Rossi presenta il Dpef 2011: ''Rigore e sviluppo per la Toscana''

Le linee preliminari illustrate e discusse quest'oggi in Consiglio regionale. Ma sui programmi regionali pesa l'incertezza della manovra governativa. Niente meeting di San Rossore nel 2010 e ridimensionamento del Festival della Creatività.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 giugno 2010 19:58
Rossi presenta il Dpef 2011: ''Rigore e sviluppo per la Toscana''

Rigore e sviluppo: è questo il segno che porterà in sé il Documento di programmazione economica finanziaria 2011, le cui linee sono state presentate oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi al Consiglio regionale. I primi effetti si avranno anche su appuntamenti ormai tradizionali: niente meeting di San Rossore nel 2010 (dodici mesi fa si era ipotizzato di dedicarlo ai nuovi media); ridimensionamento del Festival della Creatività; taglio dei costi di gestione della macchina Regione del 5% entro il 2010 che, in soldoni, significherebbe una risparmio di crica 20 milioni di euro l'anno. La manovra "Nonostante il quadro mondiale di crisi e le incertezze che ci propone una manovra nazionale tardiva e di carattere recessivo - ha detto tra l'altro Enrico Rossi – noi assumiamo l'impegno di aprire i cantieri per costruire un futuro capace di garantire non solo il mantenimento di quanto la Toscana ha saputo assicurare finora ai cittadini in termini di benessere e servizi, ma lo sviluppo, sapendo che senza sviluppo non c'è sostenibilità ma ci sono invece impoverimento, regresso, degrado materiale e morale". Il presidente propone di declinare il rigore con i necessari interventi di diminuzione dei costi della politica, che deve ritrovare sobrietà e spirito di servizio, ma anche con una profonda riforma della Pubblica amministrazione.

"Abbiamo iniziato fin dalla seconda metà degli anni '90 – ha affermato – una riforma e una riorganizzazione delle strutture sanitarie che ci ha permesso di tenere i conti sempre in ordine. Effetto non ultimo di questa nostra manovra è stato il fatto che le addizionali Irpef e Irap sono in Toscana le più basse d'Italia. Con questo metodo proseguiremo, e mi impegno a portare rapidamente alla discussione una prima bozza di riforma per una pubblica amministrazione più efficiente e leggera. Questa ci porterà a discutere e a confrontarci con le province, con i comuni ma anche con tutte le forze economiche e sociali, perchè i problemi di dimensionamento, funzionalità ed efficacia sono anche loro, perchè i fenomeni di spreco e ridondanza non ci sono solo nella Pubblica amministrazione e perchè lo sforzo di razionalizzazione, che è indispensabile, deve riguardare tutti". Il presidente Rossi ha quindi ricordato altri impegni già annunciati, come l'anticipazione nel 2011 dell'intera riduzione del 5% sulle spese di gestione, manovra che porterà a un risparmio di 20 milioni di euro, e ha sottolineato il cambio di metodo con cui il Dpef verrà concepito: "Non ci scriveremo – ha detto – le attività che intendiamo realizzare ma i risultati che ci impegniamo ad ottenere". Numerosi i punti citati dal presidente Rossi in una sintetica illustrazione del documento: l'istituzione di un ufficio per l'attrazione degli investimenti, le politiche di sostegno per la piccola e media impresa, per la scuola e i suoi servizi, la creazione di un distretto energetico costiero, il piano regionale rifiuti, la scelta prioritaria del riuso e della riqualificazione dei volumi esistenti in materia di governo del territorio, la conferma dell'intesa Toscana-governo in tema di infrastrutture, l'integrazione socio-sanitaria. Il presidente ha sottolineato però le pesanti difficoltà indotte dalla manovra del governo, tardiva e socialmente ingiusta, che comporta, secondo le stime, tagli ai trasferimenti al sistema delle autonomie toscane per 470 milioni nel 2011 e per 600 milioni nel 2012.

"Nel 1983 il presidente Granfranco Bartolini – ha concluso Enrico Rossi – non rinunciò ad affermare le ambizioni della Toscana per il futuro, nonostante le annunciate difficoltà di percorso e chiamò in causa per realizzarle tutte le forze sociali, economiche e politiche. Anche noi su questo documento ci aspettiamo proposte concrete e un confronto limpido, sereno, efficace". di Susanna Cressati

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