiuse e a causa della decisione suicida di bloccare i cantieri. Le infrastrutture – ha precisato l'On. Deborah Bergamini – non solo costruiscono il futuro del Paese ma consentono una crescita dello sviluppo economico di cui il nostro Paese, in una situazione di recessione, non può fare a meno. Noi ci aspettiamo che il Governo reagisca con grande chiarezza altrimenti consegneranno l'Italia ad un ritorno al Medioevo”.

“Sbloccando e portando a compimento le infrastrutture già autorizzate e finanziate in Toscana – hanno puntualizzato i consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Maurizio Marchetti – si avrebbe nei prossimi 5 anni un impatto complessivo sul Pil di circa 8 miliardi di euro e si creerebbero 116 mila posti di lavoro (23.200 all’anno) per tutta la filiera nella fase di cantierizzazione. A regime poi, gli effetti sullo sviluppo della regione sono quantificabili in un incremento di 2,7 miliardi di produzione annua e 28 mila unità di lavoro”.

“A Firenze, sulla stazione Foster – puntualizza il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Jacopo Cellai – il sindaco Nardella diceva che era un'opera inspiegabile e uno spreco di denaro. Poi ha ricambiato idea per la terza volta. E non ci ha mai spiegato il perché”.

“Questo governo giallo-verde ha annunciato un decreto sblocca cantieri ma, come sempre, si tratta soltanto slogan. Noi – ha concluso l'On. Erica Mazzetti – vogliamo davvero sbloccare i cantieri sia pubblici che privati per far ripartire l'Italia e la Toscana. Col dipartimento infrastrutture lavori pubblici stiamo realizzando un osservatorio per identificare tutte le opere pubbliche già finanziate e che sono ancora ferme. Bisogna semplificare le procedure, mettere mano al codice degli appalti, e su questo abbiamo già presentato una proposta di legge, e salvaguardare l'ambiente e la sicurezza. Ho predisposto, a riguardo, una proposta di legge per liberalizzare e semplificare l'edilizia privata”.

Le ormai irrinunciabili realizzazioni di opere infrastrutturali come aeroporto, stazione TAV e terza corsia Prato-Firenze rendono necessarie decisioni politiche condivise e sostenibili in un tessuto sociale fragile e complesso come quello tra Prato e Firenze. La decisione di bloccare la realizzazione della stazione dell'alta velocità e i ritardi dell'aeroporto di Firenze rischiano di relegare la Toscana ad un ruolo secondario nella mappa dello sviluppo del nostro paese. Così come la complessa vicenda del trasporto pubblico locale richiede urgenti provvedimenti per rendere adeguato il servizio e evitare ricadute economiche insostenibili per la collettività.Temi che sono, e saranno sempre di più in futuro, centrali per il rilancio dell'occupazione in due settori vitali: edilizia e trasporto pubblico. Per queste ragioni la UIL Toscana, in collaborazione con la Uiltrasporti e la FenealUil, organizza un momento di confronto con le Istituzioni e le associazioni imprenditoriali. All'incontro, tra gli altri, parteciperanno:

  • Vito Panzarella, Segretario Generale Feneal UIL Nazionale
  • Annalisa Nocentini, Segretario Generale UIL Toscana
  • Stefano Ciuoffo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Toscana
  • Matteo Biffoni, Sindaco di Prato
  • Stefano Giorgetti, Assessore ai Trasporti del Comune di Firenze
  • Marco Carrai, Presidente di Toscana Aeroporti
  • Stefano Frangerini, Ance Toscana
  • Giuseppe Gori, Presidente Mobit
  • Alessio Marco Ranaldo, Presidente Confindustria Toscana

Redazione Nove da Firenze