Cortona, solo una parte dell'ospedale sarà per i pazienti Covid

L'impegno del sindaco Meoni per evitare la destinazione di tutto il complesso della Fratta all'emergenza virus


 L’ipotesi di mettere a disposizione l’intera struttura ospedaliera della Fratta per l’assistenza ai pazienti affetti da Covid 19 non si concretizza. La notizia era emersa due giorni fa da fonti non ufficiali. Di fronte a questa eventualità, il sindaco di Cortona, Luciano Meoni, il quale è anche presidente della conferenza dei sindaci della Valdichiana aretina, ha subito messo al corrente gli altri colleghi sindaci che fanno parte della medesima conferenza.

L’obiettivo comune, in una fase nella quale l’indice dei contagi si è accresciuto, è stato quello di garantire la disponibilità solo parziale dell’intero complesso sanitario.

Nella tarda mattinata di mercoledì, Meoni si è collegato in videoconferenza, alla presenza del direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso, e dei presidenti delle conferenze dei sindaci dell’intera area territoriale di riferimento.

Meoni ha ripetuto la propria contrarietà all’ipotesi di destinare tutta la struttura ospedaliera alla cura dei pazienti affetti da Covid 19, spiegando che la patologia Covid, benché assai preoccupante, non sia l’unica esistente.

Un ospedale interamente rivolto alla cura dei pazienti affetti dal virus avrebbe significato la morte dell’intero complesso sanitario, all’interno del quale, invece, devono essere garantite tutte le attività a oggi esistenti.

Dopo una trattativa proseguita per molte ore, e conclusa solo nella serata, è stato possibile raggiungere un accordo. L’intesa prevede la destinazione di una parte del secondo piano dell’ospedale Santa Margherita della Fratta, totalmente isolata dal resto della struttura, e con ingressi separati, alle cure intermedie Covid, con quindici posti letto a disposizione. Nel reparto sarà operativa anche l’unità Usca.

«Così facendo – commenta Meoni - abbiamo ottenuto un giusto risultato che ha permesso alla sanità locale di essere ancora una volta all’altezza del territorio».

Meoni risponde alle affermazioni dei colleghi sindaci di Foiano della Chiana, Marciano della Chiana e Lucignano, dicendosi amareggiato per le dichiarazioni da loro diffuse pubblicamente.

«Mi preme rilevare – afferma Meoni – che la strategia di riservare alle cure Covid solo una parte dell’ospedale della Fratta era stata concordata con i sindaci della Valdichiana, i quali erano stati informati telefonicamente. Era, dunque, una strategia condivisa.

Al tempo stesso, desidero ringraziare il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, per essersi interessato, in modo costante, all’intera vicenda.

Questa situazione non ci impedisce di portare avanti le nostre richieste di potenziamento della struttura ospedaliera, soprattutto per alcuni reparti, come, ad esempio, l’ortopedia.

Sulla sanità non dovrebbe esistere alcun colore politico. La salute è un bene di tutti e deve sempre essere preservata. Mi preme inoltre – conclude Meoni – ringraziare il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, Marco Casucci, che si è interessato alla questione fin dal primo momento, confermando il proprio interesse verso i problemi del territorio e dando un fattivo contributo per la soluzione della vicenda».


L’ipotesi di mettere a disposizione l’intera struttura ospedaliera della Fratta per l’assistenza ai pazienti affetti da Covid 19 non si concretizza. La notizia era emersa due giorni fa da fonti non ufficiali. Di fronte a questa eventualità, il sindaco di Cortona, Luciano Meoni, il quale è anche presidente della conferenza dei sindaci della Valdichiana aretina, ha subito messo al corrente gli altri colleghi sindaci che fanno parte della medesima conferenza.

L’obiettivo comune, in una fase nella quale l’indice dei contagi si è accresciuto, è stato quello di garantire la disponibilità solo parziale dell’intero complesso sanitario.

Nella tarda mattinata di mercoledì, Meoni si è collegato in videoconferenza, alla presenza del direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso, e dei presidenti delle conferenze dei sindaci dell’intera area territoriale di riferimento.

Meoni ha ripetuto la propria contrarietà all’ipotesi di destinare tutta la struttura ospedaliera alla cura dei pazienti affetti da Covid 19, spiegando che la patologia Covid, benché assai preoccupante, non sia l’unica esistente.

Un ospedale interamente rivolto alla cura dei pazienti affetti dal virus avrebbe significato la morte dell’intero complesso sanitario, all’interno del quale, invece, devono essere garantite tutte le attività a oggi esistenti.

Dopo una trattativa proseguita per molte ore, e conclusa solo nella serata, è stato possibile raggiungere un accordo.

L’intesa prevede la destinazione di una parte del secondo piano dell’ospedale Santa Margherita della Fratta, totalmente isolata dal resto della struttura, e con ingressi separati, alle cure intermedie Covid, con quindici posti letto a disposizione. Nel reparto sarà operativa anche l’unità Usca.

«Così facendo – commenta Meoni - abbiamo ottenuto un giusto risultato che ha permesso alla sanità locale di essere ancora una volta all’altezza del territorio».

Meoni risponde alle affermazioni dei colleghi sindaci di Foiano della Chiana, Marciano della Chiana e Lucignano, dicendosi amareggiato per le dichiarazioni da loro diffuse pubblicamente.

«Mi preme rilevare – afferma Meoni – che la strategia di riservare alle cure Covid solo una parte dell’ospedale della Fratta era stata concordata con i sindaci della Valdichiana, i quali erano stati informati telefonicamente. Era, dunque, una strategia condivisa.

Al tempo stesso, desidero ringraziare il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, per essersi interessato, in modo costante, all’intera vicenda.

Questa situazione non ci impedisce di portare avanti le nostre richieste di potenziamento della struttura ospedaliera, soprattutto per alcuni reparti, come, ad esempio, l’ortopedia.

Sulla sanità – conclude Meoni - non dovrebbe esistere alcun colore politico. La salute è un bene di tutti e deve sempre essere preservata».

Redazione Nove da Firenze