Caffè scorretto: sequestrati Bar in centro a Firenze

Guardia di Finanza a Santa Maria Novella e piazza Duomo


Nella mattinata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale di Firenze hanno dato esecuzione a due provvedimenti di sequestro emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze - dott. Francesco Bagnai - su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal dott. Giuseppe Creazzo, che hanno riguardato due noti esercizi commerciali, ubicati nei pressi della Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e l’altro nella centralissima zona di piazza Duomo.

Le operazioni di polizia giudiziaria condotte dai militari del Gruppo di Firenze si inquadrano nell’ambito di una più articolata indagine iniziata nel 2014 nei confronti di diversi soggetti “vicini” ad una persona fisica di anni 62 di origini campane, risultato essere il “regista” di una serie di fallimenti societari di esercizi commerciali operanti a Firenze nel settore dei bar/pasticcerie/tabaccherie.

Le indagini coordinate più direttamente dal Sost. Proc. Dott.ssa Christine von Borries hanno messo in luce che il principale soggetto indagato aveva posto in essere una serie di operazioni fraudolente (quali compravendite simulate, pagamenti fittizi ed interposizioni di soggetti risultati essere solo dei prestanome) finalizzate all’acquisizione di società i cui beni venivano successivamente distratti per finalità personali, sino a determinare il loro fallimento economico, mentre le residuali attività delle aziende venivano subito alienate, così da sottrarle alle possibili pretese creditorie ed erariali.

Per tali condotte di bancarotta fraudolenta, tale imprenditore nonché altri tre soggetti – tra cui anche un commercialista - erano già stati colpiti, nel novembre 2015 e gennaio 2016, da misure restrittive personali nonché era stato già emesso un provvedimento di sequestro patrimoniale per un altro esercizio commerciale ubicato in Viale Etruria, definitivamente confiscato a seguito della condanna dei soggetti responsabili.

Il bar posto sotto sequestro quest’oggi, costituisce l’ennesimo corpo del reato di questo sistematico susseguirsi di bancarotte che ha interessato il capoluogo fiorentino, in relazione al quale il G.i.p. procedente, condividendo la ricostruzione del P.M., ha quindi disposto la misura cautelare patrimoniale.

Diversa motivazione soggiace al sequestro preventivo per equivalente dell'altro bar applicato in relazione alla condotta di impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, di cui all’art 648 ter c.p.. e posto in essere dalla nuora dell'imprenditore. La donna, utilizzando cambiali di provenienza illecita, era in questo caso riuscita ad accaparrarsi una florida attività economica per un importo di oltre € 300.000.

Anche in questo caso il Giudice, ha concordato con il quadro accusatorio del A.G. inquirente disponendo la misura ablatoria nei confronti del locale commerciale.

Entrambi gli esercizi sono stati affidati alla gestione di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Firenze, che garantirà la regolare prosecuzione della sua gestione, anche allo scopo di salvaguardare il posto di lavoro del personale dipendente ivi impiegato.

Redazione Nove da Firenze