Città metropolitana, Grassi e Lazzerini: "Nardella assume senza concorso l'amico Simone Tani"

L’assessore alle partecipate Lorenzo Perra replica ai consiglieri


Mentre l'estate sta entrando nel vivo, le attività dei consigli sono sospese e non arrivano certezze sul futuro del personale dell'ex Provincia, adesso Città metropolitana, dai dipendenti a tempo determinato a coloro che sono nella Polizia e nei centri per l'impiego senza dimenticarsi di tutti coloro che non sanno quale sarà l'ente di cui saranno dipendenti dopo la riorganizzazione delle deleghe tra Comuni e Regione, il sindaco metropolitano Nardella non ha pensato altro che assumere l'amico Tani, già Amministratore unico della partecipata comunale SaS, nella Città metropolitana senza alcun concorso e di affidargli un ufficio di nuova costituzione e uno stipendio di 33 mila euro annui". Lo affermano i capigruppo di Palazzo Vecchio, Tommaso Grassi e di Palazzo Medici Riccardi Riccardo Lazzerini. "Il piano strategico è sicuramente una delle sfide dei prossimi anni delle città metropolitane italiane e un ufficio ad hoc poteva effettivamente essere utile, ma possibile che nell'intera massa dei dipendenti della Città metropolitana fiorentina non ci fosse nessuno all'altezza dell'incarico affidato a Tani? Il sindaco Nardella conosce così bene i propri dipendenti metropolitani che senza alcuna ricognizione tecnica o avviso alle candidature ritiene che non ci fossero le adeguate professionalità, oppure aveva la necessità di arricchire lo stipendio del proprio nominato adesso che col tetto alle retribuzioni delle società partecipate, egli sarebbe stato costretto ad accontentarsi di poco più di 50 mila euro?" aggiungono i due consiglieri. "Sarà un caso, ma qualunque amministrazione ci sia dal 2009 in poi, il dottor Tani riceve uno stipendio non inferiore agli 80 mila euro annui: prima da dipendente del Comune, poi da nominato, e adesso fa bingo sommando il fatto di essere dipendente metropolitano con la nomina. Speriamo che almeno decida di lasciare la carica in SaS e che, adesso, non decida appena fatta la riorganizzazione aziendale, che si profila lacrime e sangue, di abbandonare i propri dipendenti sottoponendoli a provvedimenti di macelleria sociale. E' chiaro che per noi si debba decidere quale dei due incarichi lasciare".

In riferimento alle dichiarazioni dei consiglieri Grassi e Lazzerini sull’ipotesi di un doppio incarico a Simone Tani, già amministratore unico di SaS e chiamato a lavorare al piano strategico della Città metropolitana di Firenze l’assessore al bilancio e partecipate Lorenzo Perra chiarisce che: “Non esiste alcuna possibilità di doppio incarico. Nel caso in cui Tani dovesse andare a lavorare alla Città metropolitana – aggiunge l’assessore – dovrà dimettersi da amministratore unico di SaS”.

Redazione Nove da Firenze