​Amianto in Toscana: un Piano per mappatura, smaltimento e controlli sanitari

Ecco i punti fondamentali del Piano regionale volto a ridurre la presenza di amianto sul territorio e sorvegliare la salute dei cittadini


 L'amianto in Toscana ha le sue linee guida. Le hanno presentate questa mattina gli assessori Stefania Saccardi e Federica Fratoni nell'ambito del convegno che si è tenuto nella sala delle Feste di Palazzo Bastogi. L'iniziativa, organizzata per illustrare le linee guida a tutti i soggetti interessati (enti, associazioni di categoria, cittadini), è stata anche l'occasione per aprire un dibattito sui contenuti che saranno la base del futuro Piano regionale dell'amianto.

"Il tema amianto viene affrontato dalla Regione con trasversalità, perché coinvolge oltre al settore ambiente, anche al sanità e il governo del territorio – ha detto l'assessore all'ambiente Federica Fratoni – L'obiettivo ambizioso ma assolutamente necessario che ci poniamo è quello di una rappresentazione e di un'azione organiche che in modo sinergico, vadano verso un traguardo comune. Il passaggio di oggi è fondamentale. Intanto partiamo da un quadro conoscitivo completo sullo stato dell'arte in Toscana, che è l'elemento fondamentale dal quale partire per una corretta pianificazione – che stiamo redigendo – e che arriverà nei prossimi mesi all'attenzione del consiglio regionale. Vogliamo dare una rappresentazione complessiva delle tante azioni che la Regione Toscana sta mettendo in campo, ci sono già iniziative volte alla rimozione delle coperture, penso ai bandi sull'efficientamento energetico, alle agevolazioni fiscali: un'azione quindi che si dipana in varie direzioni e che mi auguro trovi la sensibilità, ma certamente sarà così, di tutti gli attori in campo. Sappiamo – ha proseguito Fratoni - che la normativa nazionale ha 25 anni, ma la situazione dei nostri edifici con presenza di fibre d'amianto è ancora importante. Quindi dobbiamo incentivare e sostenere adeguatamente un'attività che è in capo alle pubbliche amministrazioni ma che è anche in capo ai cittadini, alle imprese, agli operatori, e che ha bisogno di elementi di conoscenza e di supporto adeguato per condurre a un obiettivo che ci auguriamo possa essere il migliore possibile e raggiunto in tempi rapidi".

"L'obiettivo – ha detto poi l'assessore Stefania Saccardi - è aumentare la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori in relazione alla presenza di amianto. C'è il divieto dell'utilizzo ma questo non ci esime dal mettere in atto una serie di azioni che vanno dalla sorveglianza sullo smaltimento - in Toscana nel 2016 sono state smaltite circa 52mila tonnellate -, alla sorveglianza sui mesoteliomi, fino ad arrivare al Piano che l'assessorato al diritto alla salute ha varato nel 2016 e che riguarda la sorveglianza degli ex esposti all'amianto: attraverso un accordo con le organizzazioni sindacali e con le associazioni di categoria, abbiamo messo in piedi una serie di sportelli per diffondere la possibilità per tutti i lavoratori che hanno avuto a che fare con l'amianto di avere una attenta sorveglianza sanitaria completamente gratuita e sia possibile monitorare costantemente il loro livello di salute. Tante altre le attività che mettiamo in campo insieme all'assessorato all'ambiente, dalla sorveglianza delle acque fino a un registro che l'Istituto per la prevenzione e la ricerca oncologica, l'ISPRO, tiene in piedi su questo fronte, facendo in modo che i lavoratori e le persone in generale siano sempre più protette da questa sostanza".

Ilaria Bugetti, consigliera regionale Pd, prima firmataria della legge approvata dal consiglio regionale qualche mese fa che riguarda l'amianto in uso domestico, ha quindi aggiunto "L'amianto è un tema molto sensibile che attiene sia alla salute pubblica che all'ambiente, difficile da gestire, e soprattutto molto sentito dai cittadini che ne avvertono l'urgenza. Ci siamo pertanto domandati come velocizzare il Piano dell'amianto in base alla legge approvata nel 2013. Le piccole utenze domestiche nei Comuni sono difficili da mappare ma anche difficili da rimuovere perché spesso i cittadini le mantengono non sapendo come smaltirle. Quindi c' era bisogno di un timone che potesse dare ai Comuni uno strumento in più per aiutare i cittadini a smaltire fornendo anche modalità corrette su come smaltire. I modi corretti variano a seconda dello stato dell'amianto, della superficie, ma sicuramente la prima cosa da fare, quando un cittadino deve eliminare una copertura d'amianto, è chiamare il Comune che si avvale di una convenzione con ditte specializzate e certificate. Questo consente di smaltire in maniera corretta. Metteremo in piedi anche una serie di incentivi, elencati nel Piano, ma sapere come fare e cosa fare e che si può fare velocemente reputiamo sia già un traguardo raggiunto".

Previste dalla nuova legge regionale 55 del 5 ottobre 2017 "Norme per la protezione e bonifica dell'ambiente dai pericoli derivanti dall'amianto", le linee guida sono state approvate dalla Giunta regionale il 9 aprile e contengono 6 punti fondamentali:

-un quadro conoscitivo provvisorio, formulato sulla base dei dati raccolti dalle strutture regionali competenti fino ad ora;

- i criteri e le priorità delle azioni da sostenere per contenere e ridurre il rischio dalla esposizione all'amianto;

- i criteri per lo sviluppo degli interventi posti in essere fino ad oggi;

- i criteri con i quali gli enti locali attivano servizi per la rimozione e lo smaltimento dell'amianto proveniente da utenze domestiche, nell'ambito dei contratti di servizio stipulati per la raccolta dei rifiuti oppure ricorrendo a specifiche convenzioni;

- la gestione di situazioni emergenziali derivanti da eventi di natura straordinaria;

- gli indirizzi per la gestione uniforme degli esposti.

In attuazione di queste disposizioni, è stato costituito presso l'assessorato all'ambiente un gruppo di lavoro cui hanno collaborato, oltre la Direzione Ambiente ed Energia, il settore Progetti speciali e processi trasversali in ambito di prevenzione, il settore Educazione ed istruzione e il settore Politiche e iniziative regionali per l'attrazione degli investimenti, inoltre, LAMMA e ARPAT.

Redazione Nove da Firenze