Banche: primi effetti della mobilitazione dei Sindacati sui Diamanti

La vertenza dei lavoratori di Banco Bpm, sfociata negli scioperi e nelle manifestazioni di piazza del 20 maggio, ha sollecitato la banca a cambiare impostazione più gradita alla clientela. Obbligazioni subordinate Banca Mps: a Siena Confconsumatori avvia le cause per otto risparmiatori, che chiedendo indietro due milioni di euro


Banco Bpm il 21 maggio ha comunicato di aver “messo a punto un processo per velocizzare la definizione delle transazioni anche con i clienti che, avendo acquistato diamanti dalla IDB, li abbiano ancora in custodia presso i caveau gestiti dalla società”. Sostanzialmente, le pratiche saranno gestite senza dover attendere la certificazione di sussistenza della pietra nei caveau di IDB, azione che il fallimento non riesce a garantire in tempi rapidi. I reclami, ad oggi bloccati per questo problema, sono circa 10.000, sicuramente la parte preponderante di quelli ancora non risolti. Nella stessa data le trattative in atto da molti mesi fra Banco Bpm da una parte ed alcune associazioni di consumatori dall’altra, hanno definito percentuali di ristoro superiori rispetto a quelle fino ad oggi riconosciute alle clientela, differenziandole in fasce in base al capitale complessivamente investito in diamanti.

"E’ evidente come la vertenza dei lavoratori di Banco Bpm, sfociata negli scioperi e nelle manifestazioni di piazza del 20 maggio, abbia sollecitato la banca a cambiare impostazione per addivenire a soluzioni che vadano incontro alle aspettative della clientela -affermano in un comunicato congiunto RR.SS.AA. Toscana – La Spezia Banco Bpm - FABI - FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN- Siamo orgogliosi di aver dimostrato in piazza la nostra buona fede e la nostra determinazione nello stare a fianco dei clienti. Ciò è stato apertamente apprezzato anche al di fuori della nostra categoria. Abbiamo quindi messo in atto un processo di pressione che inevitabilmente dovrà condurre ad una chiara assunzione di responsabilità e ad adeguati indennizzi. Per ricostruire un percorso di fiducia con la clientela, serve però arrivare al rimborso integrale dell’investimento con la restituzione della pietra o del relativo certificato, cosa che, non senza difficoltà iniziali, stanno facendo anche gli altri importanti Gruppi bancari coinvolti in questa stessa vicenda. I rimborsi poi, pur riconoscendo la funzione di rappresentanza delle associazioni dei consumatori, dovranno andare a favore della generalità dei clienti e non soltanto di una parte, con piena trasparenza ed omogeneità di trattamento. Da parte nostra vigileremo sull’effettiva applicazione di quanto comunicato dall’azienda e vedremo quanto questi provvedimenti potranno incidere sul contenzioso e sulle tensioni nei rapporti con la clientela, che spesso coinvolge direttamente i lavoratori, esposti a rischi inaccettabili".

Salgono a 25 le persone che si sono rivolte alla sede senese di Confconsumatori dopo aver visto le obbligazioni subordinate Mps convertite in azioni con una perdita attuale di oltre il 90% del valore nominale di rimborso. «Complessivamente – spiegano da Confconsumatori – si tratta di oltre 5 milioni di euro di risparmi di famiglie intere andati parzialmente in fumo, che non solo non renderanno nient'altro ma che saranno soggetti anche ad altre perdite, visto che il titolo della banca è comunque in endemico ribasso. L’elemento che più infastidisce è che questi titoli, almeno dai dati senesi e quelli delle altre sedi della Toscana, siano stati rifilati principalmente ad anziani che intendevano proteggere i loro risparmi di una vita e magari lasciare qualcosa in eredità. Peraltro, nella quasi totalità delle vendite, gli ordini di acquisto e gli eseguiti emessi dalla Banca Mps non recavano il completo codice Isin dei titoli e non evidenziavano la natura subordinata del titolo in materia univoca. E spesso poi sono stati ceduti a persone che non erano neppure in grado di distinguere la differenza (e il rischio) di una obbligazione subordinate da una comune obbligazione bancaria». Confconsumatori da quasi un anno chiede al Governo di intervenire a sostegno delle famiglie in questione attraverso il Fondo interbancario, così come avvenuto per le subordinate delle 4 banche nel 2016 e per le 2 banche venete. Anche la recente normativa sul Fir ha visto esclusi da ogni indennizzo gli sfortunati titolari delle subordinate estere del Monte dei Paschi.

«A questo punto – proseguono da Confconsumatori – è inevitabile l’azione civile nei confronti della banca. Infatti la federazione senese ha avviato nelle scorse settimane giudizi civili per conto di 8 persone che hanno citato la banca chiedendo un risarcimento di circa 2 milioni di euro. Queste persone, che costituiscono tre nuclei familiari, sono assistite dall’avvocato Duccio Panti del foro di Siena».

Gli altri interessati possono rivolgersi alla sede di Siena in via Simone Martini 37 (orari di apertura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15 alle 17; numeri telefonici: 331 8823533 e 347 4546585) oppure chiedere informazioni scrivendo a toscana@confconsumatori.it.

Redazione Nove da Firenze