Cassa integrazione per Coronavirus: la Toscana chiede lo sblocco di quasi 80 milioni

La richiesta al Ministero del Lavoro per tutte le categorie di lavoratori che rischiano il posto per l'emergenza


La Toscana chiede al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo di sbloccare oltre 79 milioni di euro per finanziare gli ammortizzatori sociali a favore di tutte le categorie di lavoratori che rischiano il posto per l'emergenza Coronavirus, anche per quelli non coperti da alcun sostegno al reddito.

Si tratta delle risorse residue che derivano dalla differenza fra quanto era stato autorizzato da Inps e quanto effettivamente erogato dalla Regione negli anni scorsi per finanziare la cassa integrazione e la mobilità in deroga. E’ una delle proposte che l’assessore al lavoro della Toscana, anche nella veste di coordinatrice della IX commissione della Conferenza delle Regioni, ha avanzato oggi nel corso di una videoconferenza con il ministro.

Anche per le altre regioni lo sblocco immediato delle risorse assegnate alle regioni e non utilizzate servirà a finanziare interventi di sostegno al reddito a favore dei lavoratori appartenenti ad imprese interessate dall’emergenza.

“Abbiamo anche posto al ministro – spiega l’assessore Grieco - l’esigenza di un immediato rifinanziamento per il 2020 dell’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un'area di crisi industriale complessa e della mobilità in deroga per le aree di crisi industriale complessa, al fine di sostenere il reddito di lavoratori appartenenti ad imprese che operano in contesti di grave criticità industriale ed occupazionale, o licenziati da imprese ubicate in aree di crisi complessa. Il rifinanziamento della misura per 45 milioni di euro con la Legge di Bilancio 2020, risulta assolutamente insufficiente e non consente di coprire i fabbisogni dei territori”.

La proposta si inserisce nel quadro di una serie di punti su cui le Regioni contano per garantire il mantenimento della continuità produttiva e dell’occupazione, affrontando in maniera tempestiva e omogenea su tutto il territorio nazionale le gravi e preoccupanti conseguenze dell’emergenza coronavirus sul sistema socio-economico. Per questo si sollecita l’estensione a tutte le regioni e province autonome delle misure previste dalle ordinanze emanate da ministeri del Lavoro e della Salute per l’emergenza coronavirus.

Redazione Nove da Firenze