Il 24 gennaio si è svolta l’annuale giornata di censimento dell’avifauna acquatica presente nei corsi d’acqua dell’area fiorentina, nell’ambito del progetto internazionale di monitoraggio (IWC), organizzato da ISPRA, coordinato e svolto a livello regionale dal Centro Ornitologico Toscano. Anche quest’anno l’Arno e i principali affluenti confermano la loro importanza per lo svernamento dell’avifauna acquatica.
Grazie alle osservazioni di 9 rilevatori, è stato possibile censire in contemporanea i seguenti corsi d’acqua: Arno urbano (dal ponte all’Indiano a Pontassieve), fiume Greve (da Galluzzo all’Arno), fiume Ema (dall’Ugolino al Galluzzo), torrenti Terzolle, Mugnone, Grassina, Borro dell’Antella e canale Macinante. Nel tratto urbano dell’Arno e negli altri corsi d’acqua sopra indicati sono stati complessivamente censiti 937 esemplari selvatici e ben 486 germani domestici, abbondanti anche a seguito della discutibile attività di pasturazione da parte dei cittadini.
La specie maggiormente rappresentata anche nel 2026 si conferma il gabbiano comune, con 430 esemplari rilevati. I corsi d’acqua fiorentini, e in particolare i torrenti, svolgono un ruolo ecologicamente importante come luogo di rifugio e alimentazione della gallinella d’acqua, presente quest’anno con 180 esemplari rilevati. Sono stati complessivamente rilevati 114 aironi, rappresentati da cinques pecie: airone cenerino, airone bianco maggiore, airone guardabuoi, garzetta, nitticora.
Il censimento del 2026 ha confermato anche in quest’area l’espansione numerica e di areale di un piccolo cormorano presente in Italia già dagli anni 80-90 e proveniente dall’Europa centro-orientale, il marangone minore, con 69 esemplari complessivamente rilevati. Da segnalare infine l’interessante presenza, nel tratto urbano dell’Arno di 4 esemplari di piro piro piccolo, un limicolo grigio e bianco di ridotte dimensioni, come il suo nome suggerisce.
Sono paludi, torbiere, lagune e corsi d’acqua: aree importantissime per l’ambiente e per l’economia, ma ancora oggi, a causa delle attività umane, in grave declino. In occasione della Giornata mondiale delle zone umide (World Wetlands Day) il 2 febbraio, il WWF lancia l’allarme sul loro stato di conservazione nel nostro Paese. Questa ricorrenza coincide anche con un doppio anniversario: i 50 anni della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar (che raggruppa le zone umide d’importanza internazionale) e i 60 anni del WWF Italia. La storia della nostra associazione nasce proprio dalla volontà di proteggere un’area umida minacciata, il Lago di Burano in Toscana: la prima Oasi creata dal WWF.
Secondo i dati più recenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in Italia sono 61 i siti Ramsar, 66 se si considerano anche quelli per cui è stato avviato il processo di riconoscimento e 11 di questi si trovano in Oasi del WWF. Si tratta solo di una frazione del complesso delle zone umide italiane, dato che molte zone umide di piccole e medie dimensioni non sono incluse nell’elenco Ramsar pur svolgendo un ruolo ecologico rilevante.
In occasione della Giornata Internazionale delle Zone Umide il prossimo sarà un lungo week end di appuntamenti. In Toscana domenica 1° febbraio nelle Oasi WWF Laguna di Orbetello e Lago di Burano alle ore 10:00 si svolgeranno visite guidate. Vicino Firenze, agli Stagni di Focognano, dopo una breve conferenza introduttiva del direttore, Carlo Scoccianti, seguirà la visita della porzione centro-settentrionale dell’Oasi, normalmente non accessibile al pubblico. A Piombino (LI) Orti Bottagone resterà aperta domenica 01/02 con ingresso per fotografi e birdwatcher alle ore 9,30, visita guidata alle ore 10,00 e alle 14,30, laboratorio didattico per bambini alle ore 12,30. Lunedì 2 febbraio alle 8,30 sarà riservato l’ingresso ai fotografi e ai birdwatcher, su prenotazione.
Proprio in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, lunedì 2 febbraio (dalle ore 10), la Riserva Naturale della Diaccia Botrona (via Casa Rossa Ximenes) ospita l’evento “Terre e acque di confine: la sfida delle zone umide”, promosso da Anbi nazionale in collaborazione con Anbi Toscana e il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, con il supporto del Comune di Castiglione della Pescaia.
L’iniziativa rappresenta il secondo step della campagna di Anbi per focalizzare l’attenzione sui territori marginali. Nell’occasione sarà presentato un “position paper” Anbi sullo stato di zone fortemente minacciate dalla crisi climatica, insieme ad alcune “case history” che vedono protagonisti Consorzi di bonifica e irrigazione.