Covid19 e truffe agli anziani

Proposte di controlli sanitari e verifiche a domicilio hanno il solo scopo di entrare nelle abitazioni ed effettuare furti. Tre denunciati per truffa e procurato allarme a Montevarchi


In questo momento di emergenza legata al Covid19 si moltiplicano episodi di tentativo di truffe ai danni di persone anziane, soprattutto coloro che abitano da soli e sono costretti nelle proprie abitazioni secondo le indicazioni generali. Le truffe sono messe in atto da parte di falsi infermieri, sanitari, falsi addetti dell'Asl che chiedono telefonicamente di poter entrare in casa per fare dei controlli, per capire se si è contagiati o comunque per verifiche legate al Coronavirus. I tentativi di raggiro possono essere vari. La raccomandazione che arriva dai rappresentanti delle forze dell’ordine è di stare attenti e di affidarsi esclusivamente ai canali ufficiali di informazione. Il consiglio è sempre quello di, nel dubbio, contattare le autorità per una verifica, per avvertire e segnalare chiamate o episodi simili. I medici non vengono a casa per fare i tamponi per il coronavirus. Non fidatevi di chi si presenta a domicilio per questo tipo di controlli. Diffidate dalle proposte telefoniche di test a casa. Un’altra scusa usata dai truffatori è quella di proporsi per sanificare le case, o addirittura le banconote. Attività come queste hanno il solo scopo di entrare nelle abitazioni e effettuare furti: i truffatori si fingono paramedici che effettuano gratuitamente un test con l’obiettivo di accedere alle case private e derubare le persone. L'invito delle autorità è di non aprire a nessuno, se non dopo aver allertato e verificato telefonicamente di che cosa si tratta chiamando i numeri di emergenza 112 o 113. Non esiste alcuna autorizzazione a effettuare porta a porta il test relativo al coronavirus, così come qualsiasi altro tipo di test medico, ovvero qualsiasi modalità di intervento di sanificazione delle abitazioni.

Sono stati i Carabinieri della Stazione di Montevarchi a denunciare due truffatori che hanno sfruttato una nota piattaforma di compravendita online tra privati per mettere in atto le loro attività criminose nonostante le difficoltà legate al periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo in questi giorni. Il primo, un pregiudicato con precedenti specifici ed attualmente disoccupato, aveva messo in vendita un veicolo di sua proprietà facendosi accreditare, a titolo di acconto, alcune centinaia di euro per poi far perdere le proprie tracce; un muratore, anche lui con pregiudizi di polizia, aveva messo in vendita, invece, una consolle in realtà non di sua proprietà ed era riuscito a farsi accreditare con varie ricariche su carta prepagata la cospicua somma di 646 euro come titolo di pagamento per la spedizione che però non è mai avvenuta. Entrambe le vittime si sono quindi rivolte ai militari dell’Arma che una volta rintracciati i truffatori hanno provveduto a deferirli all’autorità giudiziaria.

Redazione Nove da Firenze