Ancora polemica a Pisa per la rimozione dell'edicola sequestrata alle mafie

Sulla struttura rimossa in Borgo Stretto, intervengono le Acli: “Grave errore. Viene meno un simbolo della città”


Pisa, 4 gennaio 2020- “Togliere quella edicola è stato un errore perché significa aver tolto l'esempio fisico che la mafia esiste, che si può combattere e si può battere. Ogni persona che ci passava davanti poteva vedere immediatamente che le organizzazioni criminali sono arrivate anche nel nostro territorio, che non sono quindi una astrazione ma che, come piovre, allungano i propri tentacoli ovunque.” E' quanto dichiarato da Giacomo Martelli, presidente delle Acli Toscana, in merito alla rimozione dell'edicola nel centro di Pisa confiscata alle mafie nel 2014 “Privare la città di Pisa di quel simbolo della lotta alle mafie significa invece pensare che il pericolo non esista e che si può far finta di nulla. Lasciare quell'edicola al suo posto e valorizzarla con un progetto di riutilizzo sociale era un dovere civico e averla rimossa significa non aver compreso a fondo l'alto valore simbolico che rappresentava. Il nostro appello all'amministrazione comunale e alle Istituzioni perché facciano chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alla sua rimozione e illustrino le azioni che intendono mettere in campo per continuare il lavoro di sensibilizzazione su questa importante tematica. Quel vuoto – aggiunge Paolo Martinelli, presidente Acli Pisa - lascia amarezza perché non se n'è voluto comprendere a fondo il significato, ma soprattutto non si è capito il messaggio devastante che la sua rimozione inaspettata e non concertata porta con sé. Che si torni tutti a partecipare con consapevolezza (non solo quando fa notizia) e che la Politica torni a volare alto. Ce n'è tanto bisogno.”

"La mafia fa schifo -scrive su Facebook Raffaele Latrofa, della Lista civica Pisa nel Cuore- Questo l’insegnamento che ho dato ai miei figli sin da piccoli. Non lasciamoci trasportare in una insensata contrapposizione tra parti politiche scaturita dalla rimozione dal centro storico di Pisa, di un manufatto, indubbiamente degradato. Non lasciamo pensare ai nostri figli che davvero, a Pisa, a seconda dell’appartenenza politica di ciascuno, si è a favore o contro la mafia. Non facciamo anche questo ennesimo errore per far allontanare definitivamente i nostri giovani dalla Politica. L’edicola era degradata e degradante e toglieva decoro a un angolo del centro storico della nostra cittá. Chi aveva meritoriamente provato a gestirla aveva fallito. Risultato: a quelle condizioni andava rimossa. Di mattina, pomeriggio o sera ma andava rimossa. L’edicola era un simbolo di una lotta alle mafie, condivisa, ne sono certo, dall’intera comunità pisana senza distinzione per appartenenza politica? Bene, sostituiamola con un altro simbolo che manifesti efficacemente questo sentimento dei Pisani tutti"

Redazione Nove da Firenze