Social Network e Pubblica Amministrazione insieme per un servizio migliore

Prosegue l’intensa attività di incontri organizzati da ToscanaIN. Ancora una volta grande partecipazione e presenza di soci vecchi e nuovi, per seguire il dibattito sul futuro dei social network nella PA.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 marzo 2010 13:49
Social Network e Pubblica Amministrazione insieme per un servizio migliore

Cosa può fare la pubblica amministrazione con i social media? Possono questi nuovi strumenti avvicinare l’ente pubblico alle esigenze dei cittadini ed essere un efficace canale di collaborazione? Queste le principali domande al centro del dibattito organizzato dal gruppo ToscanaIN al Together Florence Inn, venerdì scorso. Come sempre oltre all’occasione di fare networking, il gruppo di professionisti nato e affermatosi a Firenze (e adesso esteso non solo nel nome sul territorio regionale), ha saputo unire anche un dibattito interessante e attuale.

I Social Network per innovare la Pubblica Amministrazione. L’osservazione unanime uscita dalle parole dei relatori è stata che nonostante la constatazione, sempre più diffusa, della necessità di saper capire e gestire questi nuovi strumenti di comunicazione e avere ben chiara la consapevolezza della loro importanza, nella gestione delle relazioni con il pubblico, vi è una oggettiva distanza con una loro reale fruizione. Sia questa distanza causata dal digital divide e i mancati finanziamenti alla Banda larga, sia essa conseguenza dell’inefficienza, dell’ottusità e talvolta della mancanza di lungimiranza delle strutture e degli enti, l’auspicio per il futuro rimane quello che possano trovare sempre più spazio nella vita dei cittadini e di chi li rappresenta. Come evidenziato da Paolo Parrini, consulente Leman, che ha aperto il dibattito, i social network rappresentano un’importante sfida per gli enti, sfida che deve portare al miglioramento dei prodotti (servizi offerti dagli enti) e ad un maggior dialogo tra le parti – P.A.

e cittadini. In alcune realtà dei piccoli passi verso il cambiamento sono stati fatti come nel caso di Fabbriche di Vallico. Il sindaco Oreste Giurlani, è riuscito nella sua una piccola realtà di circa 700 abitanti ad utilizzare tutti gli strumenti di social network, per agevolare le comunicazioni tra cittadini e il comune. Recentemente il piccolo centro è stato colpito da numerose frane e l’aggiornamento della situazione stradale correva quotidianamente sui social media. Dello stesso avviso Francesco Piarulli, Direttore Generale al Comune di Bagno a Ripoli.

Non esiste un cittadino standard, la pubblica amministrazione deve conoscere la varietà degli utenti e deve saper comunicare con tutti. A chiudere il dibattito moderato dal consigliere di ToscanaIN Eugenio Leone, l’intervento in rappresentanza della Regione Toscana di Giancarlo Galardi Direttore Generale Organizzazione e Sistema Informativo, che ha sottolineato come sia essenziale far diventare il cittadino uno dei nodi della rete nelle comunicazione con la P.A., rete creata grazie all’utilizzo dei social network. In occasione dell’incontro, Laura De Benedetto, Presidente ToscanaIN, alla presenza di Pier Carlo Pozzati, Presidente Federazione ClubIN, e Stefano Tazzi, Coordinatore Nazionale ClubIN, ha ricevuto la targa di ClubIN ufficiale sancendo il passaggio da associazione attiva solo a Firenze ad associazione di riferimento della regione Toscana.

“Sono orgogliosa della trasformazione di FlorenceIN in ToscanaIN” afferma Laura De Benedetto. “E’ stato ‘ufficializzato’ quello che di fatto siamo, come dimostra la presenza di soci tesserati di tutte le provincie toscane. Con il passaggio a ToscanaIN daremo la possibilità ai soci di potersi incontrare localmente, ma con la forza data dalla nostra associazione che è già un riferimento sul territorio con le sue oltre 500 tessere acquisite da professionisti delle maggiori aziende”.

L’associazione ha anche dato appuntamento al prossimo evento previsto per il 15 marzo con argomento Le adozioni nazionali, internazionali e a distanza presso l’Auditorium dell’Ente della Cassa di Risparmio di Firenze. di Donata Landini

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