Dentix: per i finanziamenti basta la messa in mora

Il punto per chi ha pagato nella situazione peggiore, dopo l'apertura del concordato preventivo da parte della catena odontoiatrica spagnola, che ha 57 ambulatori in Italia e diversi anche in Toscana, tra cui a Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Empoli e Prato


Il 25 giugno Dentix Italia ha chiesto l’apertura della procedura di Concordato Preventivo, con tempi lunghi per poter presentare un eventuale piano di risanamento che andrà vagliato dal Tribunale. I tempi richiesti sono di 120 giorni, prorogabili di altri 60. Ad oggi non è chiaro come Dentix intenda ripianare le perdite e se e quando potrà riaprire le cliniche. E’ chiaro che i consumatori, in attesa da mesi di aver cure dentistiche non più procrastinabili, non potranno attendere ulteriormente i tempi biblici di una procedura concorsuale. Numerosi pazienti si trovano da marzo privi di dentatura perché in attesa di terminare vari interventi di implantologia. A questi quattro mesi dovranno aggiungersi altri mesi prima che l’attività delle cliniche possa, e non è detto, riprendere. Nel frattempo i consumatori hanno tutto il diritto di potersi rivolgere ad altri professionisti per ottenere le cure necessarie.

Sono già 160 in tutta la Toscana – in particolare nelle zone di Massa-Carrara, Prato, Pisa, Lucca, Pistoia e Livorno – i pazienti di Dentix che si sono rivolti agli sportelli di Confconsumatori in seguito alla vicenda che ha coinvolto le cliniche dentali.

«Confconsumatori – fanno sapere dall'associazione – ritiene opportuno tenere alta l'attenzione su questa vicenda che ha vede coinvolti purtroppo numerosissime persone. Purtroppo la vicenda è ormai nota: pazienti che necessitavano di cure odontoiatriche si sono rivolti alla catena dentistica Dentix Italia, con sedi in tutta Italia, che dopo il 18 maggio, data di riapertura degli studi dentistici dopo la chiusura determinata dal Covid, è letteralmente sparita e non ha dato più notizia di sé, lasciando i propri pazienti con le cure da finire e in alcuni casi addirittura da iniziare. A fronte di ciò, invece, Dentix ha incassato dai pazienti tramite acconti, o direttamente dalle 4 finanziarie alle quali si appoggiava (Deutsche Bank Easy, Agos, Fiditalia e Cofidis) tutti gli importi dei lauti preventivi fatti ai clienti». Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo la prima visita, tramite i propri incaricati, Dentix redigeva sempre preventivi di importo elevato, applicando a tutti grossi sconti, inducendo le persone a fidarsi e a pensare di ricevere buone cure a prezzi molto concorrenziali. «I prezzi erano sì concorrenziali – ricordano a Confconsumatori – ma il problema è che le prestazioni ai pazienti non sono terminate, come purtroppo non sono terminati gli obblighi dei pazienti di continuare a pagare le rate dei finanziamenti che, stranamente con una velocità incredibile, venivano erogati nell'immediatezza dalle finanziarie».

Le novità emerse nelle ultime settimane riguardano proprio gli aspetti collegati ai finanziamenti presi dai pazienti: «Ci riferiscono di non aver dovuto presentare alcun documento sul proprio reddito, sul proprio stipendio o pensione per poter richiedere il finanziamento, i cui moduli venivano compilati direttamente dagli addetti Dentix, talvolta anche con dati non corretti. Ad esempio, il caso di una signora che percepiva 450 euro di pensione, mentre dal finanziamento risultavano 1.300 euro, senza che la finanziaria avesse richiesto documentazione, o il caso di una ragazza che poco prima non aveva ottenuto il finanziamento per l'acquisto di un'auto usata e invece con Dentix l'aveva subito ottenuto».

Dopo l'invio delle diffide a Dentix – che, come prevedibile, sono rimaste inevase – sono iniziati i reclami alle finanziarie per richiedere l'applicazione della norma di legge che obbliga a considerare risolto, ai sensi dell’articolo 125 quinquies del Testo unico bancario, il contratto di finanziamento per inadempimento della fornitrice della prestazione (ossia Dentix) e a restituire le rate già riscosse.

«Ricordiamo infatti che l'autonoma sospensione del pagamento delle rate da parte dei pazienti mette a rischio sia la richiesta di mora, com'è accaduto per un paziente che si è visto richiedere 100 euro di mora per ogni rata non pagata, oltre alla segnalazione alla Centrale rischi interbancaria. Confconsumatori – concludono all'associazione – prosegue la sua battaglia a fianco dei pazienti e percorrerà tutte le strade possibili per vedere concludersi positivamente, per i propri associati, questa vicenda».

Adoc Alta Toscana rimane ferma nella posizione assunta sin dalle prime ore, ovvero considerare inadempiente Dentix Italia S.r.L. attraverso una messa in mora che è già stata inviata in nome e per conto dei propri iscritti e, di conseguenza, procedere con la risoluzione dei contratti di finanziamento collegati alle prestazioni dentistiche secondo quanto riconosciuto dal Testo Unico Bancario: "Questo tipo di tutela, con buona pace delle fantomatiche class action invocate dai più, è ad oggi l’unica strada percorribile anche alla luce di quanto immediatamente individuato da Adoc nell’assetto societario di Dentix".

Confutando l’asserita proprietà spagnola da molti riportata, Adoc ha subito resi edotti i propri iscritti che la proprietà di Dentix Italia appartenesse al socio unico DENTIX HEALTH NETHERLANDS B.V. (società olandese) e che sulle quote di Dentix Italia S.R.L. detenute dalla società olandese risultasse costituito pegno a favore di molte altre società a fronte di un capitale sociale piuttosto esiguo che difficilmente consentirà di soddisfare i creditori. Ciò significa che chi ha sottoscritto un finanziamento, si trova in una situazione potenzialmente migliore rispetto a chi, purtroppo, ha versato interamente ed in anticipo il prezzo per le prestazioni mediche. Tale credito dovrà infatti insinuarsi all’interno della procedura concorsuale, scontando tempi e modalità tutte ancora da chiarire.

Stiamo predisponendo un’azione collettiva – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – per tutelare i pazienti Dentix. Lo scopo dell’iniziativa è ottenere la prestazione per i clienti o in alternativa il risarcimento danni ed il blocco dei finanziamenti sottoscritti per pagare gli interventi. Le rassicurazioni pubblicate sul proprio sito internet dalla società in questi giorni non ci interessano. Non ci importano le promesse, gli impegni a riaprire se poi non si indica con esattezza come e quando. Quello che conta è la realtà dei fatti, che ad oggi parla di centinaia di pazienti lasciati senza cure, dopo averle pagate. La crisi generata dall’emergenza Coronavirus non vale solo per le aziende, forse qualcuno farebbe bene a ricordarselo. I consumatori devono essere tutelati, soprattutto in casi come questo in cui di mezzo c’è la salute.

Redazione Nove da Firenze