Bekaert Figline: i possibili acquirenti sono quattro

Oggi tavolo al Ministero. Per l'azienda ci sono "positivi passi in avanti per reindustrializzazione e ricollocamenti". La Cisl: "Incontro interlocutorio, occorre fare presto". La Cgil: "Sempre lo tesso disegno. Vanno salvaguardati tutti i 224 lavoratori in cassa integrazione, altrimenti non firmiamo accordi"


Si è svolto stamani al ministero dello Sviluppo economico, a Roma, l’incontro sulla vertenza Bekaert, nel quale il Mise e l’advisor Sernet hanno illustrato la situazione degli interessamenti pervenuti. Al momento sul tavolo ci sono 4 manifestazioni di interesse, delle quali due in stato più avanzato. Un’azienda (una società il cui nome è ancora riservato) ha presentato già un piano industriale che prevede l’acquisizione di tutta l’area ex Bekaert di Figline, la produzione di filo-tubi con il reimpiego inizialmente di circa 90 persone, con prospettive di ulteriori integrazioni occupazionali se l’investimento avrà buon esito. Il secondo soggetto interessato è la bielorussa BMZ, che ha in elaborazione un piano industriale sulla stessa falsariga (acquisizione intera area, produzione filo-tubo, reimpiego iniziale di 90 persone); piano industriale che sarà consegnato al ministero entro agosto. In questo caso, trattandosi di un’azienda statale bielorussa, la trattativa si svolge attraverso i due governi.Le altre due realtà che si sono interessate sono entrambe indiane e una di esse entro fine luglio ha chiesto di poter visitare lo stabilimento. Il tavolo sarà nuovamente convocato l’ultima settimana di settembre.

Il vicecapo di gabinetto del ministero dello Sviluppo Economico, Giorgio Sorial, in una nota sottolinea che "nel corso di questi mesi è stato avviato un percorso propedeutico all'individuazione di investitori interessati a reindustrializzare il sito di Figline Valdarno. Proprio per favorire questo percorso, lo scorso anno è stato reintrodotto lo strumento della cigs per cessazione che era stato abolito con il Jobs act. L'obiettivo di tutte le parti coinvolte è quello di giungere in tempi brevi all'individuazione di un solido investitore, in modo da salvaguardare i livelli occupazionali e produttivi del sito di Figline Valdarno".  

Secondo l'azienda "nel corso della riunione sono stati presentati gli aggiornamenti sulle molteplici attività svolte e i positivi passi avanti fatti per la reindustrializzazione e i ricollocamenti. Il lavoro di tutte le parti coinvolte procede serrato per favorire la continuità occupazionale per i 224 dipendenti Bekaert". 

“Si è trattato di un incontro interlocutorio, che non può lasciarci molto soddisfatti -  dicono invece Fabio Franchi, segretario generale aggiunto Cisl Firenze-Prato e Alessandro Beccastrini, segretario generale Fim Toscana - sono necessari ulteriori sforzi da parte del Mise e dell’advisor, perché il tempo sta scorrendo e il fattore tempo è determinante. Abbiamo per questo chiesto e ottenuto un nuovo incontro a settembre, per verificare il piano industriale di BMZ e l’esito della visita della società indiana.Il dato positivo è che sia il ministero che la Regione Toscana hanno condiviso la nostra richiesta di risolvere la vertenza in continuità di rapporto di lavoro. Attualmente sono 224 i lavoratori rimasti in Bekaert dei 318 iniziali: per loro gli ammortizzatori sociali termineranno il 31 dicembre, ma le lettere di licenziamento, se non si definisce una soluzione, potrebbero partire già 75 giorni prima. Dobbiamo fare presto e tutti devono esserne consapevoli".

Ancora più critica la Cgil. “Non siamo soddisfatti del confronto su Bekaert”, dice Daniele Calosi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze, al termine dell’incontro. “Dopo 111 giorni dall’ultimo incontro, oggi Sernet ha illustrato lo stesso disegno - continua Calosi -. Le principali proposte di rilevare lo stabilimento sono ancora due, entrambe interessate alla produzione di filo tubi. La prima, da parte di un’azienda italiana che riassorbirebbe solo 90 lavoratori con l’impegno, in caso riesca a trovare partner finanziari, a ricollocarne un numero più alto in tre anni; la seconda, da parte della bielorussa Bmz, che non ha ancora presentato formalmente alcun piano industriale e che come l’altra ne riassumerebbe 90”. Inoltre, spiega Calosi, “sappiamo che la cooperativa dei lavoratori presenterà un piano industriale nelle prossime settimane e che due soggetti industriali indiani, di cui non conosciamo il nome a causa del vincolo di riservatezza, hanno manifestato il loro interesse”.

Il segretario della Fiom fiorentina precisa che “come Fiom oggi abbiamo ribadito al tavolo che per noi la soluzione deve salvaguardare tutti i 224 lavoratori ancora ad oggi in cassa integrazione, utilizzando anche nuovi ammortizzatori sociali. Diversamente da ciò non siamo disposti a firmare alcun accordo. Il tempo passa, la rabbia cresce, il governo mantenga gli impegni presi. Se Bekaert non avesse scelto di delocalizzare, oggi non saremmo qui a discutere di ricollocazione che di certo non può essere parziale ma dovrà dare una risposta a tutti”. Calosi conclude informando che domani ci sarà una assemblea dei lavoratori per discutere dell’incontro di oggi e delle prossime mosse: “L’assemblea della Fiom, che nostro malgrado non sarà unitaria, si terrà domani, giovedì 18 luglio alle 15:30 presso il Circolo Arci Rinascita di Figline, in via Roma 17, e sarà aperta alla partecipazione di tutti”, conclude Calosi.

Redazione Nove da Firenze