Aeroporti in Toscana, lo scontro politico: la pista è verso le urne

Il Governo a Roma è determinato: la Toscana è stata messa in stand by (me)


 Stand by (me) per la Toscana che nelle ultime ore ha visto svanire fondi e progetti ed oggi dibatte sul futuro del trasporto aeroportuale tra Firenze e Pisa e tra la Toscana e l'Emilia Romagna con Bologna che si avvicina, anche se la stessa Alta Velocità che mette Bologna a soli 35 minuti di treno, sarebbe deleteria per Firenze.
Firenze è destinata ad accontentarsi, se non a ridimensionarsi, il centro si sposta verso Pisa, a patto che il Galileo Galilei sia in grado di ampliarsi ulteriormente. La ricaduta di ogni decisione comporta delle reazioni da parte del territorio, la riflessione non è al momento concentrata su questo aspetto; gli occhi sono puntati su termini quali "vincere" o "perdere" perché la pista, l'unica al momento percorribile, è diretta alle urne.

Contro la nuova pista dell'Amerigo Vespucci non ci sono solo le esternazioni del Ministro dell'Ambiente con delega al Turismo, Gian Marco Centinaio, che si sono abbattute su Palazzo Vecchio, ed alle quali ha replicato il sindaco Dario Nardella, ma anche il Parlamento nel DEF approvato alla Camera e al Senato  recita: “Nel settore aeroportuale gli interventi previsti tendono a migliorare la connettività, innanzitutto delle aree remote e disagiate del Paese, poco servite da collegamenti aerei interconnessi con le altre modalità di trasporto. Pertanto, gli investimenti saranno indirizzati verso la riduzione degli attuali squilibri, per garantire infrastrutture e servizi aerei efficienti ai territori minori”.

 Su cosa si gioca la partita? Ci sono di mezzo valutazioni ambientali, strategiche, turistiche, imprenditoriali? Prima di tutto lo scontro è politico e a dirlo sono i rappresentanti dei partiti che sul territorio puntano a testa bassa verso le Elezioni 2019 con l'obiettivo di prendere Firenze, Prato e Livorno per arrivare poi alla Toscana nel 2020.

 Nelle ultime ore la Lega è stata attaccata dagli alleati di Forza Italia. Francesco Torselli, autorevole rappresentante di Fratelli d'Italia, cresciuto assieme al deputato Giovanni Donzelli, dichiara: “Serve quanto prima un tavolo di confronto tra noi, Forza Italia e Lega. Un tavolo che metta definitivamente a tacere chi gioca a far vedere un centrodestra litigioso e spaccato e che inizi a parlare delle uniche due cose serie che interessano ai nostri elettori: il programma e le alleanze elettorali. Elettori che, ricordo agli amici di Forza Italia e Lega, vogliono vederci uniti e vincenti. Io la coalizione la voglio allargare, non spaccare”.
Il coordinatore regionale prosegue: “I campanilismi e le divisioni interne, oltre all’incapacità conclamata nel rispondere ai reali bisogni delle persone, hanno distrutto quella che un tempo era la ‘rossa Toscana’. Oggi, personaggi come Enrico Rossi o Dario Nardella non hanno più consenso, sono inviso si cittadini, sono alla frutta. Vogliamo essere noi a restituire loro ossigeno, facendo gli stessi errori che ha fatto la sinistra negli ultimi vent’anni? Con Forza Italia - conclude Torselli - abbiamo fatto 10 anni di opposizione seria e intransigente assieme; Susanna Ceccardi la conosco bene ed è una donna determinata, preparata e capace come poche altre. Tutti vogliamo vincere, prima Firenze, Prato e Livorno, poi la Regione nel 2020. È indubbio che la sinistra e certa stampa giochi a dividerci, ma noi dobbiamo essere più forti di queste polemicucce da bar. Abbiamo la seria opportunità di mandare Nardella e Rossi a lavorare, se dovessimo dividerci e regalare loro la vittoria, i nostri elettori non ce lo perdonerebbero mai”.

Il Movimento 5 Stelle interviene da Palazzo Vecchio, a parlare è l'avvocato Silvia Noferi: “Il can can che si è sollevato in seguito alle dichiarazioni del Ministro Centinaio sembra quello scatenato a livello nazionale contro la nota di aggiornamento al DEF solo perché conteneva misure a favore dei cittadini più fragili invece che dei soliti privilegiati dalla politica (banche, capitalisti, finanzieri ecc). Il Partito Democratico anche a Firenze continua nel solco di una politica economica liberista che non trova fondamento nelle dimenticate origini di “sinistra”: vuole lo sviluppo economico della Regione e della Città di Firenze in barba alla tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Di solito, ripudio affondare il coltello nella piaga degli avversari, ma in questo caso è impossibile non ricordare ai nostri antagonisti, che proprio questo scollamento fra esigenze dei residenti e interessi economici di alcuni loro “amici”, hanno fatto fallire il progetto del nuovo inceneritore e, dopo decenni, perdere il comando del Comune di Sesto Fiorentino. Questa volta – aggiunge la consigliera Noferi – hanno intenzione di perdere Firenze sulla battaglia dell’aeroporto, ben venga. Immagino che debbano aver fatto tante e tali di quelle promesse a qualche investitore straniero e a qualche costruttore locale ed ora sia difficile tornare indietro, ma vedere il Partito Democratico rincorrere “gli investitori” fa sinceramente pena, se non ridere. Un tempo il principale partito di sinistra rincorreva, pardon, sosteneva, i ceti più bisognosi, i lavoratori, i disoccupati, era contro l’inquinamento, oggi ogni loro dichiarazione suona grottesca; sono l’ombra di loro stessi e non riescono nemmeno a capirlo. Aspettiamo con impazienza l’assemblea pubblica che il Sindaco ha annunciato a Quaracchi, così con l’occasione potrà spiegare a quei cittadini perché non si è preoccupato di proteggerli dall’aumento indiscriminato dei voli avvenuto in questi anni, in barba a tutte le prescrizioni della Commissione Via del 2003. Sono passati 15 anni, nulla è stato fatto e nessuno si è preoccupato della loro salute. È inutile nascondere i dati sanitari sotto il tappeto, le persone vivono sulla pelle dei loro figli gli effetti della vicinanza con l’aeroporto e se ne rendono conto da sole. Per quanto riguarda il fronte a destra – continua Silvia Noferi – è ormai evidente che non riescono a trovare un’unità di intenti nemmeno a livello locale, anzi questa concordanza di interessi pro-aeroporto di PD e Forza Italia è parecchio preoccupante. Noi del M5S da sempre siamo per la sostenibilità e la tutela delle popolazioni residenti che non possono essere carne da macello per i profitti dei grandi capitalisti. La carotina dei 5000 posti di lavoro legati allo sviluppo aeroportuale non ha convinto, giustamente, nemmeno la CGIL, figuriamoci gli elettori delle prossime amministrative. I posti di lavoro precari, sottopagati, senza diritti, come quelli che proponeva il vecchio governo non interessano più; il popolo ha rialzato la testa e non vuole più essere un popolo di schiavi ma di cittadini. Le mani dalla città le deve togliere il Sindaco Nardella non il Ministro Centinaio, si tratta solo di aspettare qualche mese e qualcuno, non certo la sottoscritta, glielo farà capire".

Redazione Nove da Firenze