"Collasso da Coronavirus: una cura choc per l'economia toscana"

La proposta dei consiglieri regionali di FI Marchetti e Stella, che chiede anche al Comune di Firenze di istituire un numero verde per le aziende in difficoltà. Firenze Fiera: il periodo di stop sarà utilizzato per manutenzioni straordinarie


Firenze, 6 marzo 2020 - "L'economia toscana è al collasso. Come quella di tutta Italia in questa fase di emergenza sanitaria da Covid-19, ma nella nostra regione è amplificata dall'importanza che il turismo riveste nel determinare il Pil toscano. Serve una cura shock, da un lato con gli ammortizzatori sociali, dall'altra con la riduzione e la sospensione del pagamento di una serie di imposte locali, e lo stanziamento di fondi per le imprese danneggiate. Per ora molte aziende stanno ovviando al problema con le ferie forzate, ma non sono poche le ditte che stanno ricorrendo alla cassa integrazione". E' quanto propongono il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, e il capogruppo di Forza Italia a Palazzo del Pegaso, Maurizio Marchetti.

"Per il comparto turistico - spiegano - serve lo stato di calamità turistica, come chiesto dal nostro ordine del giorno approvato in aula; ma anche la sospensione della tassa di soggiorno, la sospensione immediata dei pagamenti nei contratti di somministrazione dell'energia elettrica e delle forniture di gas; strumenti agevolati di accesso al credito e incremento del credito di imposta per la partecipazione alle fiere internazionali. Chiediamo la riduzione dell'aliquota Irap del 3,9%, la riduzione delle aliquote Imu del 50% per almeno 12 mesi (anche per il settore turistico e alberghiero). Chiediamo anche la sospensione del Durc affinché le imprese possano accedere a nuovi finanziamenti senza presentare regolarità contributiva delle aziende perché sospesa".

"Poi, ci sono una serie di misure che ci aspettiamo dal governo nazionale - sottolineano Stella e Marchetti - e che i nostri parlamentari stanno sollecitando all'Esecutivo, e che avrebbero ricadute benefiche in Toscana: attivare la Cassa integrazione in deroga per 12 mesi per tutti i lavoratori a tempo determinato e indeterminato di aziende/imprese medio piccole coinvolte nell'emergenza; la Cig per gli studi professionali; estendere i contributi per imprese anche agli studi professionali; prevedere lo stato di disoccupazione con relative indennità per le partite IVA che non abbiano registrato movimenti dal 1° gennaio 2020; detassazione totale dei contributi per chi assume dal mese di aprile 2020 e per tutto l’anno".

Tra le altre misure urgenti, Forza Italia individua la "possibilità di andare in pensione con l'introduzione di Quota 99 (età + contributi versati) per chi è collocato in cassa integrazione a causa dell'emergenza; la moratoria totale sui mutui per almeno 12 mesi: in accordo con l'Abi e facendo ricorso al Fondo di Garanzia decretare la sospensione delle rate dei mutui (con misure di reintegro interessi) sulle rate dei mutui sospesi per l'impatto del Coronavirus", ma anche la "sospensione della scadenza Tari, l'eliminazione di Plastic Tax e Sugar Tax, la sospensione per almeno quattro mesi degli F24, misura da estendere anche ai professionisti, l'estensione dei contributi per imprese anche agli studi professionali. Solo con misure drastiche e coraggiose - concludono Stella e Marchetti - l'Italia e la Toscana potranno ripartire".

Ancora Stella, ha una richiesta specifica su Firenze: "Il Comune di Firenze istituisca un numero verde per dare risposte alle aziende in difficoltà a seguito dell'emergenza Coronavirus. Un numero verde che funzioni almeno dal lunedì al venerdì, tutto il giorno. L'attuale numero telefonico della Direzione Attività Economiche e Turismo di Palazzo Vecchio funziona solo il giovedì dalle 10:00 alle 13:00: tre ore a settimana è già cosa abbastanza scandalosa in una situazione normale, ma nel momento che stiamo vivendo è inaccettabile. Per non dire del call center Linea Comune 055 055 - aggiunge Stella -. Non è di nessuna utilità. Abbiamo composto il numero chiedendo informazioni sulle misure per le aziende in crisi, non hanno saputo darci risposte, rimandandoci alla rete civica. Sollecitiamo il sindaco e l'Amministrazione a intervenire subito, siamo in un momento drammatico e non sono tollerate superficialità e pressappochismo".

Firenze Fiera utilizzerà il periodo di stop a fiere e congressi imposto dal decreto del Presidente del Consiglio del 4 marzo in materia di Coronavirus per completare una serie di adeguamenti e manutenzioni straordinarie che erano in calendario nel corso dei prossimi mesi e rendere le proprie strutture più attrattive e funzionali immediatamente dopo la ripresa delle attività. Non solo. A iniziare da questo periodo di emergenza è diventata operativa una sala per organizzare meeting virtuali, che, a distanza, possono raggiungere anche migliaia di partecipanti e che resterà sempre utilizzabile.

La decisione presa da Firenze Fiera vuole anche rappresentare un’applicazione concreta dell’indirizzo uscito dalla Consulta dei presidenti delle associazioni di categoria in Camera di Commercio di Firenze, che si è svolta giovedì 5 marzo 2020, dove è emerso l’appello alle aziende di utilizzare questo periodo di emergenza per pianificare al meglio il rilancio una volta che sarà avvenuta la sanificazione dal Coronavirus.

Lo stop alle fiere e congressi, nella maggior parte dei casi, non significa cancellazione degli eventi, perché lo staff di Firenze Fiera è al lavoro per riposizionarli nei prossimi mesi e comunque in periodi nei quali si ritiene sarà superata l’emergenza virus.

Nel frattempo, è già possibile lo svolgimento di congressi e incontri con la tecnologia del virtual online meeting. In una sala di Villa Vittoria è stato allestito un vero e proprio studio televisivo, collegato a un potente servizio di streaming, che permetterà la registrazione (con telecamere professionali) e la trasmissione (in alta qualità) degli interventi dei relatori e dei contenuti multimediali a una platea di utenti collegati in remoto da pc, tablet o smartphone.

Per quanto riguarda i lavori, accanto a quelli per le mura della Fortezza da Basso partiti a gennaio, è già iniziata in via straordinaria la manutenzione del padiglione delle Nazioni, con particolare riferimento ai servizi e a una nuova pavimentazione.

Infine, in base alle attuali informazioni sulla diffusione del virus, Firenze Fiera si impegna a mantenere ferme le date di MIDA 2020 (Mostra Internazionale dell’artigianato, dal 24 aprile al primo maggio), che diventerà così una manifestazione aperta, inclusiva, pop, che anche simbolicamente vorrà rappresentare la ripartenza di Firenze, della Toscana e del Paese dopo l’emergenza del Coronavirus.

Redazione Nove da Firenze