TAV: 3.000 firme per sospendere il tunnel

Il Comitato Notunneltav scrive ai Consiglieri regionali per fermare i lavori: il caso Firenze in Europa


FIRENZE — Il Comitato Notunnetav di Firenze ha scritto ai Consiglieri regionali chiedendo loro di votare a favore della mozione, a firma Sgherri e Romanelli, che dovrebbe essere discussa nelle prossima seduta del Consiglio Regionale. La mozione chiede “la sospensione dei lavori concernenti la realizzazione del sottoattraversamento del nodo fiorentino Alta Velocità” in attesa siano risolti i troppi problemi aperti e non risolti: oltre quelli relativi al mancato rispetto delle norme antisismiche del progetto della stazione e agli enormi problemi di smaltimento delle terre di scavo, in questi giorni si aggiunge il problema, denunciato da anni dal Comitato, dell'aumento dei costi dell'opera. Ad oggi, ancor prima che gli scavi abbiano inizio si chiede un aumento dei costi di quasi il 30%, ben superiore alle eventuali penali che dovrebbero essere pagate in caso di non realizzazione dell'opera (e che comunque è prassi comune ricontrattare con altri lavori).

Il Comitato denuncia da anni le gravi lacune del progetto, ma gli interessi di politici e imprese hanno imposto di realizzare i cantieri senza che i lavori di scavo potessero iniziare, di montare la fresa senza avere dove porre il materiale scavato; adesso stiamo pagando 5 milioni di € al mese per tenere Monnalisa sdraiata tra i binari.

Il 25 luglio, mercoledì, alle ore 11 il Comitato consegnerà al Presidente della Regione Toscana, al Presidente delle Provincia e al Sindaco di Firenze le 3.000 firme, raccolte durante i presidi informativi fatti in città, sull'”appello al buon senso”. Copia dei moduli firmati saranno appesi ad uno striscione lungo 35 metri e portati nel centro della città a partire dalla sede del Consiglio Regionale (via Cavour) fino a Palazzo Vecchio.

Il Governo Monti ha varato un nuovo regolamento sulle terre e rocce da scavo, attualmente al vaglio della Commissione Europea. L'associazione di volontariato Idra ha scritto al riguardo ai rappresentanti italiani al Parlamento Europeo, e ha trasmesso al Commissario all’Ambiente Janez Potočnik una memoria articolata in due paragrafi: incongruenze e difformità fra normativa europea e normativa nazionale; paventato aggravamento degli scenari di crisi economica e finanziaria; indesiderabili conseguenze sul teatro europeo. In evidenza il caso Firenze e gli impatti erariali che deriverebbero dall’applicazione di una normativa inadeguata e difforme dalla direttiva europea.

Redazione Nove da Firenze