Rubrica — Motori

CorrerePerUnRespiro al Rally del Ciocco

Raccolti quasi 600 Euro con la vendita delle uova di Pasqua della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus


Se quello sulle strade del Ciocco non è stato un esordio da incorniciare per Rachele Somaschini, tradita al termine della quarta prova speciale dal semiasse della sua MINI Cooper S JCW, è invece, da sottolineare il risultato raggiunto dall’iniziativa #CorrerePerUnRespiro, iniziativa ideata proprio dalla giovane pilota milanese, affetta da fibrosi cistica, per coniugare la passione per il motorsport alla possibilità di sensibilizzare sulla ricerca.

Grazie alla collaborazione con Bardahl, che ha ospitato le volontarie della Fondazione venerdì pomeriggio al “villaggio partenza” di Forte dei Marmi e dell’Ussi Official Fans Club che sabato era presente con un gazebo presso il parco assistenza di Castelnuovo Garfagnana, sono stai raccolti quasi 600 Euro grazie alla vendita delle uova di Pasqua della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus.

Tutte le uova che avevamo portato al Ciocco sono state vendute e questo credo sia il risultato più bello di tutto il weekend. – ha commentato Rachele SomaschiniL’amarezza per non essere riuscite a terminare il primo appuntamento stagionale del Campionato Italiano Rally è stata superata dalla grande generosità del pubblico toscano che ha dimostrato grande sensibilità nei confronti della ricerca. Un particolare ringraziamento va all’Ussi Official Fans Club, ad Anna Andreussi e a Bardahl che ci hanno supportato in questa iniziativa, ma soprattutto a Marika e Anna, volontarie della Fondazione, che hanno messo a disposizione il loro tempo per sensibilizzare e informare sulla malattia”.

La pilota milanese, testimonial della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus, ha poi aggiunto: “Il sostegno a #CorrerePerUnRespiro è stato più che positivo in questo primo appuntamento. Sia gli organizzatori che la stampa hanno dedicato grande spazio a questa iniziativa ed è questo l’obiettivo primario che ci siamo posti sin dalla nascita del progetto. Quando mi sono resa conto che la malattia nei miei confronti si stava manifestando in modo più lieve rispetto ai miei coetanei ho pensato che avrei dovuto fare qualcosa per dare voce alla malattia genetica grave più diffusa. È incredibile che 8.000 persone, solo in Italia, ne siano affette e che una persona su 25, essendo portatore sano, può generare un figlio malato. Nonostante ciò, ancora oggi faccio sempre tanta fatica a farmi capire perché la fibrosi cistica è una compagna di vita invisibile, ma davvero invasiva. Ci sono persone che alla mia età hanno già subito un trapianto di polmoni per poter continuare a vivere e solo la ricerca può portare a risultati concreti”.

Redazione Nove da Firenze