Rigassificatore OLT: domani a Livorno la firma decisiva

Oggi in Parlamento la mozione dei dei deputati Sel che chiede al Governo e al Ministro dell'Ambiente di revocare ogni autorizzazione già concessa.


GAS — Livorno, 26 marzo 2013 - Sarà firmato domani, mercoledì 27 marzo, alle ore 12, nella Sala Giunta di Palazzo Municipale, l’accordo tra OLT Offshore LNG Toscana e il Comune di Livorno per le “compensazioni ambientali”.
Le compensazioni (in ottemperanza alla prescrizione n. 24, di cui al Decreto Valutazione Impatto Ambientale n. 1256 del 2004) sono finalizzate alla realizzazione di interventi per lo sviluppo e la tutela del territorio livornese.

Saranno presenti alla stipula della convenzione Alessandro Cosimi, Sindaco di Livorno e Peter Carolan, Amministratore Delegato di OLT.
La partenza del Terminale di rigassificazione “FSRU Toscana” è ormai prossima, e che l’arrivo in Italia è previsto entro il secondo trimestre del 2013.

Ma proprio oggi è stata presentata alla Camera dei Deputati, una mozione fortemente voluta dai Deputati Serena Pelegrino e Ferdinando Aiello (SEL), eletti rispettivamente per il Friuli Venezia Giulia e la Calabria, e firmata dal Capogruppo SEL Gennaro Migliore e dai deputati SEL Celeste Costantino e dal deputato PD Ernesto Magorno in cui si chiedono “Misure idonee ed urgenti al fine di congelare le procedure autorizzative per i rigassificatori on-shore insistenti sul suolo nazionale”. Prendendo ad esempio i progetti dei rigassificatori di Gioia Tauro e Trieste e le gravi anomalie procedurali in questi iscritte, (anomalie che avrebbero dovuto richiedere l’immediato annullamento delle procedure VIA), i Professori evidenziano che allo stato attuale, in assenza di un piano energetico nazionale e vista la diminuita richiesta di prodotto sul mercato, non si giustifica economicamente la costruzione di nuovi impianti.

“Da anni sono disponibili soluzioni tecniche alternative al problema della rigassificazione di gas naturale liquefatto, per quanto attiene la fornitura diversificata di metano dallo ‘spot market’ il gas va rigassificato in mezzo al mare, in acque internazionali, utilizzando soluzioni di pressoché nullo impatto ambientale e che abbiano come utenza i servizi energetici e le popolazioni croate, italiane e slovene dell’Alto Adriatico. per risolvere il problema di un rifornimento flessibile e diversificato devono essere applicate soluzioni impiantistiche da allocare in mare aperto che abbiano come requisiti primari di essere invisibili da terra, di essere lontane da città, aree industriali e centri turistici; di essere sicure, pulite, efficienti, economiche”.

Si chiede insomma al governo di in invitare con urgenza il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare "a fronte delle gravi carenze evidenziate e delle sostanziali modifiche riscontrate a revocare immediatamente, agendo in base al principio dell’autotutela amministrativa, le autorizzazioni concesse, riesaminando in tutti i pareri acquisiti durante tali procedure".

Redazione Nove da Firenze