​Caos scuola: i sindacati scrivono ai parlamentari

Cgil, Cisl, Snals e Gilda di Firenze: "La scuola è a brandelli, prendete posizione"


FLC CGIL CISL Scuola SNALS CONFSAL Gilda Unams, portavoce rispettivamente P. Pisano A. Velani F. Mancini S. Boccara dichiarano alla stampa: "A fine settembre le Organizzazioni Sindacali di Firenze del settore scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams svelarono all'opinione pubblica gli inganni della Buona Scuola, mostrando - attraverso una rappresentazione scenica realizzata davanti all'Ufficio Scolastico Regionale - che in realtà la scuola italiana è a brandelli. 
Già allora ai parlamentari eletti nella Circoscrizione Toscana (che nel 2015 non votarono contro la Legge 107) venne chiesto pubblicamente di pronunciarsi in merito; ora, a un mese da quella iniziativa, non avendo ricevuto alcuna risposta, le stesse organizzazioni si rivolgono nuovamente a Deputati e Senatori attraverso una lettera aperta, per chiedere loro, tra le altre cose, se condividono le scandalose parole della Ministra Stefania Giannini pronunciate a Firenze qualche giorno fa sulla situazione sostanzialmente regolare in cui, a suo dire, si trovano le scuole".

Ecco la lettera inviata a Deputati e Senatori

Gentile Onorevole,

le scriventi Organizzazioni Sindacali sono a sottoporre alla Sua attenzione la situazione della scuola, a più di un mese dall'inizio delle attività didattiche, e intendono illustrarLe la drammatica situazione in cui versa il sistema di istruzione, con particolare attenzione alla realtà del territorio fiorentino. Come sicuramente ricorderà, con l'approvazione della Legge 107/15 (per la quale Lei ha espresso voto favorevole) il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini avevano garantito che da quest'anno scolastico finalmente le scuole avrebbero potuto presentarsi a studenti e genitori con tutte le carte in regola per garantire, fin dal primo giorno, un'offerta didattica all'altezza del loro difficile compito educativo. Purtroppo invece ancora una volta siamo costretti a descrivere una realtà completamente diversa, la cui drammaticità abbiamo denunciato in un dossier da noi realizzato e che vi alleghiamo alla presente per conoscenza: centinaia di cattedre scoperte, decine e decine di alunni disabili lasciati senza docenti di sostegno, ore e ore di lezioni non svolte (con ragazzi mandati a casa prima del normale termine delle lezioni), interruzioni traumatiche della continuità didattica per l'avvicendarsi dei supplenti in attesa dell'arrivo dell'avente diritto, mancanza di personale ATA per il normale funzionamento degli uffici e dei plessi scolastici.

A fronte di questo scenario il Ministro Giannini, presente a Firenze il giorno 17 ottobre agli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, ha affermato che «non possiamo parlare di ritardo, perché da sempre l'inizio dell'anno scolastico ha un periodo di completamento” e “si tratterebbe di ritardo se ci trovassimo con questa situazione a Natale”. Con queste affermazioni, per noi irricevibili e assolutamente inadeguate per un Ministro della Repubblica, si intende giustificare un grave disservizio, che peserà sull'efficacia del nostro sistema di istruzione e che potrà anche avere ripercussioni molto gravi sulla validità dell'anno scolastico il quale, in base alle norme, deve prevedere non meno di 200 giorni di attività didattica con orario pieno e un monte ore definito per ogni disciplina di studio. Ancora più grave è la superficialità con cui il Ministro affronta il problema della mancanza di insegnanti di sostegno, situazione che impedisce agli alunni diversamente abili l'accesso alle pari opportunità di apprendimento e mette in difficoltà le loro famiglie. L'affermazione che il Governo ha incrementato il numero degli insegnanti di sostegno (peraltro ancora da nominare) non può bastare a minimizzare lo stato di evidente difficoltà in cui versano le scuole. Poiché l'istituzione scolastica svolge un ruolo fondamentale per la società, in quanto deputata a far crescere i giovani cittadini secondo i valori della democrazia e della Costituzione, è nostra convinzione che queste problematiche debbano essere poste all'attenzione non solo degli addetti ai lavori, ma di tutta l'opinione pubblica e di tutti gli elettori e le elettrici.

Pertanto con questa lettera le scriventi Oo. Ss. della Provincia di Firenze si rivolgono a Lei, in quanto rappresentante della Nazione eletto dai cittadini di questo territorio, chiedendoLe di esprimersi in merito sia alla situazione che abbiamo descritto sia alle parole del Ministro; Le chiediamo inoltre di illustrarci quali azioni intende mettere in atto nell'esercizio del suo compito, al fine di contribuire alla soluzione di tale drammatica situazione. Da parte nostra ci impegniamo a rendere pubblici gli impegni, le proposte e le dichiarazioni che ci perverranno da parte Sua in seguito alla nostra presente.
Confidando di ricevere quanto prima una Sua risposta, restiamo in attesa e Le porgiamo distinti saluti.

Redazione Nove da Firenze