Arno navigabile: è possibile con poca spesa intervenendo sulle pescaie

Il progetto prende spunto dall'esperienza della Canottieri Comunali Firenze. Regione Toscana, Arpat, i Comuni di Firenze e Pisa e l’Autorità di Bacino del Fiume Arno ci stanno pensando


Ampliare i confini della pratica sportiva, offrire percorsi di turismo esperienziale, riportare vita e attività economiche lungo il corso dell’Arno.

E’ quanto sarebbe possibile realizzare con condizioni di navigabilità nell’intero tratto del fiume, replicando modelli di turismo e intrattenimento sportivo già praticati in altre nazioni europee. La più recente discesa del fiume da Firenze a Pisa è stata compiuta lo scorso aprile, a bordo di canoe, da un gruppo di soci della Canottieri Comunali Firenze “Navigarno”, questo il nome che è stato dato alla discesa dell’Arno, è stato oggetto di studio e di confronto nel programma di eventi di “Arno. Sicuro. Pulito. Da vivere”, la manifestazione promossa dall’associazione Vivi l’Arno con lo scopo di ripercorrere il lavoro degli ultimi vent’anni per la messa in sicurezza del fiume.

La navigazione è stata l’occasione per verificare la praticabilità degli argini e la possibilità di superare le numerose pescaie che si trovano lungo il corso del fiume, nei circa 90 chilometri tra Firenze e Pisa.

"Rendere l’Arno navigabile - ha spiegato Giancarlo Fianchisti della Canottieri Comunali Firenze - è un progetto che non ha un problema di costi, gli impegni di spesa infatti sarebbero modesti, bensì necessita di programmazione". 

Fianchisti, progetti alla mano, ha richiamato la necessità di prevedere in fase progettuale la realizzazione di facilitazioni per la navigabilità. Alcune pescaie, per cominciare, saranno a breve sottoposte a ristrutturazioni e potrebbe essere il momento opportuno per pensare di dotarle di un passaggio per imbarcazioni di piccole dimensioni, come le canoe.

L’esperienza di Navigarno, realizzata in collaborazione con la Regione Toscana, Arpat, i Comuni di Firenze e Pisa e l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, è il punto di partenza per lo sviluppo del progetto. Adesso tocca alle istituzioni programmare e eseguire quella serie di piccoli interventi che renderanno possibile navigare in sicurezza e comodità per tutto l’Arno.

Redazione Nove da Firenze