Domani a Firenze assemblea-presidio dei lavoratori della Regione

In Toscana indetto lo stato di agitazione di Sanità privata e Rsa

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 Febbraio 2026 14:23
Domani a Firenze assemblea-presidio dei lavoratori della Regione

Firenze, 10-2-2026 - Domani, dalle ore 11 alle ore 13, le lavoratrici e i lavoratori della Regione Toscana si riuniranno in assemblea-presidio davanti alla sede del Consiglio Regionale in via Cavour 2 a Firenze per protestare contro la decisione di tagliare 4 milioni di euro dal fondo del salario accessorio, risorse che sono state indirizzate al personale di supporto di organi politici e di governo di giunta e Consiglio regionale.

La RSU della Regione Toscana ha proclamato la mobilitazione dopo che, nonostante le ripetute richieste di confronto con la Presidenza della Giunta e del Consiglio, non è pervenuta alcuna risposta alle legittime richieste dei lavoratori.

I lavoratori rivendicano il ripristino delle risorse sottratte al fondo del personale; il rispetto dei diritti contrattuali e salariali; un confronto vero e responsabile con le istituzioni regionali.

In Toscana monta anche la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa. A distanza di settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso al Ministero della Salute, infatti, non è ancora arrivata alcuna convocazione del tavolo di confronto annunciato per il rinnovo dei contratti collettivi della sanità privata e delle Residenze Sanitarie Assistenziali.

Una situazione che ha spinto Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl a proclamare lo stato di agitazione del personale, riservandosi l’attivazione di tutte le iniziative di mobilitazione necessarie. La protesta riguarda anche migliaia di lavoratrici e lavoratori toscani che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle Rsa, un comparto fondamentale per la tenuta del sistema sociosanitario regionale.

Mercoledì 11 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 13.00 operatori e operatrici sanitarie del servizio pubblico provenienti da tutta la Regione si ritroveranno in presidio davanti alla sede della Regione Toscana in occasione del consiglio regionale.

«Parliamo di lavoratrici e lavoratori con contratti scaduti da 8 e addirittura 13 anni – sottolineano i sindacati – che continuano ogni giorno a garantire un servizio pubblico essenziale, spesso rivolto alle persone più fragili, senza alcuna prospettiva di rivalutazione salariale e di aggiornamento normativo».

Una condizione che in Toscana si riflette anche sulle crescenti difficoltà di reperimento del personale e sul continuo turn over verso la sanità pubblica. Il divario retributivo è uno degli elementi più critici: per alcune figure professionali, come gli infermieri, la differenza di stipendio rispetto ai colleghi del pubblico può arrivare fino a 500 euro al mese.

«Un gap inaccettabile – denunciano le organizzazioni sindacali – che rende sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e mette a rischio la qualità dei servizi offerti ai cittadini abruzzesi» Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, è necessario un intervento deciso anche a livello istituzionale regionale. Ministero della Salute e Conferenza delle regioni, a partire dalla Regione Toscana, devono assumere un ruolo più incisivo nei confronti delle centrali datoriali Aiop e Aris, che operano grazie a risorse pubbliche.

«L’accreditamento istituzionale – ribadiscono i sindacati – deve essere vincolato all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.Non sono più accettabili ambiguità o rimpalli di responsabilità».

Nei prossimi giorni, anche in Toscana, saranno valutate iniziative di mobilitazione per dare voce a un comparto che continua a garantire assistenza e cura, ma che da troppo tempo attende risposte concrete e il riconoscimento del proprio lavoro.

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