Centrodestra, il candidato toscano a inizio febbraio (e lo sceglie la Lega)

foto Agenzia Dire

Bussolin, capogruppo del Carroccio in Palazzo Vecchio: "Aspettiamo il risultato delle elezioni in Emilia-Romagna, che sono sicuro vedrà vittoriosa la Lega". A correre per la Regione potrebbe "essere anche un civico senza tessere di partito". Torselli (FdI) critico: "La scelta sia più collegiale possibile"


(DIRE) Firenze, 23 gen. - "Entro le prime due settimane di febbraio ci deve essere il candidato" del centrodestra in Toscana, "questo è pacifico". E' il capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio, Federico Bussolin, ad immaginare questa sorta di deadline politica. Il nome spetta a voi? "Beh, sì", risponde ai giornalisti a margine di una conferenza stampa convocata dal Carroccio sulla sicurezza a bordo dei taxi. E spiega: "Più che un decisione unanime" a stabilirlo sono "le percentuali dei risultati elettorali e del consenso politico".

Tutto però sarà rimandato dopo il voto in Emilia-Romagna: "Aspettiamo il risultato delle elezioni in Emilia-Romagna, che sono sicuro vedrà vittoriosa la Lega. Poi dovremo riuscire, assieme agli alleati, a trovare una sintesi. Giorgia Meloni ha chiesto un candidato forte espressione della Lega e non un civico". Tuttavia "come abbiamo sempre detto" nella rosa dei possibili nomi ci sono anche "candidati civici. Lo stesso Salvini sta vagliando tutte le situazioni possibili". In queste settimane, conclude Bussolin, che è anche il coordinatore regionale della Lega giovani in Toscana, "abbiamo parlato di un amministratore locale. Sono stati fatti nomi, penso al sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna, così come altre personalitàaltrettanto valide. Dall'altro lato però- ribadisce- ciò non toglie che possa essere anche un civico senza tessere di partito".
(Dig/ Dire)

Dunque in Toscana il nome del candidato del centrodestra spetta alla Lega. A stabilirlo sono "le percentuali elettorali" e "il consenso politico". Parole e musica di Federico Bussolin, capogruppo del Carroccio a Palazzo Vecchio. Una posizione 'muscolare' che, nel breve, accende la polemica con l'alleato forte di Matteo Salvini, Fratelli d'Italia. Scegliere un candidato "con la tessera della Lega" in tasca "non è l'approccio migliore. Se questo fosse il primo criterio" per sfoltire il ventaglio dei papabili "mi spiacerebbe", incalza Francesco Torselli, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia. Anche perché se tutto dovesse ruotare sul consenso, spiega con nettezza, "allora mi auguro che Fratelli d'Italia in Emilia-Romagna raggiunga le due cifre, come ci stanno dando i sondaggi nazionali". A quel punto "non vedo perché i rapporti di forza dovrebbero essere quelli pattuiti quando eravamo al 3%". Si scalda, ma in questo indica una strada alternativa, collegiale. Partendo da un assunto: più che un iscritto alla Lega, serve un nome 'pesante' perché il candito schierato dal Pd, Eugenio Giani, "è forte in Toscana e fortissimo a Firenze".
E aggiunge: "Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi prendano coscienza di questo". Proprio per questo, prosegue, "dobbiamo cercare di rendere la scelta più collegiale possibile". Torselli, infine, svela la doppia strategia in discussione nel centrodestra per contrastare Giani: "C'è chi vuole un nome che sia il più forte possibile a Firenze, chi, invece, la dà per persa e punta su un nome che coalizzi tutti quelli che temono un Giani 'sindaco di Firenze' e non il governatore della Toscana".
Detto questo, conclude, spero "arrivi anche prima di meta' febbraio, nella prima settimana o i primi dieci giorni" del mese prossimo.

Redazione Nove da Firenze