​Dolore e tosse, a Firenze risposte mediche a domande frequenti

Come reagisce l’organismo al dolore? E alla tosse? Esistono similitudini, canali di percezione comuni, meccanismi cerebrali che possono spiegarne il funzionamento?


 A queste domande, e ad altre altrettanto stimolanti, cercano di rispondere gli esperti riuniti in questi giorni a Firenze in occasione del simposio “Pain and cough”. L’evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Firenze, dal Dipartimento di Geriatria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

«Si tratta di due condizioni così comuni nella vita di ognuno, e apparentemente molto distanti. Eppure certi meccanismi molecolari possono essere strettamente condivisi in queste due condizioni. Infatti i processi di sensibilizzazione e quindi di cronicizzazione possono avere strade comuni» spiega Pierangelo Geppetti Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute all’Università degli Studi di Firenze. «Il dolore può avere una funzione protettiva e anche il riflesso della tosse è generalmente un sintomo, per cui deve essere mantenuto. Ciò che vogliamo evitare è che il dolore, fenomeno estremamente importante per la sopravvivenza della specie dell’individuo, non degeneri in una condizione in cui uno stimolo normale, come appunto la tosse, possa limitare fortemente la qualità della vita dell persone. Nel dolore è la stessa identica cosa: la sensazione dolorifica può essere utile, per cui non va necessariamente eliminata, ma vogliamo ridurre e se possibile abolire quella condizione per cui anche un normale gesto quotidiano diventa una condizione dolorosa e insopportabile. Per alcune persone un movimento di solito naturale, oppure il semplice contatto della pelle con qualsiasi oggetto può essere doloroso: il nostro scopo è studiare questi processi per trasformare queste condizioni penose in una condizione normale».

Per raggiungere questo obiettivo, Geppetti e il suo staff hanno avviato diverse ricerche, in particolare sui canali ionici, i trans receptor potential channels, alcuni dei quali sono ben conosciuti. Per esempio il TRPA1, che è il canale attivato dalle sostanze naturali piccanti, come il peperoncino o il wasabi, la salsa utilizzata nella cucina giapponese.

«Obiettivo la creazione e lo sviluppo di nuovi farmaci contro il dolore cronico intrattabile» prosegue Geppetti. «Alla base del progetto, lo studio di questa via di trasmissione del dolore, mediata da uno specifico meccanismo molecolare. Nel corso dello studio abbiamo osservato come varie sostanze naturali di origine vegetale sono capaci di produrre un marcato effetto dolorifico. Il nostro programma mira a identificare e sviluppare molecole originali che, agendo proprio su tale canale di trasmissione del dolore, possano costituire la base di nuovi farmaci, più efficaci e sicuri rispetto agli attuali trattamenti, specialmente nel caso del dolore oncologico, neuropatico e dell'emicrania cronica».

E recentemente all’Università di Firenze sono stati condotti degli studi per la localizzazione e la definizione della funzione del canale ionico TRPA1 nelle vie respiratorie e per verificare la capacità di antagonisti dei recettori TRPA1 di sedare la tosse. «Ecco perché dolore e tosse hanno molte similitudini, anche se più sul piano fisiopatologico che clinico: i meccanismi che sono alla base della genesi dei due fenomeni sono estremamente simili» aggiunge Giovanni Fontana, Docente di Medicina Respiratoria Università degli Studi di Firenze. «La tosse cronica è un’entità clinica totalmente diversa dalla tosse comunemente intesa. Non è una pura estensione nel tempo dei fenomeni che generano la tosse stagionale acuta che tutti noi abbiamo sperimentato come conseguenza dell’influenza o del raffreddore, ma è un fenomeno completamente diverso, estremamente più impattante sulla qualità di vita. La tosse stagionale, acuta, risolve spontaneamente e spesso non necessita di alcun intervento medico, mentre la tosse cronica non è mai autolimitante, e può nascondere patologie che la supportano, per cui richiede un intervento medico specifico. Con il procedere delle conoscenze in ambito clinico si è osservato che probabilmente una quota non trascurabile, quantificabile attorno al 25-30 per cento dei pazienti con tosse cronica, soffre in realtà di un’entità nosologica nuova che è la sindrome da ipersensibilità del riflesso della tosse, in cui non esiste una patologia che supporti la tosse, ma è la tosse stessa la patologia. Qualcosa di simile - e qui torniamo alle similitudini tra dolore e tosse - avviene nel dolore neuropatico, all’emicrania e alla cefalea, al colon irritabile: condizioni che non riconoscono una causa scatenante, eppure esistono. Per concludere, dolore e tosse presentano ancora tanti aspetti oscuri, che devono essere valutati e analizzati. Probabilmente questo congresso di Firenze è il primo a livello mondiale che abbia unito queste due nosologie così diverse ma così simili e speriamo di poter dare un contributo alla conoscenza del dolore e della tosse e all’individuazione di nuove terapie in grado di combatterle». 

Redazione Nove da Firenze