Da oggi alla Predieri la Divisione Vittorio Veneto

Formalizzato il cambio di denominazione della Divisione "Friuli": solenne cerimonia alla presenza del Generale di Corpo d'Armata Sperotto. "Fu grazie a quell'ultima battaglia che l'Esercito seppe riprendersi dalla disfatta di Caporetto". Lancio di parà della Folgore


Firenze, 1 Luglio 2019 Il Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto, Comandante delle Forze Operative Nord, ha presieduto nella caserma “Predieri” la cerimonia con cui è stato formalizzato il cambio di denominazione della Divisione “Friuli”, che da oggi assumerà la denominazione di Divisione “Vittorio Veneto” secondo quanto recentemente disposto dallo Stato Maggiore dell’Esercito.

Ad alcuni mesi dal termine delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, il Vertice delle Forze Armate ha voluto così, nella concreta volontà di onorare la più grande vittoria militare della Nazione, assegnare ad una grande unità dell’Esercito il nome della località che più di ogni altra richiama gli eventi gloriosi che portarono al termine del primo conflitto mondiale.

“Un segnale forte dell’importanza che viene attribuita a questa unità a ormai sei anni dalla sua ricostituzione in Firenze” - ha sottolineato il Generale di Divisione Carlo Lamanna nel suo discorso di saluto alla presenza delle numerose autorità civili e militari intervenute. Gli ha fatto seguito il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, che nel suo discorso ha evidenziato grande soddisfazione da parte della sua giunta per quello che veniva da tempo ritenuto un doveroso riconoscimento ai luoghi e alle genti che hanno contribuito in maniera determinante a costruire l’Italia odierna.

Il Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto, concludendo gli interventi, ha voluto ricordare alcuni passaggi del discorso fatto dal Presidente della Repubblica lo scorso 4 Novembre a Trieste in occasione delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra. In tale occasione il Capo dello Stato ha ricordato che la conclusione del 1° conflitto mondiale sancì il pieno compimento del sogno risorgimentale dell’Unità d’Italia, raggiunto con estrema sofferenza e dolore. Ammontano infatti a quasi 2 milioni i soldati caduti o feriti durante il conflitto mentre è ancora imprecisato il numero dei civili caduti per causa bellica o come conseguenza di essa. Fu grazie all’ultima battaglia combattuta a Vittorio Veneto che un Esercito, dimostratosi forte e coeso, seppe riprendersi da una terribile disfatta come quella di Caporetto. “E’ indubbio che Vittorio Veneto divenne, nell’immaginario collettivo, un momento di riscatto di un popolo che ha duramente combattuto e sofferto.”

La cerimonia, cominciata in mattinata con un lancio di precisione di paracadutisti della brigata Folgore all’interno della caserma “Predieri” e con l’alzabandiera solenne alla presenza di un reparto in armi, è proseguita nel pomeriggio con la scopertura della targa marmorea all’ingresso della caserma, una lectio magistralis del prof. Federico Ciavattone sulla battaglia di Vittorio Veneto ed una esibizione della fanfara della brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli che per tutta la giornata ha accompagnato gli eventi.

Redazione Nove da Firenze