Cammini interregionali: Carta di Spineto tra Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Lazio

Per gli aspetti della governance si concorda sull'utilità di avere partner comuni per ricercare fondi per progetti europei e la volontà di dotarsi di strumenti comuni per misurare i dati sui cammini


Al termine della due giorni che si è tenuta la scorsa settimana presso l'Abbazia di Spineto a Sarteano ecco alcuni spunti: "Dotarsi di strumenti comuni per misurare l'impatto a livello locale; individuazione di una cabina di regia unica; potenziare l'accoglienza sostenibile; creare un'immagine e una promozione coordinate; regole condivise e comuni riguardo alla manutenzione; ruolo dell'associazionismo e censimento dei soggetti coinvolti".
Spunti che confluiranno nel documento di sintesi del lavoro, la ‘Carta di Spineto', con linee guida e programmi concreti concordati tra le sei Regioni, che è in fase di stesura finale.

‘Toscana in cammino... verso le altre Regioni. Politiche regionali sui cammini. Itinerari culturali nelle Regioni dell'Italia centrale' è il titolo dell'incontro, organizzato da Regione Toscana e AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene), che si è tenuto gli scorsi 18 e 19 ottobre. Due giorni di dialoghi, brainstorming collettivi, sondaggi in tempo reale, alternati a riunioni in plenaria e a gruppi tematici.
Sei Regioni (Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Lazio) al lavoro per consolidare la rete di cammini interregionali e promuoverla attraverso la costruzione di un prodotto turistico complesso.

"Un'iniziativa partita dalla Regione Toscana - afferma Stefano Ciuoffo, assessore al turismo - che è subito diventata terreno comune condiviso da tutte le Regioni che vi hanno preso parte, un progetto pilota che ha dato il via ad un dialogo sul tema dei cammini e che rappresenta un circolo virtuoso per tutti gli attori coinvolti. Una strategia che lega un turismo ‘lento', sostenibile, esperienziale con un'opportunità di crescita e di sviluppo economico".

Il convegno ha già ottenuto un primo successo: la regione Marche si è proposta per ospitare l'evento del prossimo anno, idea approvata da tutte le Regioni, in modo da renderlo un appuntamento continuativo. Forte e trasversale la necessità di condividere le buone pratiche e collaborare per valorizzare i territori, di creare uno scambio di opinioni ed esperienze. Piace l'idea di una cabina di regia per arrivare ad atti coerenti fra le varie Regioni, con standard uniformi e volontà di collaborare sul piano amministrativo.

Per gli aspetti della governance si concorda sull'utilità di avere partner comuni per ricercare fondi per progetti europei e la volontà di dotarsi di strumenti comuni per misurare i dati sui cammini; l'idea di un osservatorio permanente in collaborazione tra Ministero, Università e Regioni che aiuti a monitorare gli aspetti sui dati socio economici in modalità open data, numeri per capire quali indicatori utilizzare per misurare lo sviluppo locale e la percezione del benessere. Il ricorso ad una 'governance cooperativa' ha convinto i partecipanti che auspicano una cabina di regia unica tra le regioni coinvolte, con incontri periodici e normative condivise su ricettività, ristorazione e criteri di manutenzione.

Molto sentita rispetto all'accoglienza è la forte richiesta di favorire la consapevolezza degli abitanti locali, una sensibilizzazione del territorio nel senso più ampio (popolazione, imprese, associazioni) per promuovere la cultura dell'ospitalità, anche attraverso la formazione. Interessante spunto, quello di un censimento dei potenziali fornitori di servizi erogati da privati (culturali, economici, di trasporto...) al fine di integrare l'offerta pubblica e privata. Emersa anche la necessità di introdurre figure a supporto dei camminatori come gli ‘Angeli Custodi del Pellegrino' e nuove infrastrutture ‘leggere' come le ‘tende del Pellegrino'. Per quanto riguarda gli aspetti legati a comunicazione e promozione si segnala l'esigenza di dare una precisa identità ad ogni cammino, individuato attraverso un'immagine coordinata, da promuovere in maniera condivisa: un modo per preservare l'unitarietà del percorso, pur rispettando le differenti peculiarità territoriali. Un lavoro importante di comunicazione interna rivolto agli abitanti, per coinvolgerli come protagonisti, primi ambasciatori del proprio territorio e agli operatori economici per renderli attori del processo di promozione e comunicazione. Risorse comuni per una promozione coordinata a livello nazionale e internazionale, che permetterà di ridurre i costi, come nel caso della presenza con stand a fiere di settore.

Riguardo alla manutenzione, è emersa l'idea di inserire i cammini nei piani urbanistici comunali per garantire la loro percorribilità nel tempo e di redigere un disciplinare attraverso una gestione condivisa tra pubblico e privato. Oltre alla definizione di una segnaletica uniforme, è stata avanzata l'idea di una georeferenziazione del percorso in coerenza con il tracciato storico. Molteplici e innovative le proposte riguardanti le Associazioni: dall'idea di identificare volontari come ‘custodi' del cammino in un costante dialogo con gli enti locali, a quella di istituire in via sperimentale ‘adozioni' di tappe da parte di privati e Associazioni, che possano contribuire alla corretta manutenzione del percorso.
Alla fine dei lavori è stato proposto un censimento di tutte le Associazioni che si occupano di cammini e proposto un incontro di tutte le Associazioni per il prossimo anno in Toscana. Il passo successivo alla stesura finale della Carta di Spineto, sarà la proposta formale di un protocollo d'intesa tra le Regioni dell'Italia centrale con cui sistematizzare le collaborazioni sui cammini.

Qualche numero al termine della due giorni: 6 Regioni, 200 Comuni, 22 associazioni, 180 partecipanti, 5 cammini, 1100 km di percorsi, 50 sondaggi, 2500 risposte.

Redazione Nove da Firenze